Mi vestivo meglio quando mi vestivo peggio?

Ricordo che quando facevo il liceo a Parma non c’era nessuno vestito come me. Mi mettevo abiti rosa di shantung per andare a scuola, fiocchi nei capelli, collant di pizzo. La gente mi prendeva un po’ in giro ma a me non importava, mi sentivo unica. Customizzavo i miei abiti e i miei accessori, vivevo per la moda, per sfogliare giornali, leggere libri a tema, guardare vecchi film dai quali prendere ispirazione.

1258716271662_f

Io con frangiona, collettone e fiocco nei capelli. Quel giorno mi andava di mettere ciglia finte argentate, problemi?

Fast forward 10 anni e lavoro nella moda, c’è Internet dal quale attingere per ispirazione tutti i giorni, ci sono i social media. Eppure la moda non mi ha mai annoiata così tanto. Odio pensare a cosa mettermi la mattina. Comincio ad odiare i vestiti in generale. Mi sembra che tutto quello che ho sia banale e bruttino e soprattutto che non mi stia particolarmente bene. Trovo tutto quello che non sia pantaloni skinny + t-shirt+  maglione +  sneakers assolutamente scomodo.

1207232055_f

A Londra con una camicia di mio fratello e un fiocco al collo (camicia? Con tutti quei bottoni? Fiocco al collo? Cappotto coordinato? Troppa fatica per la me di oggi)

L’altro giorno parlavo con una mia amica di come ci vestivamo una volta e sono andata a cercare le prime foto che pubblicavo sul blog, quando ancora vivevo con i miei / in Francia e nessuno aveva un blog (era il 2009 e ne approfitto per dire un grande GRAZIE a chi mi segue da allora!).
Non mi trovo così terribile! Certo, ci sono altre foto che è meglio nessuno veda e in queste sono un po’ ridicola ma guardandole mi ricordo le ore che passavo a pensare come vestirmi, il divertimento che mi veniva dallo scegliere cosa mettere. Quasi tutti gli outfit che vedete sotto sono composti da capi di seconda mano, praticamente non compravo nei negozi normali perché non volevo chiedere soldi ai miei, perché a Parma non c’era una vasta scelta e perché mi divertivo da morire ad andare a spulciare nei negozietti e trovare delle perle a poco prezzo. Avevo un sacco di fantasia, avevo fatto un corso di cucito per poter modificare i capi e compravo tantissime cose tutte a massimo 10 euro (ad un certo punto avevo tipo 70 paia di scarpe, tutte di bassa qualità ma le mettevo tutte). Rovistavo negli armadi di casa (c’è sempre qualcosa!), in quelli degli amici che volevano fare spazio, in quello del mio fidanzato dell’epoca. Mi divertivo come una matta, mi sentivo sicura di me e soprattutto avevo uno stile unico.

1

Cappotto a quadretti: mercatino della Montagnola di Bologna (vale sempre la pena andare), 20 euro. L’ho recentemente venduto a 40. Il basco rosso l’ho preso a Londra e ce l’ho ancora. Nella seconda foto indosso delle All star che avevo scambiato con un’amica, un chiodo di Zara che ho portato per circa 10 anni e ho venduto recentemente e jeans presi a Londra. Ogni giorno indossavo un fiocco diverso tra i capelli. Nella terza foto ho un vestito di lana vintage con bottoni dorati che sembra di Chanel e che ho ancora, costava 30 euro. Nella quarta foto il costo totale dell’outfit composto da body e gonna era 4 euro, mi ricordo ancora (perché li ho buttati?!!)

2

Qui ero completamente pazza. Mi vestivo così per feste, oppure per venire al Plastic a Milano il Venerdì sera. Il top con le maniche a sbuffo era un vestito vintage che avevo accorciato (ce l’ho ancora), i pantaloni lucidi sono parte di una tuta sadomaso che avevo preso su un sexystore online (ancora mi ricordo la faccia di mia mamma quando ho aperto il pacco e ha visto la tuta compresa di maschera con solo il buco per la bocca e zip che partiva da sotto il sedere). Il cappotto della seconda foto è di mia nonna e ce l’ho ancora. Le scarpe  sono ballerine di Miu Miu che avevo preso in sconto a 100 euro e che ho ancora. Le scarpe bianche erano vintage. Il vestito con i pannelli è vintage ed è in vendita al momento sul mio Depop (haha). Non mi sono mai tagliata i capelli, quella è una parrucca.

3

Gli outfit estivi. E’ chiaro che la mia ambizione era essere Alexa Chung a tutti i costi. Mi ricordo che mettevo il secondo vestito, che era da bambina, taglia 12, per andare in giro. Ai piedi ho le Melissa di plastica che ho portato sino all’anno scorso. Il terzo era un camicione di H&M sopra al quale avevo cucito un nastro di raso per poterci fare un fiocco. La gonna arancione è di H&M (10 euro) e ce l’ho ancora. Il quarto look era interamente vintage: il vestito da Ebay, la borsa (mi hanno fatto i complimenti per anni, Garance Doré compresa) era seconda mano, così come i Dr. Martens. I sandali intrecciati beige erano Lanvin, un regalo di mia mamma.

4.jpg

Qui indosso scarpe vintage, una maglia probabilmente h&m, e poi dei jeans zebrati di Pimkie (aiuto, li ho ancora),  la mia amata giacca di Comme des Garçons per H&M e il quarto outfit è tutto vintage (gli occhiali li ho ancora)

5.jpg

Potrei tranquillamente vestirmi così anche oggi. La sciarpa del secondo look era stata fatta da mia mamma, ovviamente la ho ancora. La pelliccia è stata un acquisto al mercato arabo di Lione, DUE EURO. L’ho messa per anni, era soprannominata affettuosamente “il gatto” perché fatta di un pelo duro (ma vero!), credo di lontra. Era stupenda e faceva arrabbiare tantissimo mia nonna. Ai piedi ho delle imitazioni delle Minnetonka che andavano tanto di moda, però di Promod.

