3 settimane in Giappone! >.< Parte 1: cibo, moda e osservazioni


Posso affermare con sicurezza che questo è stato il viaggio più bello della mia vita fino ad ora. Non scherzo, il Giappone mi ha rubato il cuore. Erano ANNI che volevo andare, da quando ho letto il primo manga, da quando so della loro moda pazza, da quando ho assaggiato il sushi per la prima volta.

CIBO

COSA ASSAGGIARE

  • Sushi da Sushizanmai oppure GenkiZushi, o Sushi Midori catene di sushi a poco prezzo–> non sono stata ma me le hanno consigliate davvero tutti
  • Assaggiare il katsudon (cotoletta di maiale fritto, cotto nell’uovo e cipolle su riso) e Oyakodon (come sopra ma con bocconcini di pollo)–> ottimi
  • Tutto quello che finisce con -don è xxx cosa su riso in ciotola
  • Japanese curry (jap: katsu kare con o senza cotoletta fritta di maiale)–> a me non fa impazzire, è un curry normalissimo per il mio palato
  • Meiji, il  latte bianco blu–> ovviamente non ha il sapore del nostro latte fresco, sa un po’ più di latte a lunga conservazione ma non è malaccio
  • Taiyaki e obanyaki (dolcetto di pastella ripieni di creme varie)–> buoni!
  • Crepes con gelato (harajuku) –> famosissime crepes piene di frutta, creme e gelati. Non me la sono sentita, ho optato per un bubble tea. Sono solo crepes molto farcite (con frutta, panna montata e schifezzze varie)  e ce ne sono varie in giro per Tokyo
  • Okonomiyaki–> forse il mio piatto preferito, frittatina con uovo, verdure, carne e pesce fatta sulla piastra con sopra una salsa speciale e scaglie di pesce secco
  • hamburger: a meno che non sia carne di Kobe non ve lo consiglio assolutamente! Ne ho mangiato uno in una catena che mi avevano consigliato e mi ha fatto schifo.

 

RISTORANTI VARI:

  • yakiniku nakahara: lo chef Nakahara è famoso per i suoi tagli di manzo Wagyu e la lingua in particolare è la sua specialità. Chiedete di sedervi al bancone di modo da poterlo vedere all’opera mentre vi prepara il Wagyu katsu sandwich (un must)
  • NIKUNOTAJIMA: entrate in un buco nel muro, salite 3 piani di scale e troverete questo sukiyaki dove mangiare l hot pot. La carne di Wagyu vi si scioglierà in bocca
  • SATOU: famoso per le sue crocchette grandi come una palla da baseball ma dalle proporzioni perfette degli ingredienti. Andate in quello a Ginza, che ha sempre una fila più corta, e ordinate la versione al Beef (non le patate)
  • SILKREAM: troverete i gelati Cremia dappertutto a Tokyo, ma è risaputo che questa è la location migliore. Il gelato è fatto con il 12.5% milk fat di Hokkaido ed è sormontato da panna montata fresca
  • KOFFEE MAMEYA: entrerete in questo piccolo caffè attirati dalla sua estetica ma rimarrete per la bontà del caffé
  • AKOMEYA: la versione giapponese di Eataly. Perfetto se volete portarvi a casa alcune specialità del luogo
  • MITSUKOSHI: scendete le scale del centro commerciale e andate a vedere il cibo impacchettato! I packaging sono così belli che non resisterete
  • BAR HIGH FIVE: cocktail bar senza menu, dove i baristi vi prepareranno i drink secondo le vostre preferenze. Impressionante la selezione di whiskey
  • ICHIREN: posto super cheap per mangiare l hot pot in compagnia!
  • ZOETROPE: il bar più famoso di tokyo, piccolo e difficile da trovare, specializzato in whiskey

