3 settimane a Cuba – Parte 1 – prime impressioni e info utili

Quando Venerdì 28 Luglio mi sono caricata lo zaino sulle spalle e ho lasciato l ufficio sotto gli sguardi costernati delle mie colleghe mi sono detta “stai facendo una sciocchezza”. Perché ho prenotato una vacanza di 3 settimane dall’altra parte del mondo, con 15 sconosciuti, con uno zaino di 30 kg sulle spalle (così pensavo, prima di pesarlo all’aeroporto e rendermi conto che erano solo 13) e in un posto dove notoriamente accedere ad Internet è impossibile?

Quest’anno ho deciso di partire per Cuba con Avventure nel mondo, un’associazione che organizza viaggi in tutto il mondo, appunto. Si sceglie una meta, si paga e loro pensano a tutto il resto. Persone sole, single recenti (eccomi qui), coppie che vogliono viaggiare con altre persone, gente che non trova compagni di viaggio: non c’è una sola tipologia di persona che prenota questo tipo di vacanza. Mai avrei pensato di fare un’esperienza del genere, ma dopo una recente rottura con il mio fidanzato, con il quale dovevo andare proprio a Cuba, mi sono detta “ci vado lo stesso”.

La prenotazione del mio viaggio è stata seguita da uno scambio di e-mail tra i partecipanti e una chat comune che subito mi ha messa in allarme: emoji a non finire, discorsi senza senso, parole scritte come solo un ultra quarantenne può fare. Ho deciso volutamente di non indagare sulle persone che avrei incontrato ma di lasciarmi sorprendere. Il Sabato mattina al check in del volo (mi hanno detto “siamo al gate” mentre erano tutti al check in. Brutto segno) non ero per niente di buonumore e il mio animo altamente giudicante ha subito ricevuto una bella botta: non c’è nessuno nemmeno lontanamente vicino alla mia età. Tutto quello che i miei occhi notano sono capelli bianchi, marsupi, scarpe da trekking. Un tizio mi fissa in modo strano da dietro le spalle degli altri, c’è una con i capelli ingellati e un combact look molto anni ’90, un’altra che urla in siciliano e un signore che senza dubbio è più vecchio di mio padre la cui moglie indossa pantaloni che arrivano quasi alle ascelle. Compro subito un Mars dal negozio di dolciumi e me lo mangio in un boccone perché la botta di zucchero immediata mi distragga da questo incubo.

Il volo dura più di 10 ore e sono seduta accanto ad una ragazza praticamente narcolettica, la vedo solo dormire. Ogni tanto mi fa timidi sorrisi ma non ho proprio voglia di parlare. Continuo a pensare di avere fatto un errore madornale, mi manca Michele, mi maledico per non avere scelto una vacanza comoda, in Italia, al sicuro con gli amici.

Arrivati a Cuba bisogna scegliere un compagno di stanza: mi accordo con l’unica ragazza più o meno della mia età, Sara, 35 anni, veneta, sperando che il signore me la mandi buona. Si esce poi in in esplorazione dell’Havana. Non ho intenzione di parlare con nessuno, non ho voglia di conoscere nessuno, voglio solo crogiolarmi nella mia tristezza. Snapchat non funziona, ci sono mille gradi, sono stanca e sconsolata, già ho dovuto dire due o tre volte che sono single da poco e mi sento la persona più sfortunata del mondo.

Questo è stato l’esordio della vacanza. Indovinate quanto ci ho messo a cambiare idea? Circa mezza giornata 🙂

Viaggiare con persone completamente diverse da me è stata un’esperienza nuova e bellissima: nessun fashion victim, nessun fanatico di social media, tutta gente che ha viaggiato in lungo e in largo, con tanta voglia di fare, socializzare, scoprire. Professori, medici, analisti finanziari, impiegati… di tutto di più, provenienti da tutta Italia (e nessuno da Milano). Gente che ha visto il mondo, quindi con un’intelligenza particolare, uno spirito di adattamento molto alto, una voglia di conoscere le altre culture e le altre persone. La differenza d’età non si è fatta sentire: c’erano cinquantenni con più vitalità di certi miei coetanei. Ci siamo mossi con un pulmino per 21 giorni, tutti e 16 insieme, senza mai litigare né stancarci gli uni degli altri (almeno parlo per me). Ora ho amici in tutta Italia 🙂

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Qui sopra, Augusto, il più agé del gruppo.

