Archivio mensile:gennaio 2013

Sporty mood

Non sono certo la prima a dirvelo, il trend “sporty” è stato un must della scorsa stagione.

Da questo autunno poi, le sneakers l’hanno fatta da padrone.Delle Isabel Marant lo sapete orami tutti, le imitazioni fioccano da un bel pò eormai è socialmente accettabile vestirsi come gli inglesi (non me ne vogliano), eleganti con le sneakers. Ma sneakers di lusso, non certo le vecchie Reebook che usavate per andare nella palestrina sotto casa

Pensavo a questo da Footlocker, guardando le Nike esposte in colori pazzi. Sono tentatissima di comprarne un paio, ma dopo aver ceduto alle Vans leopardate non mi posso concedere un altro strappo del genere

Ogni giorno cambio idea su quale sia il mio paio di sneakers preferite, tutte quelle delle foto sopra mi piacciono. Poi ci sono sempre le Free Run (leopardate grigie top), e la versione nuova, le Rosche

Voi? Avete ceduto o rimanete sulle scarpe “Normali”?

pics via JakandjilTommyton.tumblrThesartorialist

31/01/2013

So cute it hurts

Come saprete, adoro le foto d’amore.  Non quelle da sposi-dopo-la-cerimonia con i sorrisi finti e le pose plastiche, quelle naturali. 
La cosa che mi chiedo sempre è: come fanno gli innamorati ad avere foto insieme?
E’ difficile avere belle foto di coppia, nessuno si prende la briga di seguirvi un pomeriggio al parco dicendo :”hey! Oggi sto con voi e vi fotografo, così avrete qualche bella fotina insieme non troppo costruita”. Mhh I wish!

Queste foto sono tratte dal sito di Celine Kim, fotografa che ho scovato per caso, tra un link di foto di matrimoni e l’altro (ADORO le foto dei matrimoni che si vedono su certi siti).

Celinekim.com

E qui sopra, le foto di coppia più belle che io abbia mai visto, quelle di Ana Kras e Devendra Banhart (Ah Devendra, ti ho amato prima io). La cosa dolorosa è non solo che le foto sono bellissime, ma che entrambi loro sono di una bellezza imbarazzante (lei effettivamente non si vede tanto, ma è stata fotografata da Garancedore e se guardate le foto sarete probabilmente d’accordo con me.Sigh…)

Tra l’altro ha un  sito dal design stupendo e un altro con le sue foto. Oddio la amo

p.s tantissimi post in arrivo in questi giorni, anche due al giorno! Stay tuned 😉

30/01/2013

Cosa c’è dietro? pt.3: dalla passerella ai negozi

Comme des Garcons is shit, how are you supposed to wear this “fashion”?


The fact that you called Comme des Garcons “shit” tells me that I’m probably not dealing with a rational person here. The runway isn’t meant to be a place to buy clothes. That’s what stores are for. The runway is where brands can affirm their image through exaggerated clothes, and where designers create that spectacle that makes buyers and retailers WANT to stock the clothes in the first place. This is how it generally works:

1) When designers start a new collection they start with the “commercial collection”, which is everything they intend to be selling. This includes skirts, jackets, capes, pants, etc. Several weeks before they show at fashion week, the designer works with a stylist to decide (or “edit”) which items they want to show on the runway. This is usually a small percentage of the commercial collection.

2) A lot of designers also create “press pieces” to affirm the image of their brand. These are the crazy things that nobody in real life could actually wear, and if they’re well-received they may be added to the commercial collection. Comme des Garcons s/s 2012, one of my favourite recent collections, was full of press pieces (e.g. the cage cape in look 11) that probably never made it to stores. If the press pieces are added to the commercial collection, the retailers can request to have them modified. This might mean lining a dress, raising the hem, whatever is required to make sure that the garment has a chance of selling.

3) So what do designers do with the press pieces or “shit” that nobody wears? Let’s use Alexander McQueen as an example. A lot of his dresses used materials that just couldn’t be used in real life, including fresh flowers, so a lot of his garments were only there to reaffirm the image of his brand. Rather than being stocked in stores, his clothes had heavy editorial presence in all the top magazines. He needed that to keep his image. Most of these more avant-garde brands, including Comme des Garcons, don’t make a lot of money from ready-to-wear anyway. They rely on accessories and fragrances for that.
Retailers can visit designers in their showrooms and pick out items that weren’t presented on the runway, which would explain why you sometimes see clothes in stores that you don’t recall seeing on the runway. Likewise, a retailer can have a garment altered and watered down so that “normal people” (read: conservative) will buy the clothes. That’s why clothes in stores are often less exciting than what they were on the runway. I hope this made sense!