Info generali:  I giapponesi mangiano molto velocemente e fanno tantissimi rumori, specialmente quando risucchiano i noodles dal il ramen. Al posto dei fazzoletti o dei tovaglioli poi hanno delle salviette rinfrescanti bagnate. Non molto pratiche se si vuole asciugarsi la bocca. Cercate di andare sempre nei posti dove c’è la fila di giapponesi e dove non c’è il menu in inglese: ovviamente sono i ristoranti dove vanno i locals. Spesso bisogna scendere delle scalette

Alcuni dei piatti che ho assaggiato:

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La zuppa con i dumplings freschi fatti al momento, mangiati in un localino a Shibuya dove siamo entrati perché c’era una fila di impiegati tutti vestiti uguali, il primo giorno. La fila non mentiva: erano pazzeschi ! In generale cercate di andare nei ristoranti dove vanno i local. Questa strategia funziona sempre.

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Il latte alla banana e alla fragola freddi! Le città del Giappone che ho visitato erano disseminate di macchinette di bibite, ma davvero ogni 100 metri. Ovviamente tutte cose che noi non abbiamo, tipo il latte aromatizzato, le bibite allo yogurt, il caffé freddo, la Fanta all’uva… mi hanno detto che in inverno le bibite vendute sono calde. Costa tutto al massimo 1euro e 50 e non ho mai visto rifiuti accanto alle macchinette

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Non ho potuto fare a meno di provare il panino del MacDonald’s con gamberetti e avocado 🙂 Non si ha sempre voglia di riso!

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alle prese con il mio primo  vero Okonomyiaki  (Kiss me Licia ci sei?)

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Una zuppa di soba con dentro un tortino di riso gommoso, ad Hakone (costava 5 euro)

IMG_2091ciotole di sashimi fresco ad Hakone (costavano meno di 10 euro)

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Shabu Shabu! I nostri amici giapponesi ci hanno portato a mangiare questo piatto: si scelgono le zuppe nelle quali cuocere spaghettini e verdure, si lasciano nella pentola a cuocere, poi si apre l uovo crudo in una ciotolina e vi si inzuppa il tutto. Noi siamo andati in una catena all you can eat e abbiamo speso nemmeno 20 euro (la carne era pazzesca!). Era a Shibuya (forse era Ichiren? Non sono sicura)

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La nostra colazione tradizionale ad Hakone. Vi dirò, il mio stomaco non l’ha presa molto bene…IMG_2121

la zuppa di miso la mattina è impegnativa (quel coso giallo che vedete qui sopra è una mini omelette a cubetto, mentre la cosa arancione è zucca)

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L’okonomiyaki con il pesce secco sopra 🙂 uno dei miei piatti preferiti

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Questa è la versione di Hiroshima, con i noodles in mezzo (pesantissima)IMG_2407

Ho provato questa strana bibita ad Osaka, sa di caffé e gelato!IMG_2414 IMG_2415

Il libro di Jiro (vi ricordate che vi ho parlato del documentario “Jiro dreams of sushi”?) contiene dei consigli interessanti su come mangiare il sushi: il metodo giusto sarebbe intingere il ginger nella salsa di soia e spalmarlo sul pesce.  Mai “pucciare” il sushi nella soia direttamente!

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Non ricordo il nome di questo piatto ma è il riso cotto nel té verde, con dentro alghette secche e salmone. Squisito e leggerissimoIMG_2547

Un’enorme insalata di mare con un chilo di pesce fresco dentro! Non amo particolarmente le alghette verdiIMG_2608

Come viene tipicamente servito il sushi nei ristorantini: accompagnato da zuppa di miso,  riso e quelle alghette marroncine che vedete a destra, che immancabilmente restituivo alla cameriera intatte. Sono gelatinose e sanno forse di aceto, ma mi sembravano muco.IMG_2825

Non mancano le torte divertenti IMG_2844

Un tipico ramen con manzo e uova. Il ramen è squisito, non ho mai assaggiato qualcosa del genere in Italia (forse l’unico che può competere è quello di Osaka, il ristorante di Milano). Il brodo però è grassissimo, infatti tutti lo lasciano nella ciotola. Io ne ho bevuti litri prima di capirlo 🙂

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In molte tavernette (Izakaya) si ordina attraverso queste macchinette situate all’esterno: ci sono le foto e i prezzi di quello che si vuole mangiare, si inseriscono i soldi e si entra nel locale con già lo scontrino.