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Con Maddalena, la mia mamma adottiva per il viaggio. Non credo di avere mai riso così tanto con qualcuno. Ho capito che devo introdurre assolutamente dei napoletani nella mia cerchia di amici.

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Sara, la mia compagna di stanza per tutte e 3 le settimane. Poteva andare malissimo e invece siamo andate d’amore e d’accordo.

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ok forse a volte la differenza di età si sentiva… qui Cecilia fa le parole crociate

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Non che io fossi sempre particolarmente partecipe sul bus, eh

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Ma cominciamo con i

CONSIGLI GENERALI

PRIMA DI PARTIRE E APPENA ARRIVATI

Fondamentale andare al Cuba Point della vostra città e fare il visto! Senza quello non si entra. Arrivati a Cuba la procedura è stata rapida e senza problemi. Il tempo di attesa delle valigie invece può essere lungo (l’aeroporto è abbastanza vecchiotto!). Potete cambiare i soldi all’ufficio cambi dell’aeroporto appena fuori dall’edificio.

TEMPISTICHE

Vedere tutta Cuba in meno di tre settimane è impegnativo: l’isola è grande e una serie di cose che la rendono unica si apprezzano fermandosi nei posti e camminandoci piano. Inoltre magari vorrete anche fare qualche giorno di mare. Vi parlerò del nostro itinerario e dove abbiamo alloggiato nel prossimo post.

GUIDARE

Le guide che probabilmente avrete – Lonely Planet in testa – la mettono giù molto dura su tutta una serie di cose, logistica in primis. Guidare non è poi così difficile, ci sono alcune strade messe male ma niente di impossibile. Non illudetevi però di passare inosservati – cosa che non fareste in ogni caso – ché la targa rossa sulla macchina ce l’hanno solo le auto a noleggio. Le macchine locali poi sono vecchi catorci americani. Forse la soluzione ideale è noleggiare una macchina con autista, se siete massimo in 4 o 5.

Navigatori: per chi ha Android consigliano la app Osmand, che funziona offline e permette di scaricare fino a 7 mappe e mostra anche i distributori di benzina.

INTERNET

A Cuba vi sentirete fuori dal mondo: non si trovano giornali internazionali, in tv si vedono solo canali locali e NON C’è WIFI. In genere, gli unici posti dove si trova sono nei pressi del punto principale ETECSA (la compagnia telefonica locale). Di norma è vicino alla piazza principale e vi accorgerete che c’è la connessione perché troverete decine di persone che usano i cellulari. Non vi preoccupate se non trovate punti Etecsa, ci sono persone che vendono le tessere per il wifi a 5 euro ovunque per le città (per un’ora di connessione). Si cerca la connessione WIFI Etecsa, ci si collega e si entra con username e password che si trovano sulla schedina.

SICUREZZA

La gente è meravigliosa, aperta, cordiale e sempre pronta ad aiutare. Non mi sono mai sentita in pericolo, anche se bisogna dire che giravo sempre in gruppo

MONETA E PREZZI LOCALI

Una volta ritirati i soldi, andate in una Casa de Cambio cubana (Cadeca) per cambiare i pesos convertibili, detti CUC, o “devisa” (la moneta che vi viene data allo sportello di cambio tradizionale, per intenderci) in pesos cubani, detti CUP, o “moneda nacional”. Il cambio è di 25 a 1. Presso le cadecas il cambio è più favorevole rispetto alle banche, ma spesso c’è una lunga fila. La mazzetta di banconote unte che vi verrà consegnata non solo vi permetterà di risparmiare in tutta una serie di ristorantini zozzi e baracchini lungo la strada ma vi darà un punto di vista decisamente più cubano su alcune cose (e cioè che se siete turisti pagherete tutto molto ma molto di più di quello che effettivamente pagano i local). portate sempre con voi il passaporto.

Infarinata di prezzi medi in Agosto (quindi alta stagione ):

  • camera per due in casa particular –> 35-50 euro a notte
  • cena fuori –> 12 euro escluse bevande
  • prima colazione in casa–> 3-5 euro (con uova, frutta tropicale, pane e burro, caffè e latte)
  • una pizza/panino per strada–> 10$ cubani (0.50 cent)
  • i cocktail costano dai 3 ai 5 euro.

HOTEL

A parte i resort vicino alle spiagge più famose, si dorme a casa dei cubani, si affittano cioè delle stanze nelle “casas particulares”. Si possono prenotare via mail dall’italia senza intermediari, via posta elettronica. Se però volete cambiare all’ultimo momento non avrete problemi, anche avvisando via sms. I costi in media sono di 25 cuc a camera, e dai 2 ai 5 cuc per la colazione.

