Archivio mensile:settembre 2009

Let me introduce you my friends: (The) Unknown Pleasures

Nome del gruppo: (The) Unknwon Pleasures

Anno di Fondazione: Giugno 2008
Componenti:
Andrea Grandinetti (Grando) : Vocals
Paolo Mongelli (Paul) : Guitars/Vocals
Lorenzo Belli (Lollo) : Guitars
Alessandro Boschi (Colo) : Bass
Massimo Bercella (Max) : Drums
Nome ep: “Nugae”
Breve Biografia:
I “(The) Unknown Pleasures” si formano nel giugno 2008 dopo la tormentata esperienza con “The Aquatic Adventures of British Dandies” di Andrea e Paolo.
Lorenzo alla chitarra, Alessandro al basso e Aurelio alla batteria si vanno ad aggiungere ad Andrea, il cantante, e a Paolo, il chitarrista.
Le canzoni scritte in precedenza vengono riarrangiate e modificate. Da settembre i cinque sono protagonisti in diverse esibizioni fra locali della provincia di Parma e Reggio.
La band, inoltre, ha partecipato al concorso Emergenza Rock Festival ed è arrivata alla finale regionale alla quale purtroppo, per problemi interni al gruppo, non ha potuto partecipare.
Dal mese di Giugno 2009, dopo quasi un anno di collaborazione, Aurelio Sabini non è piu parte del gruppo.
Alla batteria, al suo posto, arriva Massimo Bercella con il quale fin da subito è iniziato un lavoro di riarrangiamento e composizione di nuovi pezzi in vista di live per promuovere il primo Ep intitolato “Nugae”.
Il lavoro è stato registrato con la vecchia formazione a El.Me.Mu.Sa., grazie all’impagabile aiuto di Andrea Carta (voce e chitarra dei Cabin Fever ), che ha registrato e mixato l’intero lavoro.
L’Ep contiene 4 canzoni piu una traccia fantasma.
Stile musicale e Influenze?
Le nostre influenze sono varie in ognuno di noi seguendo però sempre un filo conduttore che porta a sonorità d’oltre manica dei vari libertines, stone roses, oasis, blur, who, smiths, verve ,clash, jam, ecc… Definirci con uno stile vero è proprio è difficile, forse britrock/post-punk è quello che più ci rappresenta. I 4 brani del nostro Ep seguono una stessa linea arrivando a conseguenze sempre diverse, a volte piu melodiche come in “A Light”, a volte piu spinte come in “Daily Life”.
Concerti Live?
nel corso del 2008/2009 abbiamo suonato in locali di Parma e reggio, con un buon riscontro di pubblico!
Com’è andata la registrazione dell’Ep?
La registrazione dell’Ep è stata un’esperienza intensa, lunga e faticosa. Le notti d’inverno passate a registrare nel nostro piccolo studio sulle colline (senza riscaldamento!!) sicuramente non le scorderemo mai!! Il tutto ci ha sicuramente unito come gruppo, fatto migliorare come musicisti e dato anche la possibilità di sperimentare qualche strumento non convenzionale come liuto, melodica, ecc..
Progetti Futuri?
Al momento la nostra priorità è trovare piu date possibile per suonare dal vivo a Parma e soprattutto anche fuori provincia per promuovere il nostro Ep e fare conoscere la nostra proposta musicale. Per la promozione dell’Ep al momento ci stiamo muovendo per riuscire a vendere/promuovere il nostro lavoro nei negozi d’abbigliamento della città come Latte+, 051. L’idea ci sembra molto interessante e pensiamo che il legame musica/moda sia da sempre molto forte..
Come nasce una vostra canzone?
Mah, di solito così: Paolo arriva e inizia a strimpellare e a fischiettare qualcosa, Grando ci canticchia su e mette la mano sul microfono, il Lollo prova qualche assolino blues e dice di non mettere le mani sul microfono e il Colo fa lo scemo col basso! Poi arriva max con la batteria e da lì si inizia a pensare davvero al pezzo..
Come mai nel vostro nome la parentesi nel The?
Il nostro nome è stato davvero un parto! Riusciti finalmente a trovarlo era rimasto il problema “The o non The?”, così abbiamo lasciato le parentesi provvisoriamente, poi ci siamo affezionati e così è rimasto tutt’ora!
Qual è il vostro stile di abbigliamento?
Come per le nostre influenze musicali ognuno di noi ha stili d’abbigliamento diversi, ma tutti radicati nella cultura britannica. Soprattutto alcuni di noi si ispirano a subculture degli anni 80/90 come hard mods/mod revival/casuals/hooligans. In generale il nostro stile è molto semplice ma ricercato, sia sul palco che tutti i giorni: giacca di pelle/Harrington/Monkey Jacket oppure Cappotti Montgomery, polo (soprattutto di Perry) o camicie di Sherman, jeans drainpipe, scarpe da ginnastica Adidas e All Star oppure Clarks e mocassini. Per alcuni di noi l’abbigliamento è un aspetto fondamentale. “Looking good isn’t important, it’s everything.” Ben Sherman
Ep degli UP disponibile al costo di 3€ nel negozio di dischi Music Mille (Viale dei Mille, 88 Parma) e ovviamente durante i concerti della band
30/09/2009