A sostegno di tutto ciò, ho scovato una vecchia intervista che avevo “rilasciato” ad un’altra blogger, data 2009! Avevo appena aperto il sito e il mio blog preferito era Fashiontoast (ha!)

A ben guardare, ho tenuto quasi tutti i capi vintage che ho preso all’epoca. Sono di qualità, non seguono una moda precisa, quindi perché buttarli? Tutto quello che era fast fashion e seconda mano un po’ ammaccato ovviamente è stato cestinato negli anni ma soprattutto venduto (a prezzi sempre più alti dei pochi euro che avevo speso originariamente)

Oggi spendo molto di più in vestiti ma sono diventata banale e soprattutto non mi diverto più. Adoro ancora la moda, però!
Troppi stimoli intorno a me?
Troppa pressione per vestirmi con capi firmati (blogs, ambiente di lavoro, Milano)?
Troppa gente tutta vestita allo stesso modo intorno a me?
Troppi negozi che propongono gli stessi vestiti?

Non lo so. Forse il mio proposito di non comprare nelle catene mi aiuterà a tornare ad essere un po’ più fantasiosa. Che ne pensate? Anche a voi è capitato di perdere entusiasmo con il passare del tempo per una passione che ancora però avete?

24/03/2016

Tags: ,

65 pensieri su “Mi vestivo meglio quando mi vestivo peggio?

  1. Giulia, come ti capisco.

    Abbinavo le calze al vestito di Lazzari (IL vestito di Lazzari all’anno che potevo comprare con i saldi al 70% a Padova, e che non metto più ma terro’ a vita). Le scarpe e la borsa dovevano essere in sintonia con il tono di marroncino della gonna. Avrei potuto stringere la mano a Miss Lemon della serie di Hercule Poirot, o a mia nonna nel 1940 (che invece é venuta a mancare nel momento più zarro delle scuole superiori, quel momento di transizione dal jeans a zampa al ritorno del regular/skinny). Prima della fase vintage, ho addirittura avuto un’imbarazzante fase emo: magliette a righe, cuori, teschi, ciliegie e rasoi (problemi?)… Condivido il tuo percorso da una specie di frugale investire in tanta moda a poco prezzo, che é stato rovinoso in termini di resa ed economie, e di un progredire verso un minimalismo fatto di necessità, virtù e noia.

    Ora mi vesto 90% di nero, e il mio outfit tipo é skinny, maglione di cashmere a girocollo nero, Stan Smith. Non cambio più gli orecchini o i braccialetti a seconda dell’umore, ho praticamente smesso di mettere smalti colorati (che in realtà sono sempre stati solo rossi, nude-taupe o neri).

    Ho la tua età, e mi pongo le tue stesse domande. Siamo forse sopraffatte dagli stimoli? Troppi Instagram perfetti, troppi editoriali immacolati? Oppure, più semplicemente, ci facciamo troppe domande. Chissà.

    Ti seguo anche io dal 2009, dalla Francia, dalla Repubblica Ceca, dall’antico logo Rock and Fiocc… in qualche modo, in quanto lettrice, ho la parvenza che siamo maturate insieme.

    1. piango! grazie per seguirmi da così tanto, non ti sei stancata? >.< brava, è necessità, virtù e noia! Ottima sintesi. Anche il fatto che ci facciamo troppe domande, sicuramente! A volte guardo Leandra e penso "ammazza si è messa tutto addosso senza pensare ma in qualche modo funziona" (e poi scommetto che ci ha pensato eccome) grazie!!!!!

  2. Ciao Giulia,
    altra fan silenziosa a rapporto! Ti seguo dall’estate in cui lavorasti da Rondinini (ed è da allora che bramo il sandaletto di cuoio liscissimo che hai anche tu, sentiti un pochino in colpa ;)), ho lasciato qualche commento sparso nel corso del tempo anche se la timidezza non mi ha mai fatto uscire troppo allo scoperto. Però ormai dopo anni mi sembra di conoscerti, quindi vorrei anche ringraziarti per la marea di spunti e riflessioni (spesso anche frivole, ma pur sempre riflessioni) che mi hai provocato in questi anni.
    Mi piace tantissimo il tuo blog perché riesci a guardare con occhio critico il mondo della moda, mi piace come scrivi, i consigli che dai, il fatto che sai spaziare parlando non solo di moda… il lunedì migliora sempre un pochino grazia al tuo general mix!
    Per quanto riguarda il tuo stile, credo che si sia evoluto come capita a tutti. Due anni fa non guardavo poi molto attentamente alle etichette di ciò che compravo, adesso è un imperativo categorico. Da pochi mesi mi sono data come buon proposito quello di cercare di comprare in maniera più etica, infatti apprezzo tantissimo la tua presa di coscienza. Cercare di tenere insieme qualità-etica-portafoglio è un po’ un’impresa impossibile ma mi rendo conto che è uno stile di vita che va rivisto completamente. Ancora un cambiamento!
    Non ho ben presente come ti vesti ora perché non mi sembra che tu faccia spesso post outfit, quindi non sono in grado di darti la mia opinione. Posso solo dirti che in queste vecchie foto eri adorabile, assolutamente originale ma anche classica.