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Per gli amanti del Whisky c’è un solo posto dove andare: Zoetrope. Famosissimo bar minuscolo specializzato in whisky dove potete degustare. Si trova qui: 3F Gaia Bldg  #4, 7-10-14 Nishi-Shinjuku. Io come una scema sono andata per comprare il whisky che ha vinto il premio come migliore del mondo l anno scorso per mio padre ma il barista mi ha riso in faccia, dicendomi che in Giappone non si è mai nemmeno visto (costa troppo)

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Dolci al te verde: sono ovunque! Se siete amanti del genere impazzirete e se siete nuovi adepti (come me) sarete presto convinti che siano i dolci più buoni del mondo. La mia amica giapponese mi ha consigliato questo del marchio Meiji (quello del latte) ma troverete anche i KitKat e chi più ne ha più ne metta. L amaro del te verde in effetti si sposa benissimo con la dolcezza del cioccolato al latte.

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Fun fact: fuori da qualsiasi ristorante, anche i più piccoli, ci sono versioni di plastica dei cibi contenuti all interno. Pazzeschi, vero? A Kappabashi c’è una via intera dedicata ai negozi che vendono samples di cibo di plastica e i prezzi sono folli (100 euro circa a piatto)!

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Altra bibita strana popolare in giappone: il Calpis! Un’acqua che sa di yogurt, dolcissimaIMG_2920

Questo era il menu del ristorante nel quale abbiamo mangiato l’ultima sera a Tokyo. Ci siamo finiti per caso, era tardi ed era l’unico aperto, in un mall. Con una spesa di circa 30 euro a testa ci siamo ingozzati di sushi fantastico. Nei ristoranti come questo, con i cuochi che tagliano il pesce davanti ai tuoi occhi, chiedono se si preferisce il sushi con wasabi o senza e se la risposta è “con”, il cuoco dispone un sottile strato di wasabi tra il pesce e il riso. Dopo il piatto di sushi misto abbiamo ordinato alcuni dei sushi singoli, per assaggiare pesci che non ci sono da noi. Notate come il tonno sia diviso in mediamente grasso, grasso e arrostitoIMG_2922 IMG_2923

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A Osaka invece è d obbligo assaggiare i Takoyaki, polpette fritte di polipo che vengono vendute per pochi yen per strada. Cito Wikipedia: si cucinano dopo aver preparato una pastella fatta con una speciale farina di grano, al cui interno viene posto un pezzo di polpo. Altri ingredienti da aggiungere prima della cottura sono i ritagli di tempura (tenkasu), zenzero marinato e cipolla verde. Quando sono pronti, vengono guarniti con salsa Otafuku per takoyaki o equivalente, alga aonori tritata, maionese e katsuobushi (fiocchi di tonnetto striato essiccato e affumicato). Deliziosi!

Ci sono poi a Tokyo una serie di caffé particolari. Io sono stata in vari, seguendo soprattutto i post molto dettagliati di TheCherryBlossomGirl (li trovate sotto il suo tag “japan”). Ho saltato i Cat café perché non mi interessa accarezzare gatti mentre bevo il caffé, non la trovo una cosa esotica, ma se vi interessa il più famoso a Tokyo è Calico, a Shinjuku. Ci sono poi café con i conigli e i gufi (ecco, in questo sarei andata)

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Maid Café! Sono café dove si entra pagando e si viene serviti da cameriere in costume con accessori kawaii (capelli colorati, calze sopra il ginocchio, cose rosa). Il più vecchio di Tokyo (dove siamo andati noi perché credo sia a Shinuya) si chiama Home Café , tutto rosa e con cibi a forma di animali. In generale il cibo in questi café è abbastanza orribile, ci si va per l’esperienza: bisogna recitare delle filastrocche insieme alle cameriere, si fanno giochi di gruppo (sasso-carta-forbice nel mio caso, solo che ci ho messo 5 minuti a capire costa stavamo facendo) e si fa la foto finale con la cameriera che si sceglie. Molto divertente ma da fare una volta sola. La nostra cameriera ci ha raccontato però che c’è gente che ci va spessissimo (mi sembra che l ingesso sia 25 euro, non è per niente cheap), di solito ragazzi soli un po’ nerd. Michi non era esattamente felice ma si è divertito, potete andare con i vostri ragazzi.

