Non tutti i Tinder sono uguali

Quarto post dopo la mia trilogia su amore e appuntamenti. Dopo la guida all’uso di Tinder, le prime  conversazioni strambe che ho avuto e qualche consiglio sull’etichetta da seguire a letto, vorrei parlarvi di chi potreste incontrare sulla vostra via una volta entrate nel magico mondo dei single, degli appuntamenti e delle app di incontri.

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Non tutti i dates sono buoni, si sa.

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Alcuni appuntamenti vanno bene da subito, altri ingranano dopo un po’, certe persone vi sembreranno non eccezionali al primo appuntamento ma poi vi faranno ricredere… non ci sono situazioni standard purtroppo.

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Mi sono trovata però in situazioni davvero strambe, che vi voglio raccontare.

  • L  AGGRESSIVO

Terzo appuntamento, usciamo da un locale di Sabato sera e il mio date chiama un taxi. Ne arrivano due, saliamo sul primo e il tassista del secondo si lamenta di essere stato chiamato per niente. Mentre sto per rispondere che no, non l’abbiamo davvero chiamato, il ragazzo con cui sono comincia ad urlare in mezzo alla strada contro il povero tassista. Non contento, una volta salito sul nostro taxi urla in faccia anche al nostro, di tassista, facendogli notare che appartiene ad una categoria di truffatori e maleducati. Mi attacco il più possibile al finestrino e mi metto al cellulare per non assistere a questa scena pietosa, che continua per svariati isolati. Il giorno dopo il ragazzo mi chiede scusa e davanti al mio secco “preferisco che non ci vediamo più” comincia a scrivermi messaggi infiniti su Whatsup, Messaggi, Messenger, Tinder e Facebook, perché “devo spiegarti il mio punto di vista”. Seguono insulti alla mia persona. Inutile dire che non l’ho mai più visto.

  • IL COLTO

Esco con un ragazzo simpaticissimo che mi fa subito ridere. Il date va abbastanza bene anche se vedo che non è esattamente il mio tipo, fino a che ad un certo punto mi dice: “l’altro giorno hai usato una parola strana in chat, cos’era?” “mah”- gli dico- “non mi pare di avere usato parole strane, di che si tratta?” “aspetta che cerco… ah! Mi hai detto: la mia amica mi reclama! Reclamare! Ma che parole usi?? hahaha!” 

  • QUELLO  CHE TORNA CON LA EX

Uscivo con un ragazzo da un paio di volte ed è successa una cosa imbarazzante, mi ha “beccata” in un ristorante con un altro. Il giorno dopo ricevo questo messaggio: “Giulia, il nostro incontro mi ha fatto capire che devo dare una chance alla mia ex, che ha deciso di non andare a cercare sé stessa all’estero ma di restare qui con me. Sai, abbiamo una macchina e un gatto insieme, cerchiamo di recuperare le cose”.
Che dire, sono contenta di riunire coppie felici.

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  • QUELLO CHE HA UN PROBLEMA IRRISOLVIBILE

Uno dei miei preferiti era un tizio che mi piaceva molto ma che purtroppo aveva un problemino a letto. Dopo un po’ di tempo che ci frequentavamo ha avuto il coraggio di dirmi, tra le altre cose  “tra di noi non può continuare, perché il sesso non funziona”.
Mi sono trattenuta dal dirgli cosa non funzionava perché sono una signora.

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  • L’HIPPY

Altra categoria da cui rifuggo a gambe levate, i vegani e fanatici del cibo. Ho fatto un eccezione per un vichingo biondo alto e bellissimo, però parecchio strano. Presente quei tizi con i tatuaggi del Mandala, il cane sempre senza guinzaglio e i capelli lunghi? Gli chiedo com’è essere vegano, se fa fatica, se è una scelta morale o cosa. Mi risponde “sai, quando mi chiedono se sono vegano rispondo – no, non sono vegano. Sono un essere umano”.
Dovevo dirgli che mangiare vegano è da vigliacchi. La lattuga mica scappa.

  • QUELLO FIDANZATO

Stavo messaggiando con un tizio e ci stavamo accordando per vederci quando mi dice”questo weekend non posso, vado in montagna con la mia fidanzata” Davanti al mio sgomento risponde “Ah certo, sono fidanzato! Uso Tinder per conoscere persone e la mia ragazza è d’accordo. Ma non lo faccio con malizia! Le racconto tutto. Credo che quando non hai segreti con una persona sia molto più facile avere la sua fiducia”.

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  • IL TREDICENNE

Ci sono cose che oltre i 20 anni non sono semplicemente accettabili. Una di queste, è chiedere dopo un rapporto “ti è piaciuto?” alla ragazza. “No”- ho risposto io a quello che l’ha chiesto a me- “non mi è piaciuto”.