    Ti faccio i miei complimenti, chissà che prima o poi non ti incroci per caso a Milano, mi piacerebbe molto 🙂

    Camilla

  3. Ciao Giulia, io ti seguo dai tempi di Fotolog, ti conoscevo di vista (abbiamo fatto la stessa scuola e corso di pianoforte). Sinceramente penso che se è vero che negli anni il tuo stile ha perso qualcosa, come noti in questo post, è anche vero che ha guadagnato altre qualità. Ora sei più elegante, più misurata/coerente, sei più attenta, credo, a quello che compri, a com’è fatto e soprattutto a come ti sta. Perché seguendoti da tanto e avendo buona memoria visiva ricordo dei tuoi outfit (qui non riportati, vai così!) dove quello che indossavi spesso non ti stava bene. Magari l’idea era copiata alla lettera da qualche tua fonte d’ispirazione, però poi su di te non rendeva, non dava un bell’effetto; non voglio offendere, è normalissimo che dei capi non ci stiano bene, però appunto prima copiavi un outfit e sapendo che era in qualche modo “alla moda” non ti chiedevi altro, adesso invece ti interroghi di più, e spesso ottieni risultati impeccabili. Prima non visitavo il tuo blog per gli outfit, ho sempre pensato che non fossero il tuo punto forte, adesso invece sono diventati anche quelli elementi di interesse e di grande ispirazione per me. Ma soprattutto ho notato che negli ultimi tempi è cambiato il tuo modo di interagire e di rispondere ai commenti, un tempo eri abbastanza acida, e non solo con chi provocava, o magari fredda, adesso sembra che ti interessi di più curare anche questo aspetto, o forse sei semplicemente più matura. Va beh la mia analisi finisce qui ahah, spero non ti sia offesa perché di base mi sto complimentando. 🙂
    Ciao e grazie
    S.

    1. Ciao S, non mi offendo assolutamente, a volte riguardo vecchi post e come rispondevo a commenti e mi vergogno, ero così stupida… sono contenta che tu abbia notato una mia maturazione, haha a 28 anni spererei bene di essere migliorata!
      Hai ragione, decisamente gli outfit non sono mai stati il mio forte (e ovvio ho lasciato fuori da questo post quello brutti, ho anche io la mia dignità >.<) ma grazie per avere continuato a seguirmi!

  4. Ciao Giulia, ho solo 16 anni e ti leggo da qualche mese. Ho “spulciato” un po’ di materiale che mi sono persa negli anni e, post dopo post, non ho potuto che apprezzare a dismisura la tua spontaneità nel raccontare argomenti che non ritrovo nei miei coetanei ma soltanto qui.
    Arrivando al punto, volevo semplicemente farti sapere che questo articolo mi è stato di particolare ispirazione perché “non esistono più i giovani di una volta” non è più un’esagerazione un po’ nostalgica di chi si sente addosso qualche annetto di troppo, ma realtà. Soprattutto a me hanno sempre rimproverato un eccesso di compostezza a discapito della fantasia, perciò sono ancora più contenta che tu mi abbia fatto venir voglia di costruirmi un periodo da poter ricordare come “quello in cui mi divertivo a scegliere cosa indossare” se mai dovessi attraversare la fase di incertezza di cui parli e che, secondo il mio modesto parere e magari pure azzardato, non ti appartiene. Imelda.

  5. Secondo me il tutto è caratterizzato da due grandi fattori: 1. l’età 2. il rapporto denaro/qualità

    La me di adesso che controlla le etichette dei capi di Zara e fa smorfie davanti al 100% poliestere ride al solo pensiero della me di 4 anni fa che prese metà dei soldi messi da parte dalla laurea triennale per rifarsi il guardaroba estivo, e comprare vestiti che oggi per la maggiorparte ho o sono da buttare, per quanto sono di pessima qualità.
    E pensare che una volta era mia madre che innoridita guardava me comperare qualsiasi cosa da Zara senza far caso alle etichette, e che mi ricordava ogni volta che i capi di qualità non solo sono più belli, ma anche più duraturi. Ora dopo anni ingenui di tessuti scadenti lo capisco.
    A mia discolpa, c’è da dire che ho quasi sempre alternato (pochi)capi “buoni” a capi di carta velina.
    Ma parliamo di quest’anno. Vuoi lo stress per la tesi, vuoi che quando mi sono iscritta ad architettura nessuno mi ha avvertito che avrei passato gli anni migliori della mia vita con uno zaino del pc perennemente sulle spalle(e non diciamoci cazzate, lo zaino è più comodo della borsa pc se non vuoi spaccarti la schiena, e gli zaini in pelle sono belli ma poco adatti allo scopo se non hai un mac) non ho voglia di cambiare. Quindi sono sempre in nero, sempre coi jeans e sempre in gazzelle perchè altrimenti sarei troppo scomoda, e poi, sinceramente, per lavorare in università o in casa di colleghi mi pare più che sufficiente. E pensare che prima mi piaceva, il mio inseparabile odiato zaino del pc non mi ha mai scoraggiato, mi impegnavo per vestirmi particolare, come volevo, ho sempre pensato “potranno vedermi in preda a una crisi epilettica ma MAI sciapa”. Oggi non me ne frega nulla, cerco di aver cura dell’aspetto, ma mi sforzo di meno, punto più su capi di qualità, sono più essenziale e devo dire che mi piace,lo trovo più elegante, butto meno soldi nelle grandi catene,anche se qualche volta ci ricasco. E faccio questo per due grandi motivi sopracitati: 1. sono invecchiata 2. i soldi sono di meno, ma meglio investiti. Forse.
    L’unico problema, spero che sia solo un periodo, è che sono sempre indecisa, e anche le cose che voglio fortemente mi capita che al momento decisivo dell’acquisto non le voglia più.

    Ultima cosa, la mia conversione all’essenziale la devo anche grazie a te.

    1. Ti capisco perfettamente! Di sicuro il fatto che non lavoravo influiva su come mi vestivo e sull’impegno che ci mettevo.
      Sono contenta di averti convertita 🙂
      Grazie!