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Moomin Bakery Café! L avevo scoperto via The Cherry Blossom Girl e non vedevo l’ora di andarci. Ce ne sono due a Tokyo, io sono stata in quello con la Bakery dentro (l altro si chiama Moomin House Café) e non vedevo l’ora di mangiare con i pupazzi di Moomin(che in realtà è un personaggio svedese ma in Giappone sono pazzi di lui) al tavolo. Il bar è carinissimo, tutto in legno con dettagli tipo da foresta. Questo si trova in un centro commerciale con una super montagna russa nel mezzo! (L indirizzo è Tokyo Dome City, 1-1-1 Kasuga, Bunkyo-ku, Tokyo)

Altre cose da fare,

  • andare al Namco Namja Town: un parco divertimenti dove mangiare cose assurde (consigliato il biglietto meno costoso che permette di girare dentro senza fare le attrazioni. E’ famoso il negozio con 50 gusti di gelati strani)

 

 

MODA E NEGOZI

Premessa: la moda a Tokyo è PAZZESCA. Mi sono presa un giorno per girare tra i centri commerciali della città per studiarmi i marchi locali ma avrei avuto bisogno di almeno un altro giorno per il vintage.

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Vedete l’insegna arancione? E’ Kinji, ce ne sono vari in giro, e come vedete in alto a sinistra c’è il monster café. ad Harajuku. Un altra bella catena di  vintage è Chicago Jingumae, fantastica.

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Il vintage a Tokyo è incredibile: è tutto perfettamente diviso per colore, categoria e a volte gli abiti profumano di pulito. I Giapponesi sono appassionati di jeans, magliette americane degli anni ’70 e lingerie da vecchia signora. Un vero paradiso per le amanti del genere (io!io!)

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Il mio punto preferito per lo shopping, dove infatti sono tornata due volte (una senza Michi e una con) è stato sicuramente Takeshita Dori

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la via di Harajuku dove mangiate le famose  crepes di Angels Heart (crepes dolcissime ripiene di qualunque cosa, dalla frutta alla panna montata al gelato, su nella lista in alto)

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Se arrivate da Omotesando e la percorrete tutta, arriverete alla fermata di Harajuku. Nella via ci sono mille negozietti uno accanto all altro: c’è un famoso negozio di usato che vende solo Vivienne Westwood, c’è qualche vintage, ci sono i negozi punk e quelli di parrucche e trucchi. Qualsiasi cosa.

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C’è anche uno dei tanti Daiso 100 yen, negozio che vende tutto a 70 cent (ce ne sono mille in giro) e tanto altro. I negozi tutto a 100 yen non sono come i nostri, lì ci sono cose veramente stupende, se avete intenzione di comprare regalini uscirete con mille cose: c’è il cibo, i dolcetti, il te, gli oggetti di carta, qualsiasi cosa!

Ci sono poi negozi in giro per tutta Tokyo dedicati a cosine stupidine, oltre a Daiso:

  • Tokyu Hands: centro commerciale con dentro un po di tutto, il meno stupido di tutti
  • Sanrio Puroland (esiste anche il parco giochi): interamente dedicato ad Hello Kitty, Little Twin Stars e altri personaggi rosa e pucciosi. Già dall ingresso si capisce che è il paradiso del rosa
  • Kiddy Land: negozio di giocattoli pazzesco ad Omotesando. Preparatevi a rimanere dentro 3 ore, mezz’ora per piano (in alto c’è la sezione Star Wars e Harry Potter, se per caso andate con i fidanzati)
  • Don Quijote: dove troverete trucchi, accessori, costumi da carnevale… qualsiasi cosa! Altro buon posto altre a Daiso per comprare souvenirs e cibo (io ho comprato strani condimenti per il riso e la pasta)