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  • L’EDUCANDO

Una volta, dopo un appuntamento di Domenica sera sul presto, con tutti i bar del quartiere chiusi e un freddo pazzesco fuori, ho invitato il mio date a salire a casa mia per bere un té caldo. Lui accetta e mi segue verso casa, ma mentre saliamo i 7 piani di scale (bisogna sempre testare la prestanza fisica di questi rammolliti) mi dice ” ah, io al primo appuntamento non ho mai fatto salire nessuno”.
Lo guardo stupita e lo rassicuro sul fatto che l’ho solo invitato a bere una cosa calda. Sale in casa mia, si toglie la giacca e quasi stizzito ribadisce “bevo solo un té e poi me ne vado eh”. E poi mi ripete che insomma, al primo appuntamento lui certe cose non le fa. Quando finalmente se ne va, sulla porta  mi dice ti tenermi libera per i giorni a venire.
“Non ci sarà un secondo appuntamento”, ribatto, chiudendogli la porta in faccia.

  • L’ART DIRECTOR

La mia categoria preferita nonché quella con cui ho le migliori conversazioni, gli artistoidi. Si tratta di quei personaggi molto interessanti che indossano profumi di nicchia, hanno in casa lampade di design e sembrano un po’ effeminati. Quello in questione, dopo avermi proposto di dividere una birra mi ammorba con discorsi noiosissimi sul perché dovrebbe trasferirsi all’estero ma non lo fa, perché odia il suo lavoro e altre lamentele varie. Mentre mi do dei micro schiaffetti per rimanere sveglia, gli dico che di lì a poco sarei partita per Cuba con Avventure nel Mondo.
“Non potrei mai fare una cosa del genere”, mi dice lui.
“No certo capisco, è un’esperienza rischiosa, infatti spero che le persone che viaggeranno con me siano simpatiche”.
“No ma io non potrei farlo per un altro motivo: odio la stupidità umana”.
Ah.

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  • IL FANATICO DELLA MONTAGNA

C’è una categoria di uomini dal quale ho capito che devo tenermi lontana: i fanatici dell’arrampicata. Non so perché ma chi pratica questo sport ne è stranamente ossessionato e non parla d’altro. Non ha fatto eccezione un ragazzo con cui sono uscita, che mi ha parlato di arrampicate e montagna per circa un’ora, senza darmi il tempo di ribattere.
Finito il suo monologo, non mi sono potuta trattenere dal dirgli “Io odio la natura”.

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  • QUELLO CHE SPARISCE

Uno dei miei flirt più lunghi degli ultimi mesi si era dovuto trasferire improvvisamente a Londra, con mio grande sconforto. Subito dopo la sua partenza, un tripudio di “mi manchi”, “vieni a trovarmi” etc. e da inguaribile romantica quale sono, ho prenotato poco dopo un biglietto per andarlo a trovare. Lui però improvvisamente sparisce. Gli scrivo un paio di volte ma nessuna risposta. Mi dico, quando starò per arrivare mi scriverà (non alloggiavo da lui). Niente, neanche un messaggio.
Passa un mese e mi arriva una mail, dove mi dice che è tornato con la sua ex e che gli dispiace.

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  • L’ANALISTA NOIOSO

Ho capito una cosa: io con uno che lavora in finanza non ci posso uscire. Consulenti, analisti, tutta quella categoria non fa per me. Sono spesso carini e in carriera ma mortalmente noiosi. Il mio preferito è stato quello che ad ogni appuntamento mi parlava prima del suo lavoro nei minimi dettagli tecnici (di cui io ovviamente non capivo niente), poi del suo sogno di diventare pittore (dipingeva orrendi quadri astratti). Una volta a cena ero così annoiata che gli ho dovuto dire di smetterla, o mi sarei addormentata. Non l’ha presa bene.
Questi uomini senza ironia!

  • IL ROMANTICO

Una volta sono uscita con uno e il giorno dopo ci siamo incontrati per caso alla Decathlon. Breve scambio di battute, ah ma che coincidenza, vabé ciao buona serata.
Il giorno dopo mi scrive “Stesso giorno stessa ora?”. Non capisco se scherza o meno, nel dubbio mi presento alla Decathlon, dove devo comunque andare per gonfiare le ruote alla bicicletta. Lui c’è. Altro breve scambio di battute, mi aspetto un invito e invece niente. Il giorno dopo ancora, stessa scenetta.
Direi che c’è un limite di appuntamenti alla Decathlon.

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  • IL MODELLO BELLO E SCEMO

Gli stereotipi sui modelli sono – purtroppo- veri. Bei ragazzi, ma spesso troppo giovani e in generale un po’ tontoloni. Il mio preferito è stato l’australiano che ha passato mezz’ora a lamentarsi del fatto che in Italia sia così difficile trovare un avocado toast per colazione. Lo so, gli ho detto, son problemi. Devo ammettere però che era così bello che facevo si con la testa a tutto quello che diceva e ridacchiavo scompostamente.