  6. Cara Giulia,
    ecco un’altra lettrice silenziosa fino ad adesso, ma visto che mi sembra l’occasione lo richieda, let’s celebrate!
    Arrivai sul tuo blog attraverso fotolog, era aperto da pochissimi mesi, ricordo che tornai indietro al primo post e da lì me li lessi tutti fino ad essere in pari, cosa che faccio ancora oggi: se vado via, se per qualche giorno non posso collegarmi, appena rientro a casa mi rimetto in pari con tutti i tuoi post che non ho letto.
    Scrivi bene, appassioni, ma soprattutto ti seguo perché riesci a sorvolare sulla grande mmuoda per affrontare le cose di stile vero, siano esse vestiti, libri, personaggi o arredamento.
    Da quando ti seguo ho cominciato ad essere più selettiva nei miei acquisti, non riesco più a comprare un capo d’abbigliamento senza prima leggere l’etichetta; certo, qualche cagata ancora ci finisce nel mio armadio, ma cerco di impegnarmi.
    Quando ho visto questo post ho avuto un tuffo al cuore, ricordo ogni outfit, soprattutto quello con i sandali intrecciati, il vestitino nero e la treccia laterale: in quella foto ricordi tantissimo mia mamma da giovane, e vedendola capii che le cose belle non hanno età (penso che sia stato in quel momento che ho deciso di saccheggiare ciclicamente l’armadio di mia mamma -con sua grande sorpresa!-)
    Colgo l’occasione di questo post per dirti tutto questo, per farti i complimenti per la passione e la dedizione che metti in questo blog e per augurarti ogni successo possibile.
    Sono sicura che ci sono tantissime altre lettrici silenziose che non vedono l’ora di leggere ciò che di bello scrivi.
    Chiara

  7. Ciao Giulia!
    Sono un’altra di quelle che ti ha cominciato a seguire da quando eri in Francia!:) mi fa quasi strano pensare che è da così tanto che ti seguo, chissà come ti avevo trovato poi! In ogni caso, quello che ho notato io leggendo il post a un primo impatto, è che eri più colorata… invece ora la sensazione di vederti, per quello che ci mostri, con una linea più minimalista anche in fatto di cromie. Non che questo sia sbagliato, anzi!! Poi, ti parla una che con la moda in sè non ci è mai andata molto d’accordo, ho un mio stile ma tendo più a sembrare una scappata di casa, come dicevano altre ragazze più su xD e proprio per questo ti seguo sempre perché ti trovo una persona intelligente, colta, con un proprio stile e una propria personalità mai banale, che ne capisce di quel mondo lì e da cui imparo sempre. Per farti capire, l’altro giorno ho deceduto alle tentazioni di Zara perché c’erano dei vestitini troppo bellini a prezzi molto bassi; ero indecisa tra due, uno in cotone e uno in acrilico… siccome mi piaceva di più l’acrilico che poi ho comprato, ti giuro che ho pensato “Giulia perdonami per questa volta!” xD

    Detto questo, probabilmente i tuoi sentimenti riguardo al come vestirti riguardano dal mio punto di vista la tua attuale situazione sia lavorativa, quindi a quanto la moda sia comunque parte integrante del tuo pane quotidiano e non sia più una cosa ‘esterna’ come poteva esserlo quando andavi a scuola, sia di età nel senso che come diceva qualcun’altro, sei tu poi a essere diversa ora, hai altri pensieri per la testa, altre cose che ti prendono, e in un certo senso non vuoi/puoi dedicare così tanto tempo all’aspetto più ‘giocoso’ del crearti i look… Anche se magari era proprio questo aspetto ad averti fatto intraprendere il percorso che ti ha portato fin dove sei ora.
    Io una sensazione che posso dire simile l’ho provata con il creare gioielli a mano: purtroppo ora ho accantonato tutto, però una volta mi perdevo anche solo a fare dei tentativi con fil di ferro e perle… ora non ci combino più nulla, ma rimango comunque appassionata e seguo tante creatrici. Non lo so… magari è solo un ‘periodo’, per così dire, che ti sta facendo riflettere e maturare per una nuova evoluzione, come dice Angelica nel suo commento (che sottoscrivo in toto tra l’altro)?

    Comunque, devo fare delle osservazioni sui tuoi outfit: il vestito di lana simil Chanel con i bottoni dorati, bellissimo; fantastici gli outfits per le serate al Plastic, non so se li avevi pubblicati perché non me li ricordo ma stra belli!! Almeno su te mi piacciono molto. Il cappottino celeste chiaro di nonna è super, sembri Jacqueline Kennedy! Per quanto riguarda i look estivi, a primo impatto ho pensato: “voglio vestirmi anche io così!!”, e mi hai fatto venire voglia di comprare una camicia simile al tuo primo outfit. I sandali regalo di tua mamma me li ricordavo invece!
    E mi piacciono un sacco i jeans che hai nell’outfit con la maglia a righe, sembrano comodi! Questo, per aggiungere che mi hai passato pure la fissa del jeans perfetto stretto ma non troppo e continuo a cercare IL modello giusto che sembra introvabile xD
    Non ho ancora provato in mercatini di seconda mano/vintage: mi sa che saranno le prossime tappe!

    Ora taglio corto questo papiro che è meglio!xD
    un caro abbraccio,
    Chiara 🙂

    1. Grazie Chiara, che bello sapere che mi segui da anni e anni, mi fa super contenta 🙂
      NOOO ZARA NOO!! hahaha scherzo, mi fa ridere che tu mi abbia pensata.
      Grazie per il commento così lungo e ti consiglio caldamente i mercatini, si trova sempre qualcosa!