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Io a Kiddy Land

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Capitolo centri commerciali, a Tokyo ce ne sono molti e sono entrata in (quasi) tutti. Ci ho messo però un solo giorno per vederne 3 (hanno tutti ALMENO 6 piani):

Se ricordo bene il mio preferito è Hikarie, i primi piani specialmente. Mi sono segnata un marchio di cappelli adorabile, CA4LA e un marchio di gioiellini sottili, ETE

109 è il centro commerciale con i marchi giapponesi più trash (anche loro hanno i loro Stradivarius, Pimkie e Pull&Bear della situazione, e sono molto peggio, cinesate pure), in tutto il palazzo c’è musica fortissima, le commesse sono antipatiche e strafottenti. I capi sono come quelli nei negozi dei cinesi qui da noi. Però ci sono anche i negozi Lolita, come Swankiss, Minplume, Honey Cinnamon, Ruby Rose. Sono tutti assurdi, sembrano quasi costumi di carnevale e le commesse sembrano bambole

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Due tipici negozi local interamente a tema Lolita.

In generale in ogni centro commerciale c’è di tutto: dai marchi giapponesi minimali, ai negozi pazzi di accessori a marchi di arredamento.

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E quando dico pazzi, intendo pazzi. Inutile dire che io ero in paradiso e che ho comprato immediatamente la cover qui sopra (Michi mi aspettava in sala giochi e non ha potuto fermarmi)

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Non apro nemmeno il capitolo fiocchi  e accessori per i capelli, non credo di avere mai visto tante spillette, barrette, cerchietti, elastici in tutta la mia vita

  • Troverete dappertutto ombrellini adorabili. I giappa adorano gli ombrellini, perché a Tokyo piove spesso e il sole picchia forte, quindi le ragazze hanno sempre un ombrellino sottomano, per entrambe le circostanze. E’ anche pieno di cappelli, specialmente in feltro a tesa larga. I bambini invece in estate hanno le pagliette con la calotta rotonda, ADORABILI
  • Le Giapponesi non sono esattamente fan dello stile sexy. Quello che va per la maggiore è essere carine, “Kawaii”, quindi non troverete un solo negozio di lingerie provocante in giro. Ma nemmeno vagamente. E’ tutto rosa, pizzoso, con gli sbuffi e i disegnini. I reggiseni sono imbottiti all’ennesima potenza e le mutande sono ENORMI

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  • Le scarpe in generale fanno schifo. Non so perché ma sono proprio brutte, di brutti materiali e di forme assurde, che neanche i negozi da vecchietta qui da noi.
  • C’è pieno di negozietti che vendono cose di carta meravigliose a prezzi ridicoli. Sono tornata con stupende carte da lettere e bigliettini di tutti i tipi, queste cose da noi costano una follia e non sono lontanamente belle come là.
  • le taglie sono solo S e M. Spesso sono solo taglie uniche. La S è una 38/40 massimo, quindi mi dispiace per le ragazze un po’ in carne, purtroppo non c’è tanto da comprare
  • Comprare nei negozi è un’esperienza: le commesse sono le più gentili che io abbia mai visto in tutta la mia vita, si inchinano continuamente, sono adorabili. Dentro i camerini bisogna togliersi le scarpe e c’è sempre qualcosa per terra per non farvi appoggiare i piedi sul pavimento. Inutile dire che è tutto perfettamente, impeccabilmente, stupendamente pulito. Ci si può mangiare, in quei camerini. Non parlano l inglese ma chissenefrega, sono troppo carine.

La via dei grandi marchi è quella di Omotesando. Ci sono tutti i nomi più importanti e quasi tutti hanno commissionato i loro negozi a grandi architetti: IMG_1719       IMG_1735 IMG_1736 IMG_1737 IMG_1739 IMG_1740 IMG_1741 IMG_1754

E’ bello guardare i negozi anche solo da fuori (i marchi di lusso costano molto di più in Giappone, ecco perché quando loro vengono qui escono matti!)

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Inutile divi che Comme des Garçons è incredibile anche dentro

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Journal Standard è una catena con dentro marchi molto molto carini, costosa (stavo per comprare un paio di pantaloni perfetti prima di rendermi conto che non costavano 80 euro ma 280. In saldo).

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Non è raro trovare per strada ragazze (ma anche uomini) vestiti con il tradizionale Yukata, il kimono estivo. Lo Yukata viene fornito anche in molti ryokan, gli alberghi tradizionali giapponesi, infatti, yukata letteralmente significa abito da bagno. Le ragazze hanno l’obi, la fascia in vita, prefatta (come queste qui sopra con il fiocco) o allacciata a mano, che penso sia molto difficile. Spesso vestono calze tabi bianche e hanno le infradito in legno e fiori nei capelli. Sono bellissime

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A DisneySea (di cui vi parlerò nel prossimo post) invece le ragazze erano tutte vestite in gruppo, o uguali due a due. Qui alcune ragazze in divise scolastiche e completi colorati. Ho chiesto loro perché si vestissero con le divise anche se non erano a scuola ma non ci siamo capite T_T

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Le ragazze con l’uniforme della scuola sono dappertutto e per me è quasi un costume, sembrano uscite dai manga che leggevo sempre! L’uniforme è sempre composta da camicetta, gonnellina a pieghe, calzettoni o calzette e penny loafers. Ci sono piccole varianti tipo il colore o gli accessori ma in generale sono così

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Trucchi? Hai detto trucchi? Non ho NEMMENO INIZIATO a guardarmi intorno per i trucchi, perché c’è un mondo là fuori in Giappone. Ci sono MIGLIAIA di negozzi tappezzati di trucchi dal soffitto al pavimento, tutti a tema ovviamente. Sailor Moon, le principesse Disney, Melody, Hello Kitty… il paradiso delle amanti del kitsch (su le mani!!)

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Le macchinette di oggettini sono OVUNQUE. Mi sembrava di essere tornata all’infanzia! Troverete di tutto, dagli scettri delle Sailor a Cortili del Cuore (Ho trovato Happy Berry al primo colpo!!). Mi sono trattenuta perché avrei preso qualsiasi cosa. Le giapponesi infatti hanno questi cosini attaccati dappertutto, anche gli adulti. Alla fine di Takeshita Dori, proprio accanto alla stazione metro di Harajuku, c’è un palazzo intero dedicato al Tamagotchi (ma veramente?!)

 

 

OSSERVAZIONI GENERALI
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In metropolitana la situazione è sempre questa: file di persone sedute ordinatamente, al cellulare oppure addormentate (i giapponesi dormono ovunque, a quanto pare. Lavoreranno troppo?). Gli impiegati si riconoscono perché hanno camicie a maniche corte, pantaloni neri e la 24 ore. In metropolitana è vietato parlare al telefono e mangiare, quindi c’è un piacevole silenzio. Unica nota negativa: NESSUNO si sedeva accanto a noi. Ogni volta che ci siedevamo le persone si allontanavano. 🙁 Questa cosa mi è successa anche a Milano. La nostra amica Giapponese ci ha detto che è perché i local hanno paura che gli rivolgiamo la parola ma non credo tanto a questa versione

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Nelle stazioni ci sono spesso fumetti che indicano il buon comportamento da seguire: i Giapponesi sono rispettosissimi, quindi fanno sempre sedere gli anziani e sui bus i posti riservati a gente con handicap e anziani sono SEMPRE liberi, anche se il bus è strapieno

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Gli incroci sono enormi e le strisce pedonali vanno in tutte le direzioni, anche in diagonale.

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Questo è uno dei famosi treni della linea ferroviaria Shinkanzen! I treni hanno accumulato solo 12 SECONDI DI RITARDO l’anno scorso (e il portavoce SI E’ SCUSATO, hahahahaha). Viaggiare con il treno super veloce è fantastico. Per terra ci sono linee numerate che delimitano il punto esatto in cui la porta del treno si aprirà, in modo che i passeggeri possano attendere in modo ordinato l’arrivo;  c’è un sistema di avvisi che comunica quanti minuti e secondi mancano all’arrivo e nell’ultimo tratto anche quanti metri il treno deve ancora percorrere prima di fermarsi. All’interno delle carrozze la pulizia è assoluta, i sedili sono orientati sempre in direzione della destinazione (grazie alla semplice trovata di un meccanismo girevole, azionabile anche dai viaggiatori) e reclinabili, la gentilezza degli addetti al controllo dei biglietti (sempre con i tradizionali guanti bianchi) è estrema e ci sono carrozze speciali con aria condizionata meno fredda per persone particolarmente delicate. Ci sono addirittura degli spazi solo con specchi e mensole, per permettere alle signore di rifarsi il trucco!!

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Le istruzioni di un tipico water giapponese! Sembra molto complicato ma non lo è: c’è lo scarico, il bidet normale (un getto di acqua che esce mentre siete seduti se si schiacchia un bottone – si può regolarne l’intensità e il calore), il bidet con spesso l’icona di una donna (il getto è più frontale) , la musica che si può fare partire se i rumori sono spiacevoli, e lo stop per spegnere il tutto. Spesso è difficile trovare lo scarico normale haha. Vi devo dire che MAI, MAI, MAI una volta ho trovato un bagno sporco in Giappone, ed è pieno di bagni pubblici.

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Spesso per strada si vedono ragazzine adoranti che guardano in alto concerti dei loro idoli sui maxischermi. Devo dire che la musica e i gruppo giapponesi per un europeo possono sembrare un po’ ridicoli, le boyband sono molto costruite, con ragazzi iperaccessoriati e molto femminili e le canzoni sono super pop e sdolcinate…

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Pensavo che anche questi fossero dei manifesti di boyband invece ho scoperto che sono i poster di ragazzi immagine che lavorano nei locali di intrattenimento, i famosi “male host” degli “Hosuto clubs“. A quanto pare ce ne sono più di 200 solo a Tokyo e le giapponesi pagherebbero una tariffa oraria per passare le serate a bere e chiacchierare con questi ragazzi, per stare in loro compagnia. Non è raro che si innamorino e tornino spesso nel locale del loro preferito. I ragazzi sono truccati, con jeans strettissimi, stivaletti a punta e pettinature ridicole, spesso reclutano le ragazze per strada e tornano a casa alle prime ore dell’alba o anche più tardi (a volte li vedevamo la mattina presto quando uscivamo dall hotel). Si dice che dietro questi bar ci siano organizzazioni criminali

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In tantissimi giardini ho visto la statua di questo buffo orsetto e ho scoperto che si tratta di un Tanuki (questo è il profilo Instagram  di una ragazza straniera che vive in Giappone e fa foto bellissime, ve lo consiglio! Ha anche un blog ), una creatura del folklore giapponese, con una pancia molto grande e i testicoli in vita, spesso usati come tamburo

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Mi sono subito chiesta perché su tutti i templi e nei cartelli per strada che indicavano le direzioni per arrivarci ci fossero delle svastiche. In realtà è un antico simbolo giapponese, come spiegano vari siti online.

IMG_2074 IMG_2076 I costumi Giapponesi sono così precisi che spesso vanno spiegati. E’ molto importante nella loro cultura l’educazione, il rispetto, la reputazione, l’apparenza sociale. Guardate queste semplici vignette qui sopra per capirlo

Vi riporto un estratto dal libro “How to Japan”, di Colin Joyce.

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…”people care about their jobs, the community they live in and the people they come into contact with.”

Mi trovo assolutamente d accordo.  I Giapponesi fanno ogni cosa con grandissima dignità e rispetto per gli altri e forse è la cosa che più mi ha colpita dal loro paese.

Cose che non sono riuscita a fare sul fronte negozi/cibo

27/10/2015

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22 pensieri su “3 settimane in Giappone! >.< Parte 1: cibo, moda e osservazioni

  1. Quello che un giapponese non ti dirà mai e che un turista non percepirà mai è il loro.. razzismo. È un razzismo subdolo che ti salta addosso quando entri in una loro scuola. A mia figlia ci son voluti quasi 3 anni per finalmente sentirselo esplodere addosso quando le sue colleghe studenti giapponerlsi si sono sentite minacciate nel loro futuro professionale. La sana concorrenza verso di lei si è trasformata in un malsano razzismo.

  2. bellissimi questi post giappi! davvero molto accurati e interessanti, grazie per aver investito tanto tempo a raccontarceli.

  3. Bellissimo post, l’ho letto d’un fiato e mi hai fatto quasi voglia di partire, nonostante il Giappone non sia tra le mie mete desiderate. Attendo con ansia gli altri post! 🙂

  4. Finalmente, aspettavo questo post per farmi venire un po’ di nostalgia, Japan mon amour!
    Per la prossima volta: Dover Street Market, in my humble opinion, è una sola, ci sono marchi tipo Comme des Garcon o francesi e tutto costa veramente un botto. Ci sono stata un paio di volte ma solo perché è praticamente di fronte al gigantesco Uniqlo di Ginza che non manco mai di svalig… ehm volevo dire visitare.
    E a Kappabashi Dori non c’è solo il cibo di plastica, è una strada lunghissima con centinaia di negozi che vendono tutto (ma proprio tutto) quello che serve per cucinare e servire cibo, se piace il genere it’s not to be missed!

  5. Ho il quaderno di moomin, regalato dalla coinquilina svedese 🙂 mai avrei pensato che i giapponesi ne vanno pazzi!!

  6. Bellissimo post, spero di poter fare anch’io un’esperienza come la tua e nel caso fossi così fortunata mi ricorderò di stampare i tuoi consigli!
    Un piccolo appunto sulle uniformi giapponesi: per le ragazze giapponesi l’uniforme è un vero e proprio status symbol, per questo adorano metterla anche fuori dall’ambiente scolastico, magari in versioni più colorate come quelle che hai visto tu o applicando modifiche per renderle ancora più carine (tipo arrotolare la gonna per renderla più corta).

  7. Anche secondo me sei bravissima nel descrivere posti , esperienze, idee.
    Leggerei solo manuali scritti da te!

  8. Anch’io quest’estate sono stata in vacanza in Giappone. Sono andata più che altro per curiosità e non sapevo cosa aspettarmi, non conoscendo neppure tanto la cultura (o le culture) giapponese. Per me è stato un viaggio bellissimo, sono rimasta così colpita da talmente tante cose, non vedo l’ora di tornare e da quando sono tornata continuo a documentarmi sul Giappone.
    E quando il grigio, la tristezza dell’inverno e l’ansia mi assalgono, ripenso al tramonto che ho visto dall’isola di Miyajima, mi ritorna il sorriso e sono di nuovo in pace.

  9. a febbraio andrò in giappone e probabilmente stamperò e rilegherò i tuoi post e me li porterò dietro al posto della lonely planet!!! sono pazzescamente dettagliati e utili!

    1. senza ancora aver letto il post di francesca qui sotto abbiamo avuto la stessa idea eheheh…cmq davvero pensaci a fare qualcosa di scaricabile perchè questi post sono utilissimi!

  10. Fantastico post!!! Grazie per averci regalato un po’ del tuo Giappone. Idea: perchè non “impacchetti” questo post (e i tuoi altri di viaggio) in un pdf scaricabile come ebook dal tuo sito? Altro che Lonely Planet, secondo me avresti molto successo con “In viaggio con Rockandfiocc”, perchè offri sempre un punto di vista personale, divertente, con stile, ironia… Pensaci!

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