Le mie regole per il guardaroba perfetto

Mettiamo che siate come me ragazze non milionarie che sì, a volte si possono permettere un bel capo nell armadio ma c’è un affitto da pagare, una spesa da fare,  libri da comprare e una vita da vivere, quindi di soldi per i vestiti ne rimangono pochi. Abbiamo le seguenti opzioni: i vintage, i seconda mano, le app o i siti di usato e le catene (anche i negozietti indipendenti ovviamente, ma sono pochi, spesso costosetti e magari non vi piace quello che offrono).

  • Dopo ANNI passati a comprare solo in vintage e seconda mano (a Parma non c’era nessuna catena, ma neanche una) mi sono un po’ stufata. Lati negativi: bisogna cercare, sperare di trovare la propria taglia, un capo che ci piace, che non sia rovinato. Lati positivi: si spende di solito pochissimo e si hanno capi unici.
  • Navigare su app come Depop o su siti di seconda mano di lusso come Vestiaire Collective. Lati negativi: serve tanto tempo e bisogna capire cosa interessa, a rischio di perdere pomeriggi interi a cercare. Lati positivi: si fanno affari pazzeschi e si trovano capi ormai fuori commercio che magari avete sempre voluto o già avete ma si sono rovinati.
  • Le catene: io sono in generale contraria, ho smesso di comprare da Zara (salvo rare eccezioni) e simili perché la qualità è infima e ci si ritrova con sosia ovunque si vada.   L unico lato positivo è che si spende poco, ma secondo me comunque troppo per la qualità e il design che offrono

Penso che in generale serva un vademecum per decidere cosa comprare. Ecco i miei 11 punti d’oro.

1 QUALITA’ SOPRA LA QUANTITA’

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il mio armadio dei sogni e le scarpe che ogni ragazza secondo me dovrebbe avere

Ho capito con gli anni che forse è inutile comprare 15 magliette l anno se poi quando c’è un’occasione importante non ho un top carino ma solo t-shirt pulciose. Inutile comprare l’ennesimo paio di jeans cheap quando invece mi servirebbero dei pantaloni neri passepartout decenti. Soprattutto, inutile comprare un vestitino di Zara “tanto lo uso una stagione e poi lo butto”. BESTEMMIA! Inquinate l’ambiente, vi trovate con capi da smaltire (che non smaltirete) e sarete vestite cheap. Insomma, meglio POCHI capi ma buoni, sfruttabili in tutte (o quasi) le occasioni e non robaccia che butterete via dopo una stagione. L’ideale secondo me sarebbe fare liste di quello di cui si ha bisogno all inizio di ogni stagione, per poi basarsi su quelle. Purtroppo nel mio caso la cosa non è fattibile, non ho mai le idee chiare e non so dove comprare quello che voglio (certo, se avessi i milioni sarebbe tutto più semplice). Cerco comunque di concentrarmi su quello che mi serve veramente. Se ho già 3 cappotti neri, forse il quarto è superfluo. Meno comprerete e più vi accorgerete che in effetti NON VI SERVIVA tutta la robaccia che avevate. Questa è stata una grande svolta nella mia vita di compratrice compulsiva: non so come facevo ad avere più di 50 paia di scarpe, ora ne ho una ventina e mi sembrano già troppe.

2 ATTENZIONE AI MATERIALI

Guardo SEMPRE, SEMPRE le composizioni e se c’è poliestere, poliuretano e viscosa, non compro. E’ segnale sicuro di cose che si rovinano, sia che costino tanto sia che costino poco, e poi il poliestere fa caldo in estate e tiene freddo in inverno, la viscosa fa puzzare e il poliuretano è praticamente carta pressata. Non transigo. Non è detto che da Zara sia tutto schifoso, basta guardare di cosa sono fatti gli abiti. Chiaro che c’è cotone e cotone, col il tempo si impara a distinguere anche quello. Ecco perché non compro il cashmere nelle catene: è scadente (fa eccezione Uniqlo, il mio maglione di cashmere comprato a 60 pounds ha 6 anni e regge perfettamente anche i lavaggi in lavatrice!).