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  • QUELLO CON L’ACCENTO TERRIBILE

Ci sono cose sulle quali non posso proprio soprassedere. Uomini sotto il metro e 80, unghie rosicchiate, accenti del nord. Non sopporto gli accenti veneti ed emiliani, è più forte di me. Se anche voi avete questo problema, attenzione alla provenienza del vostro date, perché è probabile che se viene da Modena come quello con cui sono uscita io, il suo bel faccino non potrà distrarvi dall’orrenda, inascoltabile parlata (scusate persone di Modena, io sono di Parma ma comunque non ce la faccio). Volevo solo scappare già al “Ciao”.

  • QUELLO CHE VUOLE LA UNA FWB

A volte capita anche che usciate con qualcuno, che quel qualcuno vi piaccia ma che voi non piacciate allo stesso modo a lui. Vi impegnate, sembra che le cose vadano bene ma poi lui perde l’entusiasmo, capite che non c’è storia, si è stufato. Non mi era mai capitato però che uno mi facesse un discorso del tipo “Giulia, non possiamo essere amici, perché c’è qualcosa di speciale tra di noi. Non possiamo nemmeno stare insieme, perché siamo troppo diversi. Avere una storia di sesso non va bene, perché tu sei una ragazza tanto brava che ha bisogno di un fidanzato”.
“Vabé” – gli ho detto- “ma allora cosa vuoi dalla mia vita?”
“Mah, sei una persona così interessante, andiamo a qualche mostra insieme, non so, al cinema, poi se ci scappa la sveltina la facciamo capitare”.

Non vorrei saltare a conclusioni affrettate ma come sempre Samantha ha ragione

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25/04/2017

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18 pensieri su “Non tutti i Tinder sono uguali

  1. Solo adesso riesco a leggere questo vecchio post e l’ultima categoria è decisamente la mia. La storia che sto vivendo in questo periodo. Non del tutto vissuta, fuoco e fiamme e pure empatia; unico problema troppo simili, troppo orgogliosi, non riesce a decollare. lui chiude questa relazione mai aperta perché non vuole prendermi in giro.
    Purtroppo non riesco a chiudere, i sentimenti non lo permettono….
    Complicata?!?!?!
    <3 bacio

  2. oh che rideree!!!! io berrei volentieri del the caldo con te solo per sentire altri mille racconti simili e niente di più.. al primo appuntamento certe cose non si fanno…. 😉

    (ma dove siamo finite???)

    un abbraccio!! e vedrai che arriva.. quando avrai sicuramente i capelli sporchi e non avrai un filo di mascara 😛

  3. Ciao Giulia, appartengo ancora alla vetusta generazione degli speed-date ma a quanto leggo cambiano le modalità di incontro, ma non la fauna umana! Io ai tempi trovai uno tutto interessato a sapere se vivevo da sola. Non capivo perché tanta insistenza ed alla fine saltò fuori che più che una fidanzata, cercava un divano di riparo, essendo reduce da uno sfratto! Autostima a palla, oh!
    Compimenti per il post e per il blog in generale, sei un autentico talento 3.0.!

  4. Oddio che ridere Giulia!
    Sto con il mio ragazzo da una vita, non posso certo avere tutte queste opinioni in merito ad appuntamenti con i ragazzi, ma grazie a te capisco anche senza averle vissute 😉

  5. Beh. Meno male che ste disavventure capitano anche alle donne. Guardacaso, una ragazza della tipologia del tuo ultimo in elenco, m’è capitata da poco. Mai successo in vita mia.
    Quando avevo 20 anni cercavo l’originalità. Adesso rimpiango qualcosa di prevedibile. Chissà se ci sarà mai una soluzione.
    In ogni caso, grazie per il pezzo, mi ha fatto molto sorridere!

  6. “Start living your lives”…. eh giá, ha ragione Samantha! Ma Torelli, diciamocelo…. quanto ci si diverte con tutti questi dates? Sai che noia altrimenti…. baci!

  7. Grazie come sempre per le tue perle! Specialmente quella sugli accenti…sono veneta e non mi accorgo di quanto parlo male, ma a sentire un accento abruzzese mi bruciano le orecchie! Spero sia questione di abitudine perchè sennò mi sento limitata (ma meno in colpa visto che non sono l’unica!)

    1. ciao fede, tu e giulia non siete le uniche, io sono di Napoli e anche se non vorrei sembrare razzista nei confronti dei miei concittadini, ci sono dei tamarri che non sanno pronunciare una singola parola in italiano!! che tristezza!!

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