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Come potete vedere, il rosa va di brutto

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In tutte le case ci sono ritratti molto sobri dei figli dei proprietari

 

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la terrazza della nostra bellissima casa all’Havana

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l interno

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e la stanza

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tocchi di classe non inusuali

ZANZARE

Io non ne ho vista una, nonostante il terrorismo psicologico che mi avevano fatto sull argomento.

CIBO

I menu saranno poco variati: i ristoranti (sia statali che privati) hanno quasi sempre le solite tre cose: l’aragosta è mediamente buona, i gamberetti sono gamberetti, il pesce è invariabilmente una fetta di pesce non meglio descritto abbastanza gnucco di consistenza e di sapore dimenticabile. Tipicamente nelle case particolari vi chiedono al mattino cosa volete mangiare la sera. Il menu che abbiamo gustato per 3 lunghe settimane consisteva in una combo di riso-pesce o riso-carne.  La comida criola consta di un piatto principale (in generale maiale, pollo o pescado del dia), più una zuppa, riso bianco e/o nero chiamato congris (riso al quale viene aggiunto un brodo di fagioli neri), platano fritto e verdure crude. A volte portano anche il pane.  Evitate i negozi che sembrano supermercati, con addetti della sicurezza all’ingresso: sono semi deserti e vendono cose inscatolate a prezzi molto più alti della media.

Scordatevi qualsiasi tipo di verdura tranne misere fette di cetriolo. Chiedete sempre il platano fritto di accompagnamento perché avrete fame, tanta fame, e dimenticatevi di mangiare prima di mezz’ora/un’ora dal momento dell’ordinazione: i cubani non si affrettano. Noi cercavamo sempre di contrattare per il prezzo della cena, fatelo anche voi perché i prezzi per i turisti sono decisamente gonfiati.

Vi consiglio di usare i CUP per mangiare per strada! Vendono delle pizzette deliziose alla modica cifra di 0.50 centesimi. Ci sono poi i chioschi che vendono panini al prosciutto formaggio, o crackers in  buste trasparenti.

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sembrano le nostre patatine fritte

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Le pasticcerie a Cuba sono spettacolari: niente frigoriferi, tanti dolci cremosissimi all’aria aperta. Non è raro vedere gente per strada trasportare una torta coperta di panna montata su un vassoio senza copertura

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pollo al cioccolato, uno dei pochi piatti “chic” che ho mangiato

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diapositiva (rubata) della mia faccia davanti all ennesimo piatto di pesce e riso

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Una tipica panetteria, con un solo tipo di pane, panini dolci tipo i nostri al latte

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La tipica colazione alla casa particular: frittata (a cui potete chiedere di aggiungere il formaggio), pane e burro, frutta tropicale (mango, papaya, guayaba e ananas), caffèlatte, frutta. A volte c’è un pudding di latte come nella prima foto, o una tortina all’ananas.

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Sul tetto di una delle casas con un succo di guayaba. I succhi sono sempre di frutta fresca frullata! Indimenticabile quello al mango.

ACQUISTI E SOUVENIR

Non essendoci praticamente negozi è dura fare shopping. L’unico capo di abbigliamento che vale la pena comprare è uno dei tanti vestiti crochet color panna, in mille forme e versioni, che hanno tutte le bancarelle. La moda non è il punto forte dei cubani, sicuramente. Non ci sono catene, gli abiti vengono venduti in certi bazaar ma sono tutti uguali. L unico capo che ho notato spopola tra le ragazze è il sandalo infradito con grosse pietre sopra.

Per i souvenir, comprate i sigari alla fabbrica originale sulla strada per Pinar del Rio (2 euro l uno, non sono nemmeno confezionati) e il Rum “Guayabita ” sempre a Pinar, una bottiglia costa 3 euro ed esiste nella versione dolce o secco.

MUSICA

La radio cubana ha tre canali: 1. Salsa, 2. Musica classica, 3. Discorsi di Fidél. A meno che non siate particolari appassionati di una delle tre cose, portatevi dei cd. Non aspettatevi di trovare generi diversi dalla salsa o al massimo dalla bossanova in locali e discoteche: chi non balla i latini e odia i la musica latineggiante (eccomi) è perduto. La musica si sente ovunque: per strada, proveniente dalle case, nei bar, la sera nei locali dove si balla la salsa. Le canzoni famose sono 3 o 4, le sentirete mille volte durante il viaggio:

Molto famosa a Cuba questa estate era la versione locale storpiata e in spagnolo di “Work” di Rihanna, che purtroppo non trovo online.

COCKTAIL

Non sono una grande bevitrice ma a Cuba non si può non bere i loro coktail tipici: daiquiri, mohito, caipirina, pina colada (con vero cocco e ananas frullati).
Vi stupirò con una lista dei migliori cocktail di Cuba, stilata dopo essermi consigliata con il gruppo:

  • Il daiquiri frozen al Floridita di Trinidad
  • La pina colada al Mercado Artesanal san Jose all’ Habana, servita in un ananas
  • la pina colada al bar “1800” in piazza a Camaguey
  • La pina colada al minibar in spiaggia di Cayo Yutia (si chiama la Juguera)
  • Il mohito al Mirador di Vinales
  • La Canchanchara all omonimo bar di Trinidad
  • La birra scura alla Cerveceria in piaza Vieha all’Haban

L alcool dev’essere meno forte del nostro, altrimenti non mi spiego come sia stato possibile bere almeno 2 cocktail al giorno e non ubriacarmi mai.

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in spiaggia vi portano sempre qualcosa da bere, se volete. Qui con un mohito al frutto della passione

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Qui un letale Espanol, un misto di caffé caldo, rum, creme varie

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Il sopracitato Daiquiri al Floridita (quello rosso è alla fragola), storico locale dell’Havana

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L’originale Canchanchara, un cocktail buonissimo al rum con un dito di miele sul fondo del bicchiere

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La Coca-Cola non arriva a Cuba, quindi si sono inventati la loro versione, la Tukola. Terribile.

I MIEI LOOK

Capirete che essendo partita con uno zaino di 13 kg lo stile non era esattamente la mia priorità: 2 costumi, 3 paia di scarpe, 5 shorts, 5 magliette e 2 vestitini impalpabili erano tutto quello che mi sono portata (ho in serbo un post su come fare una valigia per un viaggio del genere). L’importante per me quando vado in vacanza in questi posti è avere capi freschi e comodi che non si stropiccino troppo nello zaino.

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Ho tanti di questi top in cotone vintage un po’ provenzali, credo fossero di mia madre. Gli shorts sono dei vecchi Zara. In mano ho un daiquiri che mi sogno ancora di notte, tanto era buono.

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Sono molto orgogliosa dei miei shorts con foglie di banana

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Gli shorts sono Replay vintage, i sandali sono le mie scarpe da vacanza, le uso una volta l anno. Sono comodissime, non si rovinano con l’acqua e sono un pelino più belle delle normali Birkenstock. Le avevo comprate dopo avervi consultati in questo post, vi ricordate?

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il top è Zara, la gonna è Issey Miyake, perfetta perché non si stropiccia mai

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I pantaloni larghi e freschi sono di Oysho (scusate la faccia)

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il costume intero è vintage

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gli shorts azzurri sono H&M, le scarpe argento di plastica le mie indispensabili Melissa, che uso in spiaggia e come scarpette da scoglio

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shorts Mango

La prossima settimana passiamo alla parte tecnica: itinerario, hotel e il mare!

07/09/2016

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31 pensieri su “3 settimane a Cuba – Parte 1 – prime impressioni e info utili

      1. vabè nel caso te la ricordi mi fa piacere ke ti ho aiutato a recuperare una canzone (anke se un po’ tamarra..) ke ti ricorda questa bella esperienza di viaggio 🙂
        cmq anke io come molte altre ke ti seguono aspettiamo la II parte 😉 baciii **

  1. Ciao Giulia, a giugno andrò due settimane a Cuba e soggiornerò nelle case particulares,volevo chiederti il nome della casa in cui hai soggiornato tu all’Havana perché ho visto le foto della terrazza e me ne sono innamorata!Grazie e complimenti per il tuo blog!

  2. Ciao Giulia,
    adoro i resoconti dei tuoi viaggi, le liste su excel e le fotografie
    ma la parte 2 del viaggio a Cuba non la pubblichi più?
    sto organizzando il mio viaggio a Cuba e i tuoi consigli sono sempre molto preziosi!
    grazie
    Federica

  3. Ciao Giulia,

    quando scriverai la parte II. Stiamo aspettando.

    Sono molto belli e dettagliati i tuoi racconti. Ti seguo sempre.

  4. Ormai un anno fa ho passato una settimana intera a l’Havana ed è stato stupendo, proprio come trasmetti dal tuo post, scoprire la loro quotidianità! Di pollo-riso-fagioli non ne potevo più, ma dei dolci, sia pannosi tipo trileche che il puddin arroz con leche, e panini medianoche non ne avrei mai abbastanza!
    Complimenti per esserti buttata, anche se sola, ad affrontare il viaggio che avevi scelto! Sei stata ricompensata con nuove amicizie: offri un esempio stupendo!

  5. Tu mi prenderai peer pazza ma io mi sono commossa nel leggere questo post. Io non so se avrei mai il coraggio di fare un avventura del genere. Sei stata brava e hai raccontato tutto nei minimi dettagli. Ho letto piano per ben due volte. Che bella esperienza!!!
    Adesso vorrei anche io il daiquiri alla fragola, quello buono però che tu sogni di notte 😉
    Buona serata Giulia. Grazie per questo bellissimo post!

    Eni
    Eniwhere Fashion
    Eniwhere Fashion Facebook

  6. Cuba e’ il top!Io ci passo 4 mesi l’ anno(camaguey di base)e continuo a girarla in lungo e largo sempre da solo.Ormai mi son fatto un sacco di amici.L’oriente e’ molto migliore per la cordialita’ della gente e per alcune spiagge stratosferiche.Ho visto che sei stata al ristorante 1800 a camaguey situato in plaza san juan de dios.Il proprietario Edel vive di fronte a casa mia e Zucchero quando ha inciso il suo disco guantanamera a cuba,ha passato molto tempo al 1800.

  7. Ho riletto il post almeno 3 volte, tanto mi è piaciuto!:D sono davvero contenta che ti “sia lasciata sorprendere” da questa avventura in tutti i sensi, da come la buttavi su Sapchat mi ero un pelino preoccupata, ammetto! Mi hai fatto venire una gran voglia di partire con Avventure nel mondo che sono corsa a spulciare nel sito le offerte, chissà che non riesca anche io una volta a partirci davvero.
    Attendo con ansia i prossimi post su Cuba!

    Chiara

  8. Felicissima di averti visto contenta 🙂 e nonostante le poche cose che ti sei portata eri sempre chic e carina. Aspetto con ansia post su come fare lo zaino, io mi sono accorta ormai che in vacanza non sopporto: trucchi, tacchi e vestiti scomodi. Porto sempre meno roba con me ma nonostante tutto sempre qualcosa di inutile!

  9. Ciao gioia! Bello, hai fatto benissimo. Una mia collega è andata più volte con AnM. Guarda che mi devi ancora raccontare tutto. Fammi sapere quando. Baci dalla Zietta.

  10. Non sai come sono stata felice quando hai detto che avevi cambiato idea e il viaggio ( e la compagnia) ti stavano piacendo 🙂 Penso proprio che tu te la sia merita questa bella vacanza. E mi hai fatto venire voglia di pina colada! Comunque leggere i tuoi post sui viaggi è sempre bellissimo. Io non ho mai fatto un viaggio di questo genere ma mi hai fatto venire voglia!

  11. I viaggi organizzati non mi hanno mai ispirato particolarmente, ma tu mi stai facendo incuriosire! Cuba poi va beh, dev’essere incredibile.

  12. I tuoi post di viaggio sono i miei preferiti!
    Mi fa piacere che tu abbia passato una bella vacanza nonostante l’inizio poco promettente 🙂 anch’io tendo a essere sempre pronta al giudizio e a storcere il naso ma mi rendo che veramente non dovrei!

    PS: Magari i miei mi avessero fatto fare dei ritratti come quelli delle bimbe cubane :D!!

  13. Che bello! Mi ritrovo nel tuo racconto, anch’io sono stata a Cuba ad agosto e soffro solo a ripensarci!
    Per quanto riguarda i prezzi delle camere, noi non abbiamo mai pagato più di 30 € per la doppia.. ma i giri dei prezzi lì sono un po’ strani.
    Attendo con curiosità gli ulteriori post! e complimenti per la scelta del viaggio, coraggiosa e hai fatto benissimo!

  14. Molto interessante! Mi fa piacere che ti sia divertita.
    Di solito in viaggio che macchina fotografica usi? (perchè ho visto che si vede nell’ultima foto)

    Ps- io adoooorooo fare le parole crociate e tutti i vari giochi enigmistici, mi diverto un sacco!!! (anni 21. ecco. voglio difendere il mio passatempo)

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