  8. Quanto mi piace leggere i tuoi post. Sono davvero belli e mi diverto. Questo è il bello dei blog, anche se purtroppo in tante non leggono quasi mai i post, ma mica dobbiamo essere come loro, no?
    Comunque ritornando al tuo discorso, non so, a me piace sempre spendere e fare acquisti. Però dall’altra parte dico che è vero che ci siamo omologati un po’ tutti, io per prima. Vanno di moda le Superstar e sei già in negozio e comprarli, le Stan Smith anche. Nonostante ciò cerco sempre di creare degli outfit personali che mi rispecchiano in tutto e per tutto.
    L’abito in stile Chanel qui sopra è davvero carino e che storia la pelliccia a due euro. Però la bravura è proprio questa: riuscire a creare degli ottimi outfit spendendo poco, con i marchi e i grandi brand sono capaci tutti.
    Buona serata,
    Eni
    Eniwhere Fashion
    Eniwhere Fashion Facebook

  9. Adesso di sembrerà di avere improvvisamente tutte fan silenziose come me che si palesano causa post nostalgico 🙂 Anche io ti seguo dal 2009, mi ricordo ancora quanto ero emozionata per te quando venni assunta da Rondini, mi ricordo benissimo i sandali beige Lanvin e i fiocchi multicolor. Ti basti sapere che il lunedì per me non è così tragico grazie al general mix of the week 😉
    p.s. sono la pazza che ti chiese consigli quando era il momento di scegliere l’università
    Beatrice, una tacita fan

  10. Cara Giulia,
    io sono una tua nuova fan 🙂 ti seguo da circa un anno, ma ho letto tutti i tuoi vecchi post, TUTTI!
    Volevo dirti che a volte capitano anche a me questi momenti nostalgici/malinconici (saranno i 30 che si avvicinano?).
    Anche per me la comodità ora é fondamentale, mentre 10 anni fa non lo era per niente. Riguardo le vecchie foto e penso “com’ero fica!”
    Comunque, potrai anche essere meno originale di prima riguardo il tuo modo di vestire, ma di sicuro ora sei più elegante, attenta ai materiali e selettiva. Questo è quello che mi arriva, almeno.
    Grazie per avermi fatto conoscere tante cose (martin margiela, uno su tutti) e per tenermi aggiornata sulle ultime tendenze.

    Ciao,
    Olivia

  11. Sei fonte di stimoli since 2009 e questo post nostalgico-razionalista è bellissimo!
    Com’era emozionante la serendipity ai tempi di flickr quando si scovavano personaggi super freak che postavano dall’Illinois e dal nevoso Canada.
    Bisou,
    S

  12. Giulia, il tuo è il mio blog preferito dal 2009 e ammetto di essere stata un po’ gelosa ultimamente perchè ho notato che è molto più popolare (forse grazie a snapchat?), come quando una cosa che ti piace tanto comincia a piacere a tutti (wes anderson!). ovvio che, ammesso che abbia notato bene e non sia solo una mia impressione, te lo meriti per tutte le qualità che il blog ha e che hai tu. Ti seguo da allora e a volte ho nostalgia di alcuni post o di alcuni tuoi look e li vado a riguardare.. altre volte mi chiedo “eh ma se Giulia un giorno dovesse chiudere il blog che si fa??”. insomma questo per dirti quanto io apprezzi quello che fai e quanto sia stato carino vedere oggi queste foto!
    PS. anche io da qualche anno ho perso la voglia di accoppiare/creare/pensare, probabilmente fa parte del processo di maturazione, si ha maggiore consapevolezza, si vive in ambiti diversi, si ha meno tempo ..chissà! (mi si è spezzato il cuore quando ho visto che vendevi i tuoi fiocchi!!)

    1. haha adoro questo commento, anche io sono gelosa di cose che scopro e poi fanno successo! Purtroppo questo non è il caso mio però, hahaha 🙂
      che amore che sei, grazie!! Nemmeno io vado a riguardarmi i vecchi post, pensa tu! Grazie mille, lo apprezzo tantissimo
      (eh si lo so, anche a me dispiaceva per i fiocchi ma proprio non mi ci vedo più… almeno per quelli colorati, uno rosa e due o tre neri li tengo!)

      1. Sottoscrivo ogni riga del commento di Giulia, e anch’io penso tu non abbia il successo che ti meriti (-> perchè non fanno commentare a te la notte degli Oscar?!?). Ti seguo da quando trovai un link dal blog L’armadio del delitto, forse linkava la tua foto pubblicata da Scott Shuman: livello stalkeraggio pro!

  13. ciao Giulia, il tuo blog e’ molto bello perche’ si occupa dallo stile in generale, nel cinema, nei libri, nella vita a tutto tondo, pertanto crea un ponte fra cose che gia’ si sanno e situazioni piu’ underground.

    In effetti lo stile che hai maturato oggi e’ piu’ minimal, e forse questo post dubbioso significa che stai iniziando un tuo personale nuovo corso evolutivo.

    E’ il momento di farsi qualche domanda in piu’, forse ti stai evolvendo, ma non hai ancora preso una forma definitiva.

    E comunque l’ ambiente circostante non aiuta, soprattutto quando si diventa degli insider; come nella musica, anche la moda sta prendendo un costo troppo incentrato sullo stupire a tutti i costi anziche’ creare qualcosa che ci migliori.

    Musica brutta e manipolata solo dai quattro indie piu’ famosi, moda brutta e manipolata dai brands: alla fine chi propne qualcosa di bello ma poco conosciuto rimane nella nicchiae diventa difficile da scovare.

    Che dirti, si, si puo’ avere una grande passione per qualcosa ma spesso questo qualcosa non ci cattura pui’ come una volta…ma forse non e’ lo svanire di una passione ma il suo evolversiin una forma differente.

  14. Sto vivendo un momento molto simile… il processo era già iniziato ma è grazie a te, al tuo articolo riguardo the true cost (visto 3 volte in 3 giorni) che ho dato la definitiva svolta al mio modo di vedere la moda e i vestiti. La storia è sempre la stessa, gira la moda gioco preferito da bambina, riviste su riviste, collage di immagini appiccicate all’armadio della cameretta (ciao pinterest), blog di tizia e caia, inizi a sognare di essere vestita come tizia e caia, poi a Parma aprono H&M poi Zara poi Mango, poi non capisci più niente perché hai troppi input, troppi vestiti a poco prezzo da poter comprare (costa poco, tanto al massimo lo metto 2 volte e lo caccio via, chissene se è 100% acrilico), vestiti che effettivamente poi compri e non sai nemmeno perché, forse perché assomigliano a quelli di tizia, accumuli roba per poi regalarla la stagione successiva, riaccumuli, riregali, finchè poi black out.
    Sto rivoluzionando tutto, il mio armadio, il mio modo di pensare, me stessa. Sto sfruttando cose di mia mamma, mia nonna, cose meravigliose che paradossalmente usavo molto di più a 18 anni rispetto ad adesso che ne ho 30. Giro per mercatini, acquisto su depop, vado in negozi meno battuti ma soprattutto, e questa e la parte più difficile, sto smettendo di comprare/desiderare una cosa solo perché il 90% delle it girls la indossa. Della serie magari qualcuna mi piace davvero ma perché rispecchia il MIO gusto e non quello di qualcun’altra. Vorrei ritornare ad essere quella ragazza che al liceo si vestiva senza guardare le altre ma con la consapevolezza della me di adesso, per giocare alla moda nel suo senso più vero, vale a dire la libertà di esprimere realmente se stessi come cacchio ci pare. Grazie per l’ennesimo spunto di riflessione, un abbraccio!

