Schiava della moda

A tutti noi piace pensare che siamo unici, originali, innovativi. Nella moda specialmente, a noi quella cosa piaceva prima che piacesse a tutti, la volevamo prima di tutti, l’abbiamo vista prima.

HA HA HA!

Forse questo discorso può farlo qualcuno:
1 con molti soldi da spendere in vestiti
2 che fa il trend forecaster
3 che gira il mondo
4 che va a tutte le sfilate e quindi ha ben presente cosa andrà di moda di lì a 6 mesi (vederle su Vogue.com non è la stessa cosa, ammettiamolo)

Tutti noialtri saremo inesorabilmente TUTTI vestiti uguali, perché compriamo nelle catene, che copiano malamente quello che gli stilisti hanno mandato in passerella mesi prima.

In più, magari tanta gente pensa di essere trendsetter e non sa che si sta mettendo quello che è apparso in passerella 4 stagioni fa, che le fashion insider indossavano 3 stagioni fa, che è apparso nei negozi per noi comuni mortali solo una stagione fa (esempi: il rtorno dei Levi’s 501, il bomber, le scarpe da nonna).

Io sono quasi sempre tagliata fuori da questo meccanismo, non spendo per avere i must di stagione perché sono lenta: li guardo e li riguardo su internet senza decidermi a comprarli, fino a che non sono fuori moda e poi come vi anticipavo qui ho deciso che non comprerò più nelle catene (vorrei tenere fede a questo proposito per un anno intero, così poi da poter scrivere l’articolo “Non ho comprato niente nel fast fashion per un anno, SI PUO’ FARE”, con relativa lista di acquisti fatti altrove), quindi niente capi alla moda per me quest’anno (tranne le scarpe da nonna che ho comprato a fine 2015 in vista della primavera, delle quali mi sono subito pentita)

Come sostengo sempre, se avessi i soldi MI VESTIREI DA TROPPO BENE. AH, COME MI VESTIREI BENE! Selezionerei i capi che più mi piacciono da Marni, da Margiela, da Aspesi, da Miu Miu, da Jil Sander (i primi nomi che mi vengono in mente perché sono andata a sbavare in questi negozi recentemente. Brutto per un’appassionata di moda rendersi conto di non potersi permettere nemmeno una collana in tutti i brand sopracitati). Allo stesso tempo però credo comprerei anche i capi che vanno più di moda, perché li ho sempre sotto gli occhi, perché a forza di vederli mi piacciono, perché mi sentirei giustissima.

Ecco dunque la wishlist dei sogni per la Primavera 2016 di una che non va alle sfilate e quindi è poco cool.

Per la prima volta non inserisco nessun jeans che vorrei perché come forse sapete se mi avete seguito su Snapchat, i magici, santissimi, generosissimi, adorabili ragazzi di Berto me ne stanno facendo un paio su misura, che spero risolverà tutti i miei problemi e metterà fine alle mie infinite ricerche

ABITI:

Aspesi

Con tutta la femminilità che mi caratterizza, la prima cosa che mi viene in mente di volere se penso all’estate è un bel pigiama o un suit in tessuto morbido e leggero, come uno di quelli di Aspesi

BORSECélin

lo so, originalissima, scelgo Céline. Non è colpa mia, non mi piace niente altro! O meglio, diciamo che non conosco altre borse perché non mi guardo intorno, tanto non ho 2000 euro da spendere per un pezzo di pelle, quindi perché farsi del male facendo ricerca da Bottega Veneta. Almeno però non ho scelto i modelli più comuni, riconoscetemelo (anche se penso che la Trio sia la borsa perfetta)

Céline 2

Anche una qualsiasi di queste potrebbe andarmi bene

SCARPE:

Céline 3

Fanatica delle ugly shoes come sono, vorrei le scarpe con l’elastico. Mi ricordo perfettamente quando in un general mix of the week ho preso in giro queste scarpe definendole orrende (specialmente quelle con il campanaccio) ed ora eccomi qui, che le provo in Rinascente e mi rendo conto che la pelle è BURRO. Sono la comodità fatta scarpa e pure con un po’ di tacco (per 700 euro). Quelle a destra sono leggermente meno brutte ma esageratamente lunghe. Questo mi impedisce di volerle? ovviamente no.

Scarpe

Le ballerine perfette? Miu Miu. In satin, con lacci e cinghie che le rendono meno leziose di quello che di solito le ballerine sono. E poi le bow sneakers di PORTS1961, molto meno banali delle Adidas (e purtroppo cinque volte più costose), non così viste e facili da infilare (questa è la pigra in me che parla)

GIACCHE:

giacca

Vorrei solo una giacca comoda e semplice, niente chiodi rigidi che non si possono chiudere, niente cappotti lunghi fastidiosi, qualcosa di corto come questa Comme des Garçons Girls con ruches (utilissima perché antivento e con cappuccio – c’è anche rosa) e quella Sportmax bianca, perché in primavera mi sono largamente stufata di vestirmi di nero

E DATO CHE SONO TROPPO COOL:

Immagine2

Questo inutile abito Miu Miu da mettere sopra i pantaloni o altri abiti. Ve l’ho detto che sono schiava della moda.