Comme des Garçons è una merda, come si fa a indossare quella roba?


Già il fatto che tu chiami Comme “Merda” mi dice che probabilmente sto parlando con una persona non razionale.
La passerella non è un posto dove si comprano i vestiti. Ci sono i negozi per quello. La passerella è dove i brand possono affermare la loro immagine attraverso abiti esagerati, e dove i designer creano quello spettacolo che fa si che i buyers e i rivenditori VOGLIANO acquistare gli abiti, prima di tutto. Funziona così:

– Quando i designer cominciano una nuova collezione, partono dalla “collezione commerciale”, che è fatta da tutto quello che vogliono vendere. Dunque gonne, giacche, cappe, pantaloni, etc. Qualche settimana prima della sfilata alla settimana della moda, il designer lavora con una stylist per decidere quali capi vuole presentare in passerella. Di solito questa è una piccola percentuale della collezione commerciale

– Un sacco di designer creano anche una “collezione stampa”, per rendere più forte l’immagine del brand. Queste sono le cose pazze che nessuno potrebbe mai indossare nella vita di tutti i giorni, e se sono ben accolte potrebbero essere aggiunte alla collezione commerciale. Comme des Garcons s / s 2012, una delle mie collezioni preferite recenti, era piena di pezzi per la stampa (ad esempio la cappa gabbia nel look 11) che probabilmente non sono mai arrivati nei negozi. Se i pezzi di stampa vengono aggiunti alla collezione commerciale, i rivenditori possono chiedere di modificarli. Questo potrebbe significare foderare un vestito, sollevare l’orlo, tutto ciò che è necessario per fare in modo che il capo sia vendibile.

– Allora, cosa fanno i designer con i pezzi che nessuno indossa? Prendiamo Alexander McQueen come esempio. Molti dei suoi abiti sono fatti di materiali che proprio non possono essere utilizzati nella vita reale, compresi i fiori freschi, un sacco di suoi vestiti erano stati fatti solo per riaffermare l’immagine del suo marchio. Invece di essere immagazzinati nei negozi, i suoi vestiti avevano una pesante presenza editoriale in tutte le riviste migliori. Aveva bisogno di questo che per mantenere la sua immagine. La maggior parte di questi marchi d’avanguardia, tra cui Comme des Garcons, non ricavano un sacco di soldi dal ready-to-wear in ogni caso. Puntano su accessori e profumi, per questo.

– I rivenditori possono visitare i designer nei loro showroom e scegliere quello che non è apparso in passerella, il che spiegherebbe il perché a volte vedete nei negozi abiti che non avete mai visto durante il fashion show. Allo stesso modo, un rivenditore può far si che un abito venga alterato in modo che le “persone normali” (leggi: conservatori) lo comprino. Ecco perché i vestiti nei negozi sono spesso meno eccitanti di quello che erano in passerella. Spero che questo abbia un senso!

via Katemess

Articoli interessanti

Pare che la sfilata di Chanel abbia dato il via al modo di dire “Lesbian Couture

 via qui

Una recensione sincera sulle  memorie di Grace Coddington, che va un po’ oltre i commenti estatici delle blogger (che poi, l’avranno letto o solo usato come display nei loro post?)

tipiche frasi da fashion blogger

Qualche info interessante sulla straordinaria Josephine Baker via Rookie

Life Skills via Rookie

Recensioni moda uomo via  Vice

e per finire, un bel video:

General mix of the week

 Ciao a tutti amici! Cominciamo la settimana con un cagnetto pelosino su una bella poltrona, che sembra farci ciao ciao 🙂

E continuiamo il general mix con una serie di interrogativi:

Tipo: Veronica, che sono ste pose? Stavi per spiccare il volo? La gioia incontenibile di fare foto ha fatto si che tu assumessi questa strana espressione?
Io sono contenta che le fashion blogger siano così felici,davvero, però mi danno fastidio.
Perché nei siti di design, o in questo caso di trucchi (il bellissimo Intothegloss) ci sono sempre vasi di fiori ovunque? I fiori non muoiono in bagno? Non danno fastidio, lì in mezzo ai boccettini? Solo io la mattina ho le mani molli e rovescio/faccio cadere tutto? C’è gente pro, là fuori
Matt Bomer, perchè sei gay?PERCHè????
Franca, perché dici minchiate? Mi devo arrabbiare di Lunedì mattina (non è vero, sto scrivendo questo post un Giovedì sera)? La crisi vera sono li sordi Franca, solo che tu non lo sai, in mezzo a tutti quei kitten heels e quelle gonne di Alaia. Lo so, Alaia ti fa sentire calda e al sicuro, ma non siamo tutte fortunate come te, sai?
Karen O si è fatta bionda! Perché sono l’ultima a saperlo? Gli Yeah Yeah Yeahs fanno un nuovo album. Si, accidenti. E’ la volta buona che riesco a vederli in concerto.

Jessica Hische è la creatrice del font più bello del mondo, quello di “Moonrise Kingdom”.
Tra qualche mese sarà disponibile per tutti, e lì il mio header sgangherato cambierà, promesso

Sempre la Jessica ha creato questa copertina. Cute! 🙂

 Playlist a seconda delle vostre emozioni del giorno

Katie di Colormekatie trasforma un piccolo gioco in accessorio per I Phone, semplicemente attaccandolo ad un jack  per ascoltare la musica. Ha! (vedete il tutto qui , non sono stata molto chiara, mi rendo conto)

Guardando questa foto ho avuto una rivelazione: il bouquet è fatto di quei fiorellini bianchi che servono per “riempire” i mazzi di rose! Presente? Deliziosi!! Sono subito corsa a comprarne un mazzolino. Concordo in pieno con l’idea di farne un bouquet nuziale (però cos’hai in testa, amica mia? Una piccola corona?), i fiori grandi mi fanno paura (cosa ci sarà dentro? Cos’è questa storia dell’impollinazione? No, meglio i fiori piccolini)

 se vi serve un laccio per la macchina fotografica che vi portate sempre appresso perchè siete forzute e non avete sempre mille borsine in mano come me, ne trovate una super cheap e carina sul nostro fedelissimo Urban Outfitters

Set di matite dei Tenenbaums! Trovate, dove se no, su Etsy

E per finire, quiz: chi sono le due in foto?

28/01/2013

General mix of the week: shoes,bags and accessories

Come sempre passo le ore su Internet per cercare la borsa perfetta e le scarpe perfette. 
Già so che non le comprerò, ma mi piace avere le idee chiare


Borse

Ho scoperto un marchio carinissimo di borse, Meredith Wendell. Tutte colorate e di materiali diversi, anche combinati tra loro. Ditemi se questo zainetto non è carinissimo (e troppo caro)


Anche Coach ha delle borse interessanti, e in una fascia di prezzo accettabile. Ogni modello è disponibile in vari colori, ce n’è per tutti i gusti:

Molto carine queste borse! E soprattutto non si vedono troppo in giro (Stella, mi senti?)

Zara ci è finalmente arrivata e ha prodotto la borsa del pranzo in pelle di cui vi parlavo qui, però con la tracolla. Che ne dite? Peccato per il materiale, ma se vi piace per 30 euro è vostra.


Come vi dicevo in questo post mi sto guardando intorno per una normalissima shopper, e ovviamente Martino ha la soluzione per me:


In nero e in colore neutro,che sarei addirittura disposta a comprare, per cambiare un po’. Ovviamente parlo al condizionale perchè Martino è in una fascia prezzo un filino alta.


Scarpe
Vi devo parlare di un problema molto serio, cari lettori. Kitten heels 


Lo so che Nicolas Kirkwood ha detto “I always wanted to make shoes that were the Antichrist to pretty pumps and kitten heels.” 


Lo so che anche io ho detto che li odio (qui )

Non so cosa mi succede, sto cambiando idea…
E’ che ho provato le Rockstud Noir Valentino con tacco basso, e sono le scarpe più comode del mondo



Dunque avevo un buono da spendere da Zara, cosa ho comprato?


Queste orride scarpe alla Marilyn Monroe! E mi piacciono pure! 
E’ che segretamente sogno di essere così:
Quindi mi trovo a guardare Kitten heels dappertutto…

Zara, ovviamente

ma attenzione: indossati con le gonne, i tacchetti risulteranno come qui sopra (leggi: da vecia)






Addirittura medito di comprarmi stivaletti dello stesso genere!


Rivelazione scabrosa numero due: sto segretamente pensando di comprarmi un paio di sneakers con la zeppa. Lo so… è che non vedo altro in giro e sembrano così comode…non cedo mai ai dettami della moda, mai, però ne ho trovate un paio molto simili alle Marant ma non troppo grosse, e soprattutto cheap






sono di Luca Valentini, per chi è di Parma le potete provare da Richetti, in via Mazzini.
Il mio ragazzo ha detto no, mio padre non glielo chiedo nemmeno perchè so che direbbe no, più le guardo più son brutte, le ho provate e sembra che abbia ai piedi delle cassette da fiori… però sono di una comodità INCREDIBILEHHH. Devo rifletterci.

Questi sono di Topshop e non li compro solo perchè non li trovo nel mio numero…

e poi ci sarebbero due modelli in scontissimo Kurt Geiger…

E pure i sandali…

Lo so, non sono più io.

Ma passiamo alle solite vecchie ossessioni: stivaletti neri

Gli Alma di Acne sono decisamente al top della mia lista

Seguiti a ruota dai Repetto, che in effetti costano la metà e forse mi piacciono anche di più (scontati in Rinascente, a chi interessasse. E Repetto ha fatto anche le borse, suuuper carine!)
per continuare in tristezza, Margiela mi propone come al solito le scarpe perfette, addirittura con un tocco di colore. Sigh…
Ah, aggiungo alla lista questi stivaletti di Madewell, a mio parere stupendi, e al momento scontati sul sito
Continua anche la mia ossessione per le sneakers, in questo caso Missoni per Converse. 
Giuro non comprerò un paio di sneakers, questo no.
Piuttosto un bel paio di zeppe ortopediche, qui un modello Ck fotografato da Natalie Joos

mi ha fregata anche American Apparel e i suoi cappellini da hipster, li vorrei in tutti i colori.
 In realtà ne ho già comprato uno l’anno scorso a 3 euro da una bancarella, ladri di AA…

idea cheap e carina per una coda di cavallo

orologi Hypen divertenti 🙂

che mi dite della nuova linea di gioielli Prada? Costano una follia, e a me piacciono assai

bellissima idea se avete tanti buchi alle orecchie e volete portare orecchini quasi invisibili ed eleganti

bracciale da indecisi di Margiela

pare che il nuovo trend siano i tatuaggi per le labbra (o almeno così dicono quelli di Intothegloss, quindi mi fido). Li trovate qui

Stessa cosa per le mani, continua il trend manicure pazze, che adoro ma che non ho mai sperimentato (ho provato una volta i fogli d’argento ma non sono riuscita ad applicarli) 

In realtà mi piacciono solo gli smalti neutri, non riesco a portare nessun altro tipo di colore… molto promettente la nuova collezione Revlon

Buon inizio di settimana!


p.s Devo
dire un grande grazie a Fornarina per i miei nuovi Perfect Shape. Li ho scelti
in un bel grigio scuro, sono morbidissimi, sembra di indossare dei leggings e
soprattutto non sono a vita bassa (yess)!

Resort pt.2 e continuo a rosicare

Seconda parte delle mie considerazioni sulla pre-fall (la prima qui) con aggiunta di Couture

Pazzeschi questi due look di  Alexandre Vauthier. In tutta la sfilata scolli e spacchi vertiginosi, nero, pelle e cavigliere dorate. Bellissima

Elie Saab come sempre fa sognare, ogni abito è più bello del precedente. Incredibile l’ultimo look, specialmente il velo

ma anche gli altri non sono da meno. Le sue sfilate mi fanno sempre pensare agli Oscar, credo che i suoi abiti siano perfetti per l’occasione, no? Se dovessi sceglierne uno, questo azzurro senza esitare.

 Dior. Che dire su Dior. Per me Raf è un no. Non mi entusiasma, le linee sono troppo minimal per fare onore alla magnificenza a cui ci aveva abituati John Galliano. Lo so che sarete in disaccordo, ma ma me non piace. E poi vogliamo parlare della forma orrenda delle gonne? Mon Dieu.

Tornando alla RESORT:

 Bel completo di Band of Outsider, con pantaloni corti e giacca doppiopetto smilza. Non avevo mai pensato ad un blazer doppiopetto corto, questa lunghezza lo sdrammatizza, no?

 Ancora Dior. Dal primo look capirete cosa intendo se dico che penso ancora a Jil Sander… maglietta bianca + gonna in taffettà colorata? Mhh hello spring 2011 ??