    1. Grazie a te per il commento, sono d’accordissimo! Stesso processo tuo e spero stessa evoluzione.
      Sono contenta che il post su the True Cost abbia fatto riflettere anche voi, era il mio obiettivo

  15. Oltre ad aver letto il post ho letto tutti gli splendidi commenti lasciati fino ad ora e non posso che essere dispiaciuta di averti conosciuta solo l’anno scorso, ma da quel giorno ti leggo tutti i giorni (e commento anche spesso, con un dono della sintesi pari a zero, pardon!).
    Non avendo visto questa tuo cambiamento non posso giudicare, ma mi sento di dirti che cambiare è normale, chi rimane uguale a sé stesso per tutta la vita in qualche modo si perde qualcosa. Con questo non significa che devi accontentarti di quello che sei ora se non sei soddisfatta, ma riscopriti per quella che sei ora senza guardare troppo al passato. O meglio prendi dal passato quella curiosità, quella voglia di scoprire, di distinguerti, ma riadattandole alla te di adesso.

    Andando un attimo fuori tema, non so a quando risalgono quelle foto avendoti conosciuta da poco, ma sembra non esserti passato un anno! E rivaluterei la frangia, ti dona molto.

    PS. cappotto celeste della nonna stupendo.

    1. è vero sono bellissimi e non mi dispiace per niente leggere quelli anche non sintetici, anzi!
      Grazie mille, sei molto gentile 🙂 La frangia purtroppo è troppo scomoda per i miei gusti!
      Il cappottino lo metterò in questo periodo allora, hehe

  16. Ti seguo da sempre! Grazie a te ho scoperto il mondo dei blog e ho cambiato modo di vestirmi inconsapevolmente. A me piacevi prima e piaci ora, non sei mai banale e mi piacerebbe tantissimo parlare di cinema con te (sono cresciuta in un cinema, mio nonno mi ha lasciato in eredità un cine-teatro vecchio stampo in una piccola città e purtroppo sarò costretta a chiuderlo perché ho poco tempo e soprattutto perché la gente non viene al cinema!!!) insomma anche se, come tutti, sei influenzata dalle mode del momento stai pur certa che ti distingui dalla massa! Approfitto di questo post per dirti grazie per tutte le dritte e gli spunti che offri da anni!
    Serena

      1. Amica complimenti per questo post pazzesco. E io me li ricordavo tutti i tuoi look 🙂
        No vabbè se io avessi un cinematografo mi ci farei murare dentro viva!! La programmazione sarebbe ovviamente 24/7 classici americani. Mi raccomando chiamatemi quando parlate di cinema! Serena se ti interessa il cinema passa a trovarmi sul mio blog http://blogfrivolopergenteseria.blogspot.it/

  17. Ciao Giulia! Anche io ti seguo ogni giorno da tanti anni e anche io noto questo “appiattimento” nel tuo stile…personalmente credo ti donassero molto di più gli outfit sopra..cosi autentici, stilosi e divertenti.. sei una bellissima ragazza con un non so che di altri tempi e secondo me il piglio vintage ti si addice molto di più. Contenta di questo post..forse è il segnale di una riscoperta :)..un abbraccio!

  18. Ohhhh Giulia, mia cara Giulia! Sai che proprio qualche giorno fa sono andata a spulciare gli archivi del tuo blog?! Ti seguo da sempre, dai tempi di Parma, della Francia, dei fiocchi e dell’America… Quanto invidiavo le tue trovate vintage e ho sempre amato il tuo modo di vestire, anche ora che sei minimal e che gli outfit sono passati in secondo piano nel tuo blog fantastico. Credo tu sia una delle “blogger” più preparate e con un gusto personale deciso e poco influenzabile dal mainstream. Continua così, non ti fermare che io sono dipendente da Rock’n’fiocc 🙂 baci, Fabiola

  19. Da quando ti ho scoperta, ovvero da un anno, mi hai fatto scoprire tantissime nuove cose e te ne sono davvero grata. Secondo me proprio perché sei così informata, riflessiva e “te stessa” che ti senti annoiata dall’evoluzione della moda; penso che una volta essere alla moda significasse più essere sé stesse, avere il proprio stile, totalmente personale; oggi stare al passo significa comprare nei fast fashion, avere tutte il bomber, i mules o insomma qualsiasi altro capo it della stagione.
    Secondo me un esempio lampante si ha anche solo guardando le it girl di qualche anno fa e le odierne: se prima Kate Moss usciva con un abito shimmer quasi completamente trasparente e le spalline accorciate con un nodino, oggi CF non la si vede senza la nuova Gucci, Celine, LV, non si ha più uno stile proprio, ci si veste con un’accozzaglia di capi “giusti” e basta.
    Secondo me è molto facile cadere in questa “trappola” per mille ragioni: pensi meno a quello che ti devi sbatter addosso, non serve più avere fantasia, perdi meno tempo ed è molto più economico, Zara replica dopo 2 giorni la maggior parte dei pezzi che escono sulle passerelle e non.
    Per me è anche molto frustante il fatto che non si distingua più, o quasi, la qualità dei capi, la bellezza di un abito fatto con cura, le rifiniture dei cappotti di una volta, il Made in Italy, l’originalità di qualcosa che hai solo tu, che contraddistingue SOLO te.
    Non so se si capisce quel che penso, ma penso che tu sia una delle POCHISSIME ad essere ancora sé stessa, chiaramente sei influenzata, ma vedo ancora originalità, passione, unicità in quello che fai e in come ti vesti.