SAPEURS

Si chiamano Sapeurs e da più di mezzo secolo professano una sola fede: abiti belli e firmati.

Nascono nella Repubblica del Congo, a Bakongo, nelle strade di Brazzaville.
Si potrebbe cercare un collegamento tra loro e il conte italiano Piero Savorgnan di Brazza, italiano al servizio della Francia che cercò di salvare questa terra dal colonialismo.
L’eroe nazionale però è Andrea Matsoua: arrivato nella prima metà del 900 in Francia con blazer a 3 bottoni e pantaloni bianchi, fu arrestato, e poi tornò in patria vestito di tutto punto.
Da qui l’emulazione dei connazionali. Nacquero così la Sape, acronimo di “societé d’ambianceurs et persone elegantes” (società di persone leeganti che fanno ambiente), e i Sapeurs, dal verbo “saper”, che vuol dire sapersi vestire.
E’ una filosofia di vita, con un manifesto, i suoi adepti (non solo ricchi, anche gente normale che fa sacrifici per vestirsi griffati), i suoi riti (gli inviti a pagamento a funerali e battesimi per dare lustro agli eventi), le sue regole.
Chiunque può diventare Sapeur, l’importante è che conosca e rispetti le regole della loro eleganza.
E hanno addirittura una loro scienza: la Sapeologia. Che come rivela il suo più grande teorico Ben Mukasha Monama, ha un unico motto: “Noi viviamo per gli abiti, con gli abiti e negli abiti”.
Daniele Tamagni ha scritto un libro su di loro:”Gentlemen of Bakongo”
Lo ha portato a Brazzaville e dagli adepti che vivono in Europa (soprattutto a Parigi)

Regole e riti dei Sapeurs:
– La Sape è un’ispirazione divina
– La Sape è l arte di far cantare i colori
– Mai usare più di 3 colori contemporaneamente
– Il Sapeur deve avere una buona educazione, saper parlare il francese e sapersi comportare in società
– Il Sapeur deve conoscere a memoria le griffes piu importanti per il movimento (Dior, Versace, Armani…)
– Le scarpe sono fondamentali: devono essere di vera pelle, stringate e sempre pulite (le migliori sono di Weston in coccodrillo)
– Calze e scarpe sempre dello stesso colore
– La cravatta è come un’opera d’arte, se è brutta meglio non indossarla
– Le bretelle vanno armonizzate con cravatta, camicia e pantaloni
– Il sigaro è un simbolo per eccellenza ma prima di accenderlo bisogna chiedere il permesso al vicino
– Bisogna ammirare la moda italiana, francese e inglese ma ricordarsi che l’uomo bianco ha inventato i vestiti e i Sapeurs li hanno trasformati in arte

Il racconto di un Sapeur:

