Qual è il tuo tipo?

L’altro giorno, di ritorno da un date, mi dicevo che davvero non so mai in chi mi imbatterò, perché ci sono così tante tipologie di ragazzi che non si finisce mai di trovare nuove persone da conoscere.
Pensavo di averle esplorate tutte, teste di cazzo e bravi ragazzi, e invece c’è sempre qualche nuova categoria di persona che posso aggiungere alla lista di cliché (aiutata con esempi tratti da sex&the city, come come sempre fornisce tutte le casistiche del mondo):

L EX STUDENTE MAI CRESCIUTO

cane-peterson
Il tizio che vive con i suoi genitori con cui Carrie esce brevemente. Divertente, carino, decisamente uno spiantato

L’ex studente mai cresciuto è una tipologia che io e la mia amica Giulia abbiamo definito “cappellino”, perché adora i cappellini da basket, spesso va in skate, i suoi vestiti sono il massimo del casual (magliette larghe, pantaloni bracaloni, giacche di jeans). Suoi grandi classici: buchi nelle calze, camicie mai stirate, sneakers vecchie, una casa semivuota dove non manca mai la postazione “fumo” con tutti gli accessori del caso e casse per ascoltare la musica (per fumare e rilassarsi).
Ha amici ancora studenti, oppure che vede per giocare ai videogiochi, o bere una birra o suonare la chitarra dopo il lavoro (“sono distrutto”). Non ama i ristoranti, non va a ballare, la sera preferisce andare in skateboard, o in bici, o praticare qualche sport di gruppo tipo il calcetto. Ovviamente non ha profili social, forse un Facebook dove compaiono solo foto nelle quali è stato taggato. Il cappellino non è particolarmente galante (è ancora un ragazzino), ma gli piace stare in compagnia femminile, “chill”, fumarsi una canna in compagnia. La conversazione non brilla ma scorre, ci si fa sempre due risate, si sta bene insieme a lui, è come un cagnolone affettuoso che però si dimentica di voi appena uscite da casa sua. Se ci siete bene, se non ci siete va bene lo stesso.
Guai a parlare di futuro o tirare il ballo parole come “relazione”: il cappellino ha spesso un passato fumoso dove c’è stata una ragazza ma adesso è troppo impegnato a rilassarsi e a stare con i suoi amici per fare progetti. E’ già tanto se va a lavoro di giorno, ritenetevi brave se siete riuscite ad incastrarlo per una cena (alla quale si presenterà vestito da scappato di casa come sempre).

IL SENSIBILONE HIPSTER

berger
Lo scrittore tormentato che non sa reggere la competizione con Carrie, Berger. Un po’ sfigato, si veste male, molto intelligente ma problematico

Il sensibilone è una categoria che si trova molto a Milano, non so nelle altre città.
Ha un lavoro creativo ma sottopagato, tipo copywriter o grafico, spesso in agenzia, ascolta brutta musica italiana e gruppi alternativi indie mai sentiti, indossa magliette divertenti, Vans colorate e abiti accuratamente studiati per sembrare messi insieme a caso.
Ha portafogli in sughero appositamente fatti arrivare dal Perù, scarpe riciclate mai sentite in edizione limitata, mangia street food a caro prezzo (ma al ristorante no), bazzica le feste di marchi sportivi e le presentazioni di giornali indipendenti, legge settimanali impegnati.
Il sensibilone è sui tutti i social (anche se fa finta che non gli interessino), retwitta giornalisti su Twitter, scrive status impegnati su Facebook, pubblica foto con didascalie divertenti su Instagram. Grande fan di David Forster Wallace, spesso suona uno strumento tipo l’armonica o la tromba (la chitarra è troppo inflazionata), cura maniacalmente la sua barba, non ama lo sport, la sera o sta a casa nella penombra a leggere articoli del 1998 dell’Internazionale, oppure esce in bar selezionati, frequentati solo da suoi simili. Sfugge i posti alla moda, le ragazze troppo fighette non alla sua portata, i posti troppo pettinati dove non si sente a suo agio.
Di solito cerca una fidanzata a cui piacciono le cose semplici (una Amelie Poulain della situazione) con cui andare ai concerti, fare gite in campagna la Domenica, farsi i tatuaggi e guardare film su Mubi.com. Accertatevi di avere i libri giusti in casa, di non guadagnare troppo più di lui per non intimidirlo e di volere mangiare cibo vegano/bio/senza glutine in posti pieni di hipster con tovagliette di carta e camerieri simpatici e inefficienti.

IL CARRIERISTA

richard
Richard, il fidanzato di Samantha: non ha mai tempo per lei, la compra con regali, è bravissimo a letto

Avvocati, gente della finanza, medici… il carrierista fa un lavoro impegnativo, che gli occupa 12/14 ore al giorno. E’ arrivato a Milano appositamente per lavorare, non ha tempo per una fidanzata, non ha tempo per ascoltare quello che avete da dire, deve pensare alla sua carriera in crescita vertiginosa, a come schiacciare la concorrenza, a come farsi amici i suoi superiori ed entrare nelle grazie dei capi supremi della sua organizzazione. Si sveglia presto la mattina, esce tardi la sera, quando vi chiamerà (non ha tempo di chattare)per staccare il cervello ed usarvi come distrazione passeggera. Probabilmente nemmeno gli piacete davvero, vi trova semplicemente simpatica o particolarmente attraente ed esce con voi. Il carrierista è un amante focoso, ha sempre tante energie rabbiose da sfogare in qualche modo, dato che a lavoro si deve trattenere e fare quello sempre disponibile e bravo. Non ha molto da raccontarvi perché nel tempo libero pompa i muscoli in palestra, oppure studia per il suo lavoro (libri relativi a quello di cui si occupa, master aggiuntivi pagati dalla sua organizzazione, corsi specifici).
Nel weekend si veste per benino (un po’ truzzo, dopotutto non è di Milano) e va al ristorante, poi procede a spaccarsi di alcool e droghe nelle discoteche più fighette della città, qualsiasi posto in cui può trovare modelle e starlette da ammirare. Non ha tempo per i social media, non ha tempo per le romanticherie, non ha tempo per chiacchierare. Alla base, rapporto irrisolto con i genitori, dato che o il padre o la madre gli hanno fatto il lavaggio del cervello convincendolo che deve diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, da qui la sua ambizione rabbiosa. Spesso ha un fratello o una sorella geni, quindi deve dimostrare che anche lui ce l’ha fatta.
Il vostro obiettivo (se vi piace veramente), è coccolarlo durante la settimana, quando si trascina a casa dopo la palestra, e mettervi fighe ed uscire con lui e i suoi amici decerebrati nel weekend. Se avete fortuna, dopo qualche mese si potrebbe accorgere che forse siete una buona aggiunta alla sua vita. Se sperate che si innamori di voi, datevi due schiaffoni da sole: stolte, non amerà mai niente più del suo lavoro (a parte la sua perfetta mammina che gli manda i pacchi di cibo).

IL MILANO BENE

big
Big è un tipico Milano bene: frequentazioni altolocate di cui Carrie si stupisce sempre, un lavoro prestigioso, vita privata misteriosa, una madre elegante modello irraggiungibile

Il fighetto di città è in ogni dove ma a Milano è davvero una tipologia ben definita: milanese di nascita, casa al mare, casa in montagna, appartamento comprato da mamma e papà, spesso nello stesso palazzo dei nonni nel centro storico.
Ottime scuole, viaggi studio fin da piccolo, parla svariate lingue, ha un nome composto o doppio nome, si circonda solo di suoi simili (rigorosamente di Milano).
Le ragazze (Ginevra, Ludovica, Sveva) hanno borse e scarpe all’apparenza dimesse ma in realtà fatte a mano in qualche boutique costosissima dove vanno tutte le sciure di Milano, almeno un anello di famiglia alla mano, un cane meraviglioso con pelo lucente da portare in giro di giorno e amiche che vendono gioielli nel loro attico di Montenapoleone. I capelli sono naturalmente lisci, le gambe lunghe, il trucco non necessario. Non fanno mai un lavoro di ufficio, a meno che non sia per un marchio iper prestigioso, piuttosto lavorano come freelance su progetti per i quali serve poco impegno ma dai quali fruttano tanti soldini.
I ragazzi (Filippo, Lorenzo, Tommaso), dopo il liceo classico privato (o le scuole private per recuperare gli anni persi, se sono stati un po’ birichini e ci sono rimasti sotto con le droghe al liceo), sono avvocati, notai o ingegneri in grandi studi. La carriera è importante ma spesso lavorano nello studio del padre, o di un amico storico di famiglia, quindi è pressoché assicurata. Master e pdh sono sempre bene accetti e pagati dal papi.
I più volenterosi fanno volontariato in estate, per sentirsi meno in colpa per il fatto che sono mantenuti e che vivono in una casa nella quale non devono pagare l’affitto (“è stata un’esperienza meravigliosa, poi sono andato a Santa con gli altri”). Il Venerdì partono, in inverno per andare a sciare, in estate per Santa Margherita, altrimenti per fantomatiche feste in lungo in ville di campagna fuori Milano, o in Toscana, o in Svizzera. Attenzione a non farvi vedere impressionati, hanno frequentazioni altolocate (ero al telefono con la Bea Borromeo…), fanno solo viaggi mirabolanti (il papi spesso ha la barca, ma non si dice), hanno vissuto esperienze non da tutti (almeno un matrimonio nobile sul cv ce l’hanno).
La fidanzata e il fidanzato di questi personaggi verranno scelti accuratamente: dopotutto il giro è ristretto e ci si conosce tutti. Se non avete frequentato certe scuole e le vostre madri non partecipano agli stessi eventi benefici, siete già out.
Lavori “normali”? Mhhh, e come vi può presentare alla mamma (la classica tipa che chiama il pranzo “colazione”) senza vergognarsi?
Un solo cognome? Pussate via, non siete degne.

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26/07/2017

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23 pensieri su “Qual è il tuo tipo?

  1. il Milano bene è davvero così, altro che stereotipi
    ma la tipa che vende gioielli a casa del papi in Montenapo è scaturita dalla tua fantasia o conosci davvero alcuni di questi campionari di umanità Milano bene, che hanno anche il coraggio di definirsi desàiners?
    ciao

    1. Anche io ne conosco una..imbarazzante ma grazie alla sua posizione “sociale” e alle clienti del quadrilatero viene fatta passare appunto per designer, che tristezza ma questa è l’Italia, di cosa ci stupiamo…

  2. Articolo Carino & Ironico… e (almeno per me) veritiero.
    Mi sono fidanzata con il “carrierista con la faccia da sensibilone”… non male… 🙂 sai…voglio sempre il top del top 🙂
    Quasi quasi gli faccio leggere l’articolo …

  3. Che analisi perfetta! E’ triste sapere che “siamo tutte sulla stessa barca”. Io pecco di ingenuità e mi invaghisco sempre del solito sensibilone alla Berger. Malissimo.

  4. Da Milanese resto sempre stupita quando la gente dipinge la cosiddetta “Milano Bene” come la peggior caricatura dei film di Vanzina. E’ molto triste che il resto dell’Italia ci veda come una macchietta, come se noi equiparassimo tutti i Romani ai personaggi di Verdone.

    Visto che ti ritieni una persona colta, magari non scendere in questi stereotipi

  5. Mamma mia, che ansia se mi dovessi lasciare con il mio fidanzato adesso e dovrei ricominciare a frequentare i tipi così… Non ce la farei!
    Grazie a Dio per mio alto (molto importante pre me!), gentile, sensibile, ma non tormentao (oddio quando uno fa la vittima) uomo, qualche volta più intelligente di me (eh sì), che suona il pianoforte, ha un lavoro normale, non se la tira, si sa vestire anche bene, è sexy, ha anche qualche difetto, ma non ve la racconto qui (dico solo che non è legato alle prestazioni a letto ;)))
    Brava Giulia, è sempre uno spasso leggerti!

  6. Maledizione, il carrierista. C’è qualcosa in quell’ambizione rabbiosa che mi fa cascare sempre. Articolo lucido e ironico, come sempre!

  7. a me continuano a piacere i bravi ragazzi con la faccia pulita, forse xkè sono stata fortunata a trovare mio marito che è un bravo ragazzo, ma mai noioso, parla più di me (che è un’ impresa..) ed è iper- socievole (anche troppo!!). e poi, cosa fondamentale, è un ottimo compagno di viaggio!! il bravo ragazzo noioso UGUALE a Aiden era il mio ex!
    i carrieristi mi piacevano ai tempi dell’ università, ora ho scoperto che in realtà sono “finti-carrieristi” che parlano tanto, ma fanno tutto fumo e niente arrosto..
    però hai dimenticato una categoria: i nerd!! io li odio, ultimamente se la tirano più dei fighetti!!

      1. forse io trovavo Aiden noioso perché lo associo al mio ex che era il classico bravo ragazzo con il quale però mi annoiavo da morire .. anche io evito i nerd, purtroppo però molti di loro sono fidanzati con le mie amiche e spesso non sono stati così sensibili perché le hanno trattate anche male.. forse hanno scelto i nerd peggiori…boh..

  8. Forse sono la prima a leggere questo post? Che privilegio! Fantastico! Milano bene poi.. Che ridere! Tutto troppo vero! Ancora una volta ci hai preso di brutto! Grande Giulia!

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