25/03/2016

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12 pensieri su “Schiava della moda

  1. Abitaiamo in Italia dove ce pieno di outlet, negozi italiani dove si possono comprare veramente molto belli capi e anche di buona qualita. Anche io cerco di non comprare fast fashion e specialmente le cose che sona state fate a China, Banglades o Cambogia- dove povere operaie sono molto sfrutte.
    Se volete che vi passa un po di voglia di comprare questa robacia quardate il film: ” the true cost” – si puo vedere su netflix magati anche su youtube.

  2. Ciao Giulia, sai a volte penso che avere la moda come passione sia una fonte di frustrazione senza fine, perché a meno che tu non appartenga già a “quel mondo”, o non sia una super eletta che è riuscita a entrarci, devi rinunciare alle sfilate e a un sacco di acquisti di un certo livello. Il tuo proposito di non comprare nelle catene lo condivido, ma al tempo stesso credo sia utopistico, non penso che io ce la farei. Come quelle che dicono: “Meglio un capo di qualità che dieci scadenti”. Sì, grazie, ma i giorni della settimana sono 7, e io non sono Marge dei Simpson! Quindi in un modo o nell’altro se non si hanno grandi possibilità economiche bisogna ripiegare sulle catene “low cost” (che poi anche sul “low” avrei da ridire, considerando la qualità di quello che compri…). Adesso ad esempio sto cercando dei pantaloni semplici (neri o blu) dritti, di quelli taglio elegante, classico, che adesso si mettono con le sneakers o che comunque vanno bene in contesti casual. Ne ho preso un paio “low cost” ma dopo averlo indossato una giornata mi sono finalmente resa conto che il taglio è orrendo, e avrei dovuto lasciarlo dov’era. Suggerimenti su dove potrei guardare? Grazie
    Silvia

    1. Ciao Silvia, hai ragione, i giorni sono 7 e anche io penso che con pochi capi non si vada da nessuna parte! Bisogna cercare un compromesso tra cose davvero belle ed altre un po’ meno belle ma non completamente scadenti.
      AH, IL DILEMMA! Ci ho scritto un post, ovviamente http://www.rockandfiocc.com/2015/archive/categorie/moda/cose-che-mi-piacciono-pantaloni-neri perché anche io li cerco sempre. Al momento sto indossando quelli di un marchio italiano che ho comprato in Cina, si chiama YU ma non lo trovo online. Da &otherstories ne avevo preso un paio o due, stando attenta a stare lontana da quelli 100% poliestere. Anche Max&Co ha dei tagli abbastanza classici non male! Altrove purtroppo non li ho visti

  3. Posso dirti una cosa che penso sinceramente? Tu non hai bisogno di questi capi alla moda, costosi e inutili, perchè tu possiedi due cose che non si vendono in nessun negozio e che si chiamano personalità e cultura, saper stare al mondo (ben vestite certo) è molto più importante di apparire, quello lascialo fare alle blogger marchettare (concedimelo) di cui è pieno il web!

    1. No sono di Torino. Sapessi quante figurine alla moda con abiti costosi conosco che non hanno un briciolo di spessore, la forma è importante non lo metto in dubbio ma la sostanza di più!

  4. Sono anni che mi dico di non comprare più nelle catene. Ma la verità è che il mio badget di max 40 euro a capo ( se non qualche rara eccezione scarpe, cappotti, etc) non mi permette di fare acquisti da nessuna altra parte.
    I primi anni a Milano cercavo spesso nei mercatini e mi divertivo a spulciare e trovare tesori nascosti, adesso complice il lavoro e il fatto che alla fine tantissima gente compra nei mercatini ergo finisco comunque per essere vestita come tutti gli altri, ho smesso di farmi vedere anche là.
    Sarebbe bello potersi dissociare ma a meno che ipotesi 1 – non diventi in poco tempo la migliore giovane qualcosa, ipotesi 2 – non diventi famosissima nel sapere fare qualcosa di assolutamente inutile, ipotesi 3 – non trovi quel marito ricco e affascinante che mia madre mi prospetta da anni; a meno che non succeda tutto questo mi vedrete ancora passeggiare tra Zara, HM, Cos e le altre ragazze del mucchio.

  5. Io apprezzo davvero il tuo proposito di non comprare piú nei fast fashion, ma poi mi chiedo, comprare da marchi quali L’Oeil non é di fatto la stessa cosa, solo, forse, un po’ piú elitaria rispetto ai peones che non vanno oltre Zara? Senza cattiveria, mi pongo queste domande anch’io.
    Per il resto concordo su tutto.

  6. Non sono un’esperta di moda, ma questa è la mia strategia da un paio d’anni.

    Ho smesso di comprare nelle catene perché 1) non sopporto il poliestere sulla pelle — e la gran parte dei tessuti nelle catene è di infima qualità e dura ben poco in condizione decente, e 2) difficilmente i tagli mi si addicono. Dove compro allora, non disponendo di grandi risorse economiche? Vintage e second-hand — ma aiuta molto il fatto che mi sono trasferita nel Regno Unito.
    Poi quando mi innamoro di un modello visto da qualche parte, e — importante — so che quel capo mi sta bene e lo metterò spesso, faccio un investimento: compro una buona stoffa e me lo faccio fare su misura.

    Non è facile, bisogna essere molto selettivi!

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