 The Row è sempre uno dei miei marchi preferiti, se non da indossare (un po’ troppo rigoroso anche per me) da guardare. Le sfilate sono sempre bellissime, e la donna che il marchio vuole rappresentare mi piace tantissimo. In questo caso: si ai kitten heels, alla shopper semplice, e soprattutto alla borsa di pelliccia dello stesso pelo della giacca! Qui mi scappa un BEH VABBEH!

 Givenchy mi confonde con un orrendo piumino legato in vita. Riccardo, vuoi dire che ho sbagliato tutto fino ad ora? I lunghi pomeriggi da Zara cercando di darmi un tono con il cappottino sul braccio perchè il piumino mai, e invece potevo entrare come una rozza turista e annodarmelo addirittura in vita?!

Parentesi cappottini da Louis Vuitton: che belli! Per una volta il marchio attira la mia attenzione

 dai caban con la manica bassa e la spalla oversize…

 ai cappottini-mantellina colorati (favoloso questo!!)…

 ai cappotti lunghi con fiocco-chiusura…

 alle pelliccette con collettino a contrasto (BEH VABBEH N.2)…

 alle giacche-coperta con pelo sopra o sotto…

 ai montoni con maniche di pelle (ma i jeans e il vestito patchwork NO)…

 a montoni senza collo con interno a contrasto.
Accidenti Louis Vuitton, son tutti belli!

 Interessanti questi pantaloni larghi e corti Msgm. E’ qui che stiamo arrivando? E soprattutto, se mentre si cammina ok sono belli, se stiamo ferme sembriamo matte?

Menzione finale per YSL, ah no scusate, SL, con Hedi che è tornato direttamente al 2006-indierocket- e ci propone dunque camice a scacchi, stivaletti, e pelliccia da uomo. Lungi da me dire che schifo, però forse la pelliccia è un po’ troppo. Non so Hedi, opinione personale.

anche Intothefashion è d’accordo…

25/01/2013

Cosa c’è dietro? Pt.2: la produzione di tessuti e stampe

THE
MANUFACTURE OF FABRICS AND PRINTS
Fashion
designers with larger companies don’t buy from stores but instead get their
fabrics from manufacturers, wholesalers, and textile agents. Fabric suppliers
technically work a season ahead of designers because they create fabrics to be
used NEXT season. Designers are actually quite limited because they can only
make clothes using fabrics that already exist and are available to them. Of
course they can request certain prints and colours/dyes, but it’s very uncommon
that they’ll get a fabric specially woven for them. Most of them don’t have the
time and resources to create or test their own fabrics.

1) Finding new
fabrics.
 
Designers take a look at the new fabric
collections at major trade shows across the world. Unfortunately, vendors at
these trade shows usually set minimum orders at 500-1000+ metres that no small
designer could ever meet. Trade shows take place shortly before, and even
during, fashion week. This means that while designers are presenting a collection
they’re probably already thinking about the fabrics for their next collection.
The Première Vision trade show, for example, takes place bi-annually in Paris
just a few weeks before fashion week. Some designers always work with the same
fabric supplier, so to save themselves from having to trudge through hundreds
of stalls at these trade shows (which is absolute chaos), they will meet with
an agent or representative. This person comes to the designer’s office or
studio and brings all the samples of their new fabric collection. Designers
then choose the ones they want to try.

2) Testing the
samples.
 Designers often choose fabrics before they have
finalized sketches of the new collection (weird, huh?) so they’re basically
using their imagination when deciding on fabrics. Therefore, they will always
choose more samples than they think they need. If they decide that they need 20
different fabrics then they’ll order 30 samples and test each one for
feasibility. Nothing for the new collection has been designed at this point so
they test these new fabrics on shapes from LAST season. For example, if they
wanted to try a new type of silk they’d make a dress or skirt from last season.
In this way they gain a better understanding of the fabric’s “behaviour”.

3) Order the
collection fabrics. 
When sketches have been finalized then
the designer orders the collection fabrics. The “collection” is an umbrella
term for the garments that the company will use on the runway, to show to
buyers, to display in their showrooms, and to present to the press. A small
brand may only make one copy of each garment (because that’s all they can
afford) whereas a brand like Louis Vuitton could make up to 20 copies of each
garment. On top of serving the purposes I just mentioned, a few of these
replica collections will be sent to major fashion capitals like London, New
York, Tokyo, and Shanghai for the buyers and retailers. A brand like Louis
Vuitton gets heavy exposure in all the top magazines, so the company will also
send out several copies of the same garment to different magazines for the
covers and editorials. They also send out copies to stylists for red carpet
events, award ceremonies, movie premieres, etc. At this point commercial
production for stores has not begun.