    Se tu avevi Alexa Chung come fashion icon, io posso dire di aver te

    1. piango!!! Che bel commento, grazie per esserti presa del tempo per scriverlo!
      Hai ragione e l’esempio di Kate Moss è azzeccatissimo, oggi non succederebbe più. Forse dato che non c’erano social media, paparazzi ovunque e messa in piazza delle foto ogni due secondi, la gente se ne fregava di più e non voleva essere perfetta a tutti i costi.
      E hai ragione, sono sconvolta dal fatto che nessuno guardi le composizioni dei capi e che non si renda conto che il 90% della roba in giro è veramente una m****.
      Grazie ancora!

  20. Anche io ti seguo da sempre, praticamente da Fotolog! E mentre ero ancora alle prese con le zeppe della Fornarina, tu eri già giustissima e sapevi mille cose di moda. Non ti ho più lasciata.
    ..secondo me è un fatto anche di età, all’epoca eri sicuramente più spensierata e avevi molto tempo per sperimentare. Crescendo purtroppo (o per fortuna, chi lo sa) le priorità cambiano e con loro anche il modo in cui ci interfacciamo alle nostre passioni. A 17 anni non avevo paura di indossare una schifezza trovata all’usato, ora dopo 11 ore al lavoro semplicemente non ho voglia di cercare, mi faccio mille paranoie e finisco con il comprare solo abiti neri informi tipo Cos. Voilà!

  21. …. ho dimenticato una cosa: i tuoi outfit passati sono attualissimi, io mi vestirei come sei vestita tu in tutte le foto che hai postato e questo secondo me significa che se si ha il proprio stile, che prescinde dal comprare da Zara oppure Chanel, si è sempre cool e mai fuori luogo.

  22. Che bello vedere i tuoi outfit passati. E che belli i tuoi outfit. Ti seguo dal 2010 e anche a me piace l’evoluzione del blog, non si può essere sempre uguali a se stessi ( ” hi guys ” tanto per dire, è carino per un pò poi stufa!). Ho seguito i tuoi consigli sui libri ( Roth d esempio), ho letto la Kondo e utilizzato il suo metodo, non compro più nelle catene del fast fashion, e in generale ho sempre cercato pezzi negli armadi di nonna e mamma che hanno cose vintage che adesso non potrei permetetrmi di comprare (bluse di pura seta, giacche valentino, borse di coccodrillo). Tuttavia in effetti anche io noto una certa noia , prima, cioè fino a 3, 4 anni fa non facevo altro che pensare come abbinare la roba, cosa mettere. Adesso non mi va e in effetti sono sempre vestita uguale,di nero, un corvo dice il mio fidanzato.Non so perchè ma credo che vedere sempre roba nuova da zara, mango , h m , le cose che potrei permettermi, e notare quanto in effetti sono di bassa qualità, fare il confronto con la roba di qualità, capire che è troppo costosa, beh tutto questo forse fa passare la voglia. Mi riprometto però di ricominciare a vestirmi con più attenzione. Mi sono dilungata troppo, scusa. Se riprendi a postare outfit mi fa piacere. Mi ispiravi.

  23. purtroppo non ti seguo dal 2009, ma da 3-4 anni. adesso voglio andare a recuperare a ritroso tutti i tuoi post allora! a me piaci sempre, forse i look che adotti adesso, un po’ più minimalisti sono più adatti alla tua età di ora, non so. hai fatto bene a non buttare niente di quello che avevi acquistato. la frangettona mi piace un sacco, dovresti rifartela!
    quando nomini la tua mamma (ora che sono mamma) mi viene sempre una roba al cuore. ricordo quel post di un po’ di tempo fa.

    1. va bene lo stesso, i post vecchi erano davvero indecenti haha! si concordo, decisamente ero più giovane (e senza obblighi di andare in ufficio!)
      grazie mille 🙂

  24. No ma Giulia i look per il Plastic pazzeschi! Ti rivoglio così! 🙂
    E’ una riflessione interessante che ho fatto anch’io di recente. Ripensando ai miei anni del liceo e dell’università dove ero “quella vestita un po’ strana”, tra mesi di total black e borchie da metallara. Dove non mi interessavano né mode (pur seguendo la Moda) né designer e scovavo chicche al second hand. Anch’io oggi mi sento tanto banale e non me ne frega più niente di cosa mi metto tanto non è mai “abbastanza”. Davvero dobbiamo ritrovare qualche stimolo migliore in più!

    1. hahaha mi impegnavo di brutto e non ho postato quelli peggiori!
      eh si… mi chiedo se bisogna impegnarsi per (ri)trovare l’ispirazione o se cadrà dal cielo in qualche modo!

  25. Io credo di seguiti dal 2009, ho commetato raramente ma i tuoi look di allora li stra adoravo e anche quelli di ora! Molti abiti che hai mesdo in vendita te li ho invidiati e peccato non aver la tua taglia sennò te li prendevo io, ma qualcosa effettivamente ho preso da te…. i rayban che amo alla follia e ho sempre.

    manu

  26. Lo aspettavo tanto questo post! Ma che belle tutte le foto che hai messo! Mi piacciono tutti gli outfit dal primo all’ultimo e invidio tanto il fatto di avere originalità e fantasia per creare il proprio stile. Io mi sono sempre sentita come ti senti tu in questo momento. Io non lavoro nella moda e non me ne intendo per niente, però mi piace tanto, mi piace cercare i capi che mi rendano felice e che mi stiano bene. Ma non credo di avere uno stile definito. In alcune giornate mi guardo e mi sembra di essere una scappata di casa. Comunque il tuo è sicuramente un periodo, i periodi di transizione sono sempre i più difficili. Magari, invece di prendere ispirazione dalle altre fashion icon, studia le tue vecchie foto e riprendi ispirazione da te stessa. Comunque eri figa 10 anni fa ma sei figa anche adesso in jeans e maglietta 🙂

    1. hahaha anche io mi sento sempre una scappata di casa!
      Brava hai ragione, Amelie Sauvé spostati, Giulia del 2009 fatti avanti 🙂
      grazie mille, troppo carina!