“Prima di mio padre, mio nonno e ancor prima il mio bisnonno, erano tutti stati dei Grand ovvero erano andati a Parigi e ritornati in Congo guadagnandosi così l’onorificenza di Grand, ovvero di aristocratico di eleganza suprema. La mia famiglia è originaria della Costa D’Avorio ma vivevamo a Brazzaville in Congo. Fin da bambino accompagnavo mio padre, che faceva il sapeur, a matrimoni, feste, funerali e a tutti quegli avvenimenti che richiedevano la presenza di un sapeur. Mio padre, come mio nonno e ancor prima di lui mio bisnonno, dormivano tutta la mattina poi, verso mezzogiorno, si facevano portare la colazione in camera e incominciavano la vestizione.
A Bakongo, un quartiere popolare e polveroso di Brazzaville, faceva sempre un caldo torrido e la gente girava con l’ombrello aperto vestita per lo più con calzoncini, ciabatte e maglietta.
Ma i sapeur mai.Verso le quattro e mezza uscivano in abito grigio, cravatta, cappello, camicia sempre di un bianco immacolato e persino guanti neri e bastone da passeggio per andare a presenziare una qualche cerimonia. Da noi, se uno non si può permettere di pagare un sapeur, vuol dire che non sta messo bene e allora la gente fa i sacrifici per affittarne uno. Quando mio padre Wemba usciva di casa, la gente nel caldo soffocante applaudiva e gridava “Sei perfetto, sei un vero Grand”. Essere un sapeur è molto più che vestirsi elegantemente, è una filosofia di vita e bisogna essere ammessi alla “Sociètè d’ambianceurs et personne èlègantes” di Khinshasa. Tutti i ministri e i personaggi più importanti dell’ Africa hanno imparato a vestirsi da mio nonno Bastiàn o da papà Wemba”.
29/09/2009

Terence Koh

guardatevi il sito!
Terence Koh (born 1977 in Beijing, China) is a Canadian artist. Koh creates handmade books and zines, prints, photographs, sculptures, performances, and installations. Much of his diverse work involves queer, punk, and pornographic sensibilities.
He has gold-plated and sold his own feces for $500,000.00 to collectors
(Wikipedia)

Collaborazioni

Dopo il successo ottenuto nel 2008 con il lancio della prima collezione, Wonderbra ha presentato sabato scorso a Milano la nuova collezione di lingerie Wonderbra by Dita Von Teese denominata “Party Edition”. La nuova collezione comprende tre linee: la Sparkle Teese by Dita Von Teese (elegante, in tulle ornato di paillets); la Satin Teese by Dita Von Teese (in versione rosso fuoco o malva metallizzata); e la Multi-Teese by Dita Von Teese, icona del savoir-faire Wonderbra reinterpretato dalla regina del burlesque
La collezione Wonderbra by Dita Von Teese sarà in vendita a partire da settembre 2009 sul sito www.wonderbra.fr e alla Rinascente

source: www.verycool.it


Sto male.
Sonia Rykiel farà due, e dico 2 collezioni per H&M. Una il 5 Dicembre, di biancheria, una in Febbraio, di knitwear per lui e per lei.
Io amo Sonia Rikyel!!!!!!

Hanneli Mustaparta, modella svedese, molto famosa nel mondo della moda anche per il suo blog, ha creato un rossetto in collaborazione con il marchio di cosmetici biologici Zanzuel. Il lancio del prodotto è stato accompagnato da un video (sopra)


http://the-t-shirt-issue.com/

Io non ho capito bene cos’è, ma mi piace assai!

IERI E’ STATO UNO DEI GIORNI PIU BELLI DELLA MIA VITA INTIERA

Ieri, 25 Settembre 2009, sono andata a Milano con i miei amici. Il programma della giornata era intenso.

Partiamo dal primo pomeriggio, quando io e il mio amico Luca (http://rockandfiocc.blogspot.com/search?q=let+me+introduce+you+my+friend+luca
andiamo alla sfilata di Ferré (amici potenti, hehe)
Già fuori dalla sfilata mi sento male. A due passi da me ci sono Nina Garcia (Elle Usa), Sarah Rutson, più mille persone che si spingono, si urtano, gente che chiede se mi può fare foto, giapponesine che si perdono tra i più alti di loro…
Ci mettiamo in fila, ho difianco a me una ragazza con scarpe Balmain, borsa Chanel e chiodo Balenciaga.
Ovviamente i nostri posti sono in piedi, ma astutamente ci sediamo in posti rimasti vuoti, quindi seconda e terza fila per noi.
La passerella era quadrata, lo spazio non troppo grande.Io emozionatissima.

i fotografi uno in braccio all’altro

si comincia.

Le modelle sono tutte uguali, irriconoscibili. Nessuna famosa. Magrissime, alcuno di sicuro anoressiche, capelli indietro di lato e un pò cotonati sopra. Scarpe mozzafiato.

La mia visuale per le foto non era perfetta, ma accontentiamoci
uscita finale di tutte le modelle

Iris Strubegger, (con il caschetto)

outside the show
Olivier Zahm al bar fuori dalla sfilata
Finita la sfilata corriamo allo spazio Armani, dove mi aspetta il book signing di the Sartorialist

Non c’è tanta gente, entro tremante con il libro tra le mani (l’ho preso su Amazon, ma si poteva comprare anche sul momento)

ci fanno scrivere su un post it il nostro nome, così lui non fatica a capire quando deve autografare
Garance Doré fuori (che gambe!), con stivaletti Zara e borsa Sofia Coppola per Louis Vuitton

Scott firma, e Garznce si guarda intorno sorridente (sorride anche a me, giuro!)

Arriva il mio turno. Mi avvicino al tavolo. Lui mi tende la mano
– “Hi, I’m Scott”
mi presento. Poi mi guarda negli occhi e mi chiede cosa faccio. Gli rispondo sono studentessa.
– Di moda?- dice lui.
No, non ancora.
Mi autografa il libro e gli chiedo un altro autografo per il mio amico Michele, grande fan.
Sono pronta per andare quando sfoglia una pagina del mio taccuino e scrivendo mi dice “Ti lascio la mia mail personale, vorrei farti delle foto, se per te va bene. Contattami il prima possible, così avrò la mente fresca. Sono a Milano fino a Lunedi”.
M O R T A
Ringrazio e me ne vado.
Ho la mail personale di Scott Schuman. Che vuole farmi delle foto.
Calma.
Fuori c’è Garance che scatta, cerco di farmi notare con nonchalance ma ovviamente non funziona.
Ci riprendiamo e andiamo via. Giro a Ticinese, dove a giudicare dalla fauna, c’è appena stata una sfilata.
Mai viste così tante belle scarpe tutte insieme in vita mia, giuro.
Il codice di abbigliamento è sempre più o meno lo stesso:
Giacca maschile con maniche arrotolate, t shirt, mini nera di pelle, scarpe assassine, Chanel o simili. Per gli uomini: pantaloni arrotolati alle caviglie, Dr Martens, giacca, capelli metà rasati
Poi ci sono i giapponesi, incredibili.
Alle 6 mi attende lo Swap party, lontanissimo dal centro.
Se volete partecipare è ancora possibile, potete anche registrarvi direttamente la.
La location è una, ma poi ci si sposta al Cavalli Cafe, e questo avvenimento dura un bel po, credo un mese. Su Internet non sono molto chiari.
Mi sono ritrovata in una stanza, con qualcuno all’ingresso che ha “catalogato” le cose che ho portato. A ciascun capo vengono assegnate una, due o tre stelline. Poi ci si guarda intorno tra le cose esposte, e si possono scegliere capi di stelline corrispondenti.
Non c’era un granchè, ma ho rimediato uan borsa di nappa morbidissima di Renato Balestra, un paio di decolletée di coccodrillo e una camicia di lino bianca.
sconvolta da caldo e stanchezza dopo la serata ai magazzini Generali

Oggi ho avuto uno scambio di mail con Scott Schuman, che mi aspetta domani a Milano per due shooting.
Mi sento abbastanza importante, concedetemelo almeno oggi.
🙂
26/09/2009