4) Order the
production fabrics.
 So
after the designers present a runway show they sell the collection to buyers
and retailers. They total up the orders and then buy the production fabrics.
The rolls get sent to the manufacturer, the clothes are made, and then they’re
flown around the world to the stores that ordered them.


LA PRODUZIONE DI TESSUTI E STAMPE
Gli stilisti delle più grandi aziende non acquistano i tessuti nei negozi, ma li comprano da
produttori, grossisti e agenti tessili. I fornitori di tessuti tecnicamente
lavorano una stagione prima dei designer perché creano tessuti da utilizzare la
prossima SUCCESSIVA. I designer sono in realtà molto limitati, in quanto possono creare vestiti solo con tessuti che già esistono e che sono a loro disposizione.
Ovviamente possono richiedere certe stampe e colori ma è molto raro ottenere un
tessuto fatto appositamente per loro. La maggior parte di loro non ha il
tempo e le risorse per creare o testare i propri tessuti.
1) La ricerca di nuovi tessuti. I designer danno un’occhiata
alle collezioni di tessuti nuovi alle fiere più importanti di tutto il mondo.
Purtroppo, i venditori in queste fiere di solito impostano ordini minimi a
500-1000 metri di tessuto,ordini che nessun piccolo designer potrebbe mai commissionare.
Le fiere si svolgono poco prima, e addirittura durante la settimana della moda.
Ciò significa che mentre i designer presentano una collezione stanno
probabilmente già pensando ai tessuti per quella successiva. La fiera Première
Vision, per esempio, si svolge due volte all’anno a Parigi, poche settimane
prima della settimana della moda. Alcuni designers lavorano sempre con lo
stesso fornitore di tessuti, in modo da non dover arrancare attraverso centinaia di bancarelle a
queste fiere (= il caos assoluto), dunque si incontrano con agenti o
rappresentanti. Questa persona va negli uffici del designer e porta con sè i
campioni campioni della nuova collezione di tessuti. I designer poi scelgono
quelli che vogliono usare
2) Controllo dei campioni. I designer spesso scelgono i
tessuti prima ancora di aver completato i bozzetti della nuova collezione
(strano, eh?) quindi fondamentalmente utilizzano solo l’ immaginazione al
momento di decidere i tessuti. Pertanto, sceglieranno sempre più campioni di
quelli che potrebbero aver bisogno. Se decidono che hanno bisogno di 20 diversi
tessuti ordineranno 30 campioni e testeranno ognuno di essi. A questo punto non è stato
ancora disegnato niente per la nuova collezione, così devono testare i nuovi
tessuti sulle forme della stagione precedente. Per esempio, se vogliono provare un
nuovo tipo di seta, lo fanno con un abito o una gonna della stagione precedente.
In questo modo riescono a capire come “reagisce”il tessuto.
3) Ordinare i tessuti della collezione. Quando gli schizzi sono
stati finalizzati il designer ordina i tessuti per la collezione. La
“collezione” è un termine generico per i capi che l’azienda
utilizzerà sulla passerella, per quelli che verranno mostrati  agli acquirenti da inserire nei loro
showroom, e per quelli da presentare alla stampa. Un marchio piccolo può
effettuare solo una copia di ogni capo (perché questo è tutto quello che
possono permettersi), mentre un brand come Louis Vuitton potrebbe fare fino a
20 copie di ogni capo. Oltre a tutti questi motivi, un po’ di queste repliche
di abiti verranno mandate nelle principali capitali della moda come Londra, New
York, Tokyo e Shanghai per gli acquirenti e rivenditori. Un brand come Louis
Vuitton ottiene una grande esposizione su tutte le riviste migliori, per cui
l’azienda invierà anche diverse copie dello stesso capo a diverse riviste per
le copertine e gli editoriali. Bisogna anche inviare copie degli abiti agli stilisti per tappeti
rossi, premiazioni, anteprime di film, ecc. A questo punto la produzione
commerciale per i negozi non è ancora iniziata.
4) Ordinare i tessuti di produzione. Dopo che i designer
presentano una sfilata, la vendono ai buyers e ai negozianti. Sommano le
ordinazioni e poi comprano i tessuti per la produzione.  I rotoli vengono inviati al produttore, i
vestiti vengono fabbricati e poi vengono spediti in tutto il mondo ai negozi
che li hanno ordinati.


VIA Katemess

23/01/2013