  27. Giuli quanto mi rivedo in quel che dici e quanto mi trovo d’accordo.
    Sarà che oggi siamo tutti “alla moda” e tutti si cerca solo di seguire il Trend della stagione, e quello che le catene a basso costo propongono. Trovo quasi tutto noioso là fuori, seppur faccio tanta ricerca per non stancarmi mai e vivo in una città stimolante sotto questo aspetto, spesso trovo noiosa pure me stessa! 🙂
    Anche io come te anni fa MAI avrei esitato a scegliere cosa indossare al mattino, mi vestivo praticamente solo dalla Nico (negozietto di seconda mano in Ghiaia a Parma)passavo pause pranzo liceo a scegliere camicie, outerwear e accessori per non parlare dei mille ankle boots presi su Etsy dall’America ( solitamente di taglia sbagliata)
    Ricordo ancora quando forse quasi 7 anni fa ormai, prendemmo un caffè in centro a Parma.. Praticamente solo per scambiarci colletti in crochet !! 😀
    Un bacio, da chi ti segue da allora.
    Silvia C.

    1. Ciao Silvia!!! Nemmeno sapevo leggessi il mio blog, haha. Certo che mi ricordo, ho ancora il tuo bellissimo set da cucito 🙂
      hahah QUANTI stivaletti ho buttato non puoi capire
      Non so se ti trovi noiosa ma secondo me hai un super stile!
      Grazie per il commento!!! Bacioni

  28. Presente tra chi ti segue dal 2009! Chissà come ti avevo trovata!
    In effetti mi hai ricordato che mi piaceva un sacco vedere i tuoi post di outfit – avevi stile da vendere e la passione di cui parli si vedeva! – anche se non ho nulla da eccepire su come poi si è evoluto il blog che è rimasto sempre il mio preferito. Ciao amica mia a tua insaputa 😉

  29. Ti dirò, poco fa ho pensato anche io le stesse cose. Io non lavoro nella moda e non è che m’interessi tantissimo. Mi piace però vestirmi bene, essere “a modino” come si direbbe. Ultimamente anche io mi sono sentita un po’ piatta, senza stimoli. Riguardando le foto di qualche anno fa però mi sono fatta un po’ invidia. Innanzitutto perchè tutti mi facevano i complimenti e poi ho pensato che ero veramente bella. Secondo me il vero male di tutto ciò sono le catene low cost. Io ho sempre comprato seconda mano su eBay e l’ho sempre adorato, perchè come dici tu, alla fine scovavo cose uniche, dei veri affari. Io ho più o meno la tua età e secondo me è anche una questione di fasi della vita. Nel senso che ogni tot anni in un certo senso ci si reinventa. Io ho tanti capi che mettevo all’università che sono restati nel dimenticatoio ma che non ho mai buttato e che ultimamente ho ricominciato a indossare ma in un modo nuovo, con altri abbinamenti o modificandoli. Secondo me non è mai questione di soldi ma di freschezza e originalità.

  30. Ragazza, la Zietta qui presente non può che confermarti: benvenuta tra noi! Tra quelle che dopo anni a sbavare dietro Le Grandi Firme sono tornate a divertirsi a frugare nei mercatini second hand, nei vintage shop, nei Saldi fuori porta, negli armadi di parenti e conoscenti. A entusiasmarsi per il Vero Affarone trovato per caso, per le “cosette” firmate che volevi da tempo e trovi “casualmente” nella taglia e nel colore tuoi e magari scontate. Benvenuta tra quelle che quando trovano un negozio con marchi alternativi o artigianali o non banali quasi quasi vanno a ubriacarsi per la felicità. Il divertimento sta forse nella ricerca e dopotutto sono questi i nostri giocattoli. Continuiamo a giocare. Prima o poi ci conosceremo di persona. Ciao cara.

  31. Ti seguo da parecchio tempo, quando eri in Erasmus, e ho visto il processo di cambiamento del tuo stile e del tuo blog.
    Voglio essere brutalmente onesta perché mi piaci e il tuo è l’unico blog che seguo ogni santo giorno, il primo che guardo appena accedo a internet: non hai un tuo stile, vuoi imitare le “giuste” -per citarti- e non sei spontanea. Cerchi di stare lontana dai trend ma non guardi la tua figura, vedi ciò che indossano le giornaliste, buyer&co. e ti ci infili dentro. Credo che la questione principale sia che non ti fai influenzare dal loro stile, ma dai loro vestiti e a volte sei scontenta perché addosso a te gli indumenti non stanno come a loro. Guardi il dettaglio e non il generale. Spero di aver espresso bene il concetto, a volte è chiaro solo nella mia testa, purtroppo. Forse, secondo me, ti converrebbe fare un passo indietro, a quando la moda era una passione e non la brama di un oggetto di una specifica forma, per stare più serena e riuscire ad avvicinarti all’armadio la mattina con l’idea di stare bene. Io lo chiamo metodo sticazzi: potrebbe esserci un dettaglio che non è perfettamente in linea con ciò che avevo in mente per la mia immagine, ma sticazzi, ho altro da fare che pensare a quali altre scarpe potrebbero stare bene con questo vestito. Pensa alle tamarre con le spalline trasparenti in vista: fanno orrore, è vero, ma quanto son tranquille quando escono di casa senza paranoie? (:
    Con affetto
    Giulia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *