Archivio mensile:luglio 2009

Crazy runway Make-up

Junya Watanabe

Yohji Yamamoto

Chanel

Viktor & Rolf

Marc Jacobs
François Nars è riapparso dopo dieci anni fuori dalle scene per fare il trucco alle modelle dell’ultimo show Marc Jacobs. Ogni modella aveva un look diverso, tutti ispirati al clubbing anni 80, con colori fluo, occhi in evidenza e pelle di porcellana.

28/07/2009

Federica Moretti- cappelli


Ho visto spesso, di recente, le creazioni de federica Moretti, sui giornali di moda.
Ho poi guardato il suo sito, e ne sono rimasta estasiata: cappellini meravigliosi, leggeri, femminili, e collaborazioni con designer come Moschino, Borsalino, Byblos, Coveri, Mila Schon, Swarovski.
Questa giovane designer venticinquenne si è diplomata allo IED di Milano, poi si è trasferita a Ny. Comincia a fabbricare i primi cappelli di carta, abbastanza per una collezione, con cui partecipa a una fiera di settore. Arrivano le consulenze per le sfilate, e nel 2007 Barneys le chiede di comprare la collezione.
Da lì nasce tutto, realizza tutti i cappelli a mano e collabora con un collettivo di creativi dell’immagine, Studio Morinn.
li vorrei tutti!

La giacca Chanel

Quando si parla di giacca, non si può che pensare a lei, Chanel.
Coco ebbe l’idea per questo prodigio sartoriale 50 anni fa, in risposta al ritorno di bustini e vite strizzate. Gli altri abbondano con le crinoline? Lei fa il tailleur da donna, che scende dritto sul corpo,di caldo e pratico tweed, ispirato ad una giacca da uomo austriaca.
La giacca è molto semplice: niente pinces, solo una cucitura sulla schiena per far aderire la giacca al corpo, il tessuto tagliato in senso verticale, per non interromperne il movimento naturale, niente più imbottiture e spalline. Aggiunge un tassello nella parte interna delle maniche, cosicchè sia più facile piegare le braccia; una catenella rifinisce l’interno del bordo inferiore, in modo che la giacca cada sempre perfetta.
Le tasche, poi: sono posizionate a un’altezza precisa, in modo tale che si possano infilare le mani, un gesto, fino ad allora, considerato maschile e poco chic. I bottoni sono il vero decoro: a testa di leone, a camelia, con l doppia c.
La maison Chanel ha un atelier esclusivamente dedicato alla realizzazione di questo capo. Si parte dallo schizzo di Karl lagerfeld, che la première dame dell’atelier trasforma in cartamodello. Questo viene poi ritagliato da un telo di mussola per controllare le proporzioni e segnare le cuciture: il modelo così ottenuto è applicato al tessuto scelto; la fase successiva è il taglio. Dopo aver assemblato le parti, è il momento delle rifiniture: etichetta, passamanerie e bottoni, fino alla prova finale.

Nuovi talenti

a/w 2009/2010


s/s 2010

Umit Benan
Who is next, la prima edizione del concorso promosso da Pitti Iammgine, Alta Roma e L’Uomo Vogue, tenutosi durante l’ultima edizione di Pitti Uomo, ha premiato il lavoro di Umit Benan.
Questa collezione 2010 si ispira alla Cuba della pre-rivoluzione e alla Miami di Tony Montana/Scarface.
Il concorso, nato con il fine di cercare nuovi talenti nella moda maschile, ha scelto Umit “per una proposta di qualità sartoriale che rielabora con ironia un’idea forte di classico”, e Max Kibardin per la migliore collezione di accessori (calzature).

http://www.maxkibardin.com/

Camicia bianca


Yohji Yamamoto
Dries van Noten (che look meravigliosi)
L’altro giorno, dopo il concerto di Patti Smith, pensavo alla camicia bianca, suo marchio di fabbrica da anni.

camicia bianca e giacca sembrano fatte per lei, così alta, secca e androgina.
E a proposito di questo, mi è subito venuta in mente Katherine Hepburn, una delle donne più eleganti di tutti i tempi, spessissimo in camicia e completo maschile

e Annie Hall, che in “Io e Annie” rilanciò la moda di cravatte, camice da uomo e gilet per le donne (purchè alte)
Clotilde Hesme e Louis Garrel ne “Les amants reguliers”, che per tutto il film indossano solo camicia bianca e giacca maschile, risultando molto affascinanti

e ovviamente non dimentichiamoci Audrey, grane fan della camicia bianca, una delle prime a portare i modelli da uomo,


e Mary Poppins!

Mantella


MANTELLA

E’ l’equivalente di mantello, vocabolo più usato per indicare lo stesso indumento. Si tratta di un capo vestimentario legato alla storia dell’umanità, già perfettamente definito nella Roma classica come forma e come uso, con tipologie di derivazione principalmente etrusca e greca. Sarà però la clamide, di origine militare e in seguito usata dagli alti militari, a stabilire il modello aulico poi raffigurato nei mosaici ravennati, indossato alla corte dell’imperatore Giustiniano: di forma circolare o semicircolare, chiuso con fibbie su una spalla e completamente aperto sull’altro lato. Dall’ VIII secolo l’iconografia sembra testimoniare come specificità femminile l’impiego di ampi mantelli chiusi, da indossare attraverso un’apertura per la testa, muniti di cappuccio, come vediamo rappresentati indosso alla Madonna. Dal XV secolo, l’indumento, essenzialmente usato per la sua funzionalità, conserva grande raffinatezza e preziosità come simbolo di potere, tanto da venire definito manto. Dopo la metà del XVIII secolo, i primi modelli inglesi di soprabito maschile conquistano la moda europea, da cui rimase escluso il mondo rurale e del proletariato urbano, dove si conserverà più a lungo l’uso del mantello maschile, spesso citato come tabarro.

25/07/2009

Skulls

Frans Halls – young man with a skull ca. 1626-28

Frans Hals – Portrait of a man holding a skull, c. 1611

Subodh Gupta – Very hungry god (2006)
Subodh Gupta – Is an Indian artist. “Very Hungry God” is a huge skull made entirely of stainless steel cooking vessels (thereby giving the installation a somewhat literal bend), or his photorealistic paintings of everyday steel utensils
Van Gogh

Damien Hirst – For The Love of God
The Love Of God ‘a celebration against death’ .
Bought by Hirst in a London taxidermy shop, the skull is a platinum replica of a human skull – thought to be that of a 35-year-old man who lived in Europe during the 18th century. The skull is covered with 8,601 flawless diamonds – three times the number on the crown the Queen wears on state occasions. Even the eye sockets and the holes for the nose have been filled with hundreds of jewels. A 52-carat pear-shaped stone is set into the forehead, surrounded by 14 diamonds.
The work took 18 months to make and the diamonds, worth $24 million, were paid for by Hirst and the gallery. The teeth have been taken from the original, polished, and then reset in the cast. The skull is the most expensive piece of contemporary art ever created.
Hirst has stated that he hopes it “makes the people who see it feel good, that it’s uplifting, that it takes your breath away”. I think the only breath being taken away is from the gasps of viewers when they discover the cost of the sparkly skull. Hirst went on to say, “I wouldn’t mind if it happened to my skull after my death.”.
Spiritus Callidus # 1 (Crystal skull) Paradichlorobenzene. 1993
Sangulipe II (Bloody gobbet) 2005
by John LeKay-
The red skull is made from wax electricity, magnets, a mini computerized system and Swarovski crystals. The testicles made out of wax with half a dozen Swarovski crystals implanted in them. They are made like this for a couple of reasons: for balance and weight.
John LeKay has told The Times that he has been producing jewel-encrusted skulls since 1993, very similar to ones that Damien Hirts does.

Crystal Skull
The crystal skulls actually exist. They are a number of human skull models fashioned from blocks of clear or milky quartz crystal rock, claimed to be pre-Columbian Mesoamerican artifacts by their alleged finders. The skulls are often claimed to exhibit paranormal phenomena by some members of the New Age movement, and have often been portrayed as such in fiction, most notably in the film Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull.
Many crystal skulls are claimed to be pre-Columbian, usually attributed to the Aztec or Mayan civilizations. People who believe in the psychic power of crystal skulls say that the skulls are a center of radiant psychic energy and have the power to increase happiness and improve people’s lives just by being held, handled and spoken with; others have suggested that crystal skulls can be used like crystal balls, to aid divination. Claims of the healing and supernatural powers of crystal skulls have no support in the mainstream scientific community. Some believe that the ancient Crystal Skulls are the computers of the ancients, they contain important information that help humanity to pass through it current series of challenges to take us into a Golden Age. Others say they were a powerful tool for healing the body, mind, and spirit, by ancient civilizations.

Salvador Dalì

Picasso