3 NON SEGUIRE LE MODE

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non comprerò MAI quelle calze malefiche

Cerco di stare lontana da capi di moda. Esempi recenti? La felpa di Kenzo, i pantaloni a zampa, le ghette, le scarpe con la suolona in gomma: non mi sono mai piaciute le stampe, ho sempre trovato i pantaloni a zampa truzzissimi, trovo le scarpe enormi antiestetiche. Non comincerò a comprare questi capi solo perché sono andati o vanno di moda.

4 ATTENZIONE AI TAGLI

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a lei le culottes stanno bene (ovvio, è una modella. O forse è solo la posizione)

Una regola semplice (che ho scoperto molte mie amiche non seguono): se un capo non ti sta bene, non comprarlo. Non importa se tutti hanno le culottes e se guardandole sui cataloghi ti piacciono: se quando le provi non ti stanno bene, é no. E’ fondamentale capire cosa ci sta bene e concentrarci su quello: se come me avete il sedere piatto, forse non è il caso di comprare jeans a vita troppo alta (SIGH, SOB), anche se vi piacciono.

5 PORSI DELLE DOMANDE CHIAVE

Indossereste questo capo per un’occasione dove dovete sembrare particolarmente presentabili (appuntamento, giornata con la famiglia del fidanzato, riunione importante in ufficio)? Io personalmente penso: lo indosserei in trasferta nel super chicchissimo ufficio di Parigi? Oppure penso ad una mia icona di moda e mi chiedo se lo metterebbe. Chiaro, se siete un tipo alla Leandra Medine o scanzonate come Alexa Chung comprerete certe cose, se vi piacciono ragazze super minimal vi baserete magari su Valessa Traina o Elin Kling, se più rockandroll guardate a Caroline de Maigret e Kate Lanphear.
Dal blog Minimoblog.it ho scoperto “La regola dell’uno“: “Se voglio una borsa, una camicia, una giacca, mi domando se potrei portare sempre e solo quella. Se può diventare “la” borsa o “la” giacca. Quando la risposta è sì, passo alle valutazioni successive: altrimenti lascio perdere.”
Ma anche: sto comprando questo capo solo perché è in saldo (tanta gente non compra apposta durante le promozioni)?
Secondo me sono domande che funzionano perché non vuol dire che bisogna vestirsi sempre elegantissime ma magari si sta per comprare qualcosa di bassa qualità giusto per comprarlo o per fare numero. Credo sia importante avere nell’armadio solo capi che sappiamo ci metteremmo sempre e che non ci faranno vergognare di noi stessi, anche se è solo per andare a fare la spesa.

6 INDIVIDUARE LA  PALETTE COLORI GIUSTA

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adoro questo total look ma forse è troppo sgargiante per me…

Quando si arreda una casa si sceglie su quali colori ci si vuole orientare: per l’ armadio è la stessa cosa. Individuare una palette colori è fondamentale: se sai che le stampe non ti piacciono particolarmente e se non hai mai indossato l’arancione, magari quel vestito che hai puntato ti piace molto nel negozio ma non lo metterai mai (true story del mio povero abito arancione, MAI messo). Io cerco di rimanere su nero, blu, grigio e simili perché so che sono gli unici che porto. Mi concedo qualche pazzia con gli accessori, per esempio le mie Gazelle rosa e gli stivaletti Margiela azzurri, che so andranno bene con i miei look basici, oppure mi concedo abitini colorati in estate, quando indossare il nero mi sembra triste. Certo, se siete tipe alla Susie Bubble sbizzarritevi pure.

7 STABILIRE DELLE REGOLE E SEGUIRLE…

Sydney Fashionweek 2015, Lily Montana
Bel maglione, ma chissà che prurito

Ho regole ben precise che seguo sempre: non compro quasi niente se va lavato solo a secco (troppo scomodo e costoso), niente che si stropicci troppo e che risulterà sciatto (pantaloni in seta sottile, lino), niente capi che prudono (ciao mohair è stato bello), cose che facciano sudare (poliestere e simili). Ma la più importante di tutti è: LA COMODITA’. So che ci sono donne coraggiose là fuori che soffrono sui tacchi o si strizzano in jeans troppo stretti ma non fa proprio per me. Tutto quello che ho deve essere comodo: se i pantaloni mi stringono/le scarpe mi fanno male/ qualcosa tira cerco di modificare i capi e se non funziona, li vendo o li regalo. Ho constatato che scarpe che a me stanno proprio scomode vanno benissimo per altre persone. Non accetto più di soffrire per i vestiti come una volta (p.s: esiste uno spray per le scarpe strette, è’ una spuma che va spruzzata direttamente all interno della scarpa, la si infila poi sul piede nudo e ci si cammina dentro. Vi assicuro che funziona, perlomeno sui sandali)!

8 … E FARE PICCOLI COMPROMESSI

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ma di solito non è una grande idea… adoro le mie scarpe di Asos ma mi fanno malissimo

Posso anche comprare una blusa di viscosa se la fantasia mi piace tantissimo ma non cedo sui capi che DEVONO essere di qualità, tipo i cappotti. Le t shirt possono essere di ASOS (in realtà meglio COS, in cotone 100%) ma i maglioni non vanno comprati da H&M , perché sembreranno di carta. Ok ai prendisole in materiali così così (tanto li mettete in spiaggia) ma niente scarpe in finta pelle (è plastica!! Ma come fate?!).

9 SELEZIONARE E FARE SPAZIO

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fare liste di cose che servono veramente e compongono dei look può aiutare

Butto ogni stagione quello che non mi piace più, che è rovinato, che è cheap o che vedo non indosso: è inutile tenere nell’armadio cose che non metto o peggio, che mi ritroverò a mettere e che mi faranno sentire a disagio (continuavo ad indossare dei pantaloni neri che mi stavano malissimo semplicemente perché mi dispiaceva lasciarli a languire nell armadio. Eliminati!). Buttate la robaccia! Via i capi che non vi vanno bene perché non sono della vostra taglia, via la roba decisamente fuori moda (le punte quadrate degli anni ’90 non sono le punte quadrate di oggi, è vero che tutto torna ma se non avete un magazzino come Anna Dello Russo bisogna fare delle scelte), via la biancheria sformata, scolorita e rovinata (ogni anno butto calze e mutande, che inevitabilmente si scoloriscono e si ingrigiscono). Capite quanti capi potete tranquillamente tirare avanti: con 12 mutande, qualche reggiseno e 3 canottiere sono a posto in quanto a biancheria da giorno (poi c’è il cassettino delle cose sexy, ha ha).  Per buttare: prima chiedo alle mie amiche se vogliono qualcosa tra i capi in buono stato, poi cerco di vendere su Depop o nei negozi dell usato (qui alcuni consigli utili),  infine dono alla parrocchia (cerco di non buttare nulla nei cassonetti gialli perché ho letto qui che solo una minuscola parte di quei vestiti arrivano veramente a destinazione) . Per le cose irrimediabilmente danneggiate o semplicemente troppo brutte, vado da H&M e le butto nel cesto del riciclo (NON BUTTATE I TESSUTI NELLA RACCOLTA GENERICA! Riciclare 1kg di vestiti smessi porta a risparmiare 6.000 litri d’acqua).

10 COMPRARE CAPI VERSATILI

Questa è una cosa che non faccio mai ma che dovrei: se il capo che sto per comprare non sta bene con il 90% del mio armadio e programmo di metterlo con due cose soltanto, forse non è un buon investimento: puntualmente mi dimenticherò del mio magico abbinamento programmato e il capo starà in un angolo a prendere la polvere (altra true story, una maglia dai colori impossibili ma molto carina, infatti la vendo qui)

11 RESTARE FEDELI A QUELLO CHE PIACE

Skjermbilde-2012-01-15-kl.-13.02.05ho una collezione di marinières 🙂

Adoro il fatto di avere dei capi che mi rappresentino, che indosso spesso. Nel mio caso: la marinière in estate (magliette a righe rigorosamente bianco-nere/bianco-blu/rosso-blu) e in inverno (i maglioni a righe da marinaio con i bottoni sulle spalle). Oppure i fiocchi nei capelli, che ho di vari colori.

Insomma, ogni anno stilo una lista dei capi che compro e dei capi che elimino e mi sono accorta che seguendo queste regole butto sempre meno cose (dalla dimensione del mio Depop immaginate solo quanto buttavo via prima! Ho calcolato che quasi tutto quello che ho comprato nel 2009 è stato cestinato, e peso esattamente uguale) e metto di più quello che ho nell’armadio. Inoltre vedere il totalone di quanto ho speso mi fa capire quanto sono cretina (ahhh ECCO dove vanno a finire i miei soldi!) e quanto ancora non sia in grado di seguire il punto 1… T_T

Foto via Deadfleurette, LaGarconne, Asos, Aloveisblind

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17/09/2015

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41 pensieri su “Le mie regole per il guardaroba perfetto

  1. Ciao Giulia, hai mai provato a vendere qualcosa su Vestiaire Collective? Vorrei vendere una borsa praticamente nuova di Vivienne Westwood che su altri canali, come Depop, è invendibile (o almeno io non riesco a venderla), ma ho letto pareri discordanti sull’affidabilità del sito. Grazie 🙂

    1. ciao, si! Però non ha funzionato molto bene… più che altro perché i prezzi sono bassini se i capi non sono quelli all’ultima moda tipo scarpe di celine! Però su Depop dovresti venderla, io le mie le ho vendute subito. Lo usi? E’ importante essere attivi!

      1. Ci avevo provato tempo fa ma poi ho abbandonato, però lo utilizzavo, non so cosa intendi con “bisogna essere attivi”, ma rispondevo alle domande, mettevo qualche like ai capi degli altri. Basta Ahahaha Qualche suggerimento? 🙂

    2. Io ho provato a vendere un prodotto comprato direttamente da me in un negozio di lusso ed ora mi dicono che è fasullo è che per riaverlo devo pagare le spese. Io non mi affiderei a loro!

  2. Quindi una composizione 45%LANA 45%POLIAMMIDE 10%KASHMIR è in realtà una truffa? XD
    Avevo puntato un maglioncino semplice semplice, però sono dubbiosa, forse è meglio quello 100% lana?

      1. Ti ringrazio! Per il consiglio e per l’articolo. 😉
        Sto controllando tutti i miei vestiti preferiti, roba che metto e rimetto da anni e anni e sono sconvolta da quello che sto scoprendo! Abiti di marca costati un sacco in poliestere e viscosa e roba di h&m e promod 100% cotone ancora perfetta dopo anni! XD

  3. Ciao Giulia,
    ti seguo da pochissimo (qui e su Snapchat): sei stata un spiacevole scoperta!
    Ti trovo super-raffinata e poi abbiamo gli stessi gusti, anche se io ho qualche anno più di te…(sigh!)!
    Questo post in particolare l’ho trovato utilissimo…brava!

  4. Bellissimo post!
    Io butto sempre via tutto (inteso come regalo a qn, vendo, ecc.) poi però siccome non ho le idee chiare, dopo 1 anno: ehi ma dov’è qual vestito lì? ma perché non l’ho tenuto?? 😀
    In ogni caso sì, anch’io odio accumulare abiti inutili.

    P.S: sai che con la viscosa ogni tanto mi trovo bene? 🙂
    Il poliestere invece deve morire.

  5. Ciao Giulia, super super post. Ci sarebbe davvero così tanto da imparare… I buoni propositi a inizio anno sono sempre tanti, compilo liste su liste cercando di razionalizzare e di trovare il mio stile, ma poi alla fine ricado nel tunnel del “costa poco, è carino…”! E il “tanto poi lo butto” è davvero dannoso e immorale.

    Unica cosa, l’articolo che hai linkato in merito alla fine che fanno gli abiti donati nei contenitori gialli, fa un po’ di confusione! Non tutti i contenitori, infatti, sono uguali. Anzi, sempre all’interno dell’articolo, viene citata proprio HUMANA People to People Italia ONLUS (www.humanaitalia.org), per la quale lavoro e che è il primo operatore in Italia per quanto riguarda raccolta e vendita di abiti usati, a sostegno di progetti nel Sud del mondo e in Italia. Come immagini, non è piacevole leggere che, per quanti sforzi si faccia per comunicare trasparenza e legalità, spesso si viene messi dentro il calderone di chi opera illegalmente 🙁 Infatti, grazie ai 17,3 milioni di Kg di vestiti usati donati solo nel 2014, abbiamo sostenuto progetti a beneficio di oltre 1 milione di persone!
    Ah, e poi siamo gli stessi di HUMANA Vintage a Milano! Una mezione la meritiamo, no? 🙂

    Grazie e scusa se ti ho rubato questo spazio, buona serata!

    1. Ciao Monica, grazie mille per la precisazione! Adoro Humana e vado sempre nel vostro negozio di Milano. L articolo è di Vice, si vede che si sono mal documentati…

  6. Sacrosanto post.
    Dall’anno scorso deciso di rinnovare il parco maglioni eliminando tutto ciò che non sia filato naturale. I miei obiettivi: un bel maglione grigio / blu/ nero. Al di là del classico cachemirino sogno qualcosa tipo dolcevita, taglio un po’ boxy, lavorazione chunky (insomma una cosa così http://www.luisaviaroma.com/index.aspx?AID=10621891&PID=4441350&SID=n-832m6bfrxx—1757299854&utm_source=CommissionJunction&utm_medium=affiliation#ItemSrv.ashx|SeasonId=62I&CollectionId=E1B&ItemId=22&VendorColorId=MzBNSQ2&SeasonMemoCode=actual&GenderMemoCode=women&Language=&CountryId=&SubLineMemoCode=&CategoryId=0&ItemResponse=&MenuResponse=&SizeChart=false&ItemTag=true&NoContext=false
    .IMPOSSIBILE

  7. E dell’acrilico ne vogliamo parlare? Riscalda ma solo se ci sudi dentro e quindi poi PUZZI. Per me è una tragedia comprare cappotti e maglioni che non abbiano acricolico o poliestere, persino Max Mara e Max&co sparano prezzi altri e se leggi la composizione la percentuale di lana spesso è al 70%! Lo trovi ma ha le maniche a tre quarti. Raga è inverno. Anche no.
    Per i maglioni in cashmere è una tragedia. Se fatichi tu che abiti a Milano io mi devo arrendere.
    Oltre i negozi già citati, mi sono ridotta a controllare anche sul sito di Massimo Dutti (che fa vecchia, parer mio). Alla mia Rinascente ci sono due marchi che vendono maglioni di cashmere (WEAR non mi convince, fa i pallini) ma il problema sono i colori da nonna. Nero ce l’ho e gli unici colori che posso considerare tra quelli proposti sono il blu e il grigino topo (no, non ce la posso fare). Ovviamente la mia taglia era già terminata. Non essendo milionaria, dubito di poter cercare altrove. Il “cashmere” di Zara e Mango è cartapesta, non lo considero nemmeno. Consigli?

    Scusa il romanzo ma se si parla di maglioni e cappotti perdo il lume della ragione!

  8. Bellissimo post!!! Mi ritrovo in tutto quello che hai scritto!!! E aggiungo santo Depop… sono riuscita a vendere mezzo armadio 🙂 Un bacio!!!

  9. Super post! Io devo dire che sono abbastanza oculata nei miei acquisti ma qualche toppettino cheap a stagione me lo concedo che aiuta a svoltare la situazione.
    Comunque il trucco per essere più minimal è secondo me è il punto 3: trovare il proprio stile e non seguire ogni trend altrimenti si spende per forza magari comprando schifezze.

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