Due settimane a Capetown

Quest’anno (anzi, ormai l’anno scorso) ho detto BASTA. Il Natale non mi piace, mi fa solo tristezza, odio  gelarmi il sedere sotto le feste, odio le costose vacanze sulla neve, odio gli sbattimenti natalizi con i parenti.
In più, il 2016 è stato un anno decisamente difficile e sono arrivata a Dicembre provata, stressata, ingrassata, con tanta voglia di cambiare aria.
Quindi ho preso la decisione migliore del mondo (viaggiare per me è sempre la soluzione migliore) e ho prenotato un volo per il Sud Africa, dove sono andata a trovare alcuni miei amici di Parma che si sono trasferiti a Capetown ormai da qualche anno e che mi hanno gentilmente ospitata per due lunghe settimane.

Vi dirò, sono stata poco sui social e ho scattato poche foto perché volevo davvero godermi il momento e rilassarmi, ma qualcosa ho documentato 🙂

INFO GENERALI

Capetown è una città immersa nella natura, quindi se camminare in montagna o fare surf non fa per voi, forse non siete nel posto giusto. Il mare poi è freddissimo e ondoso e le spiagge sono ventose, non esattamente un paradiso per le famiglie con bambini (yes). Le distanze sono grandi, serve la macchina, non c’è un vero e proprio centro città, non ci sono negozi alla moda o cinema che proiettano film internazionali nè tantissimi musei.

Allora perché andarci?

Prima di tutto è stata nominata seconda migliore città del mondo da vedere dalla Lonely Planet.

Poi per altri motivi secondo me validi:

Le persone: è bellissimo viaggiare in posti dove gli abitanti ti trattano come se fossi anche tu un uno di loro. Mi è successo a Cuba e l’ho rivissuto a Capetown. Non ho mai visto persone così gentili, così sorridenti e disponibili. Dalla cassiera del supermercato al conducente di Uber tutti si interesseranno a voi, vi chiederanno come sta andando la giornata e vi regaleranno un sorriso. Da vera donna del nord quale sono ci ho messo un attimo per capire che sì, le persone possono essere calorose e gentili in modo disinteressato. Un altro piccolo appunto personale sulla popolazione: il sudafricano (e la sudafricana) medio è alto, biondo e figo. Just saying.

I paesaggi mozzafiato e la natura incontaminata:  chi mi conosce lo sa, odio i paesaggi, la natura, le camminate etc etc. I tramonti e le albe non mi emozionano, l’unica giungla che mi piace è quella d’asfalto che c’è in città. A Capetown però  è stato difficile rimanere impassibili. Il panorama che ho visto una volta scalata la montagna di Lion’s Head mi ha mozzato il fiato.

Lo stile di vita: qui è tutto CHILLED. I ritmi sono iper, ultra,extra rilassati (anche qui, la donna del nord che è in me ha scalpitato non poco). Tutti se la prendono con comodo, perché la vita va vissuta e goduta, senza correre né stressarsi. Non sorprendetevi quindi se per mangiare in qualsiasi posto dovrete aspettare un’oretta: è la norma.

Quanto rimanere? Una settimana è sufficiente, di più se volete visitare i dintorni.

La moneta: Il cambio è vantaggioso e i prezzi locali sono ottimi rispetto ai nostri.

Quando andare: sicuramente quando è estate, quindi durante il nostro inverno! Il caldo non è mai insopportabile perché la città è molto ventosa, potrete andare in spiaggia e godervi la città che è popolata al suo massimo (in inverno molti se ne vanno a fare stagione dall’altra parte del mondo). Ci vogliono 24 ore di viaggio per arrivare dall’Italia, tra fuso orario e tutto il resto, però c’è solo un’ora di differenza di fuso orario una volta arrivati.

TURISMO

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E’ strano ma non c’è molto turismo di italiani a Capetown, forse perché come mi ha detto un autista Uber “gli italiani pensano che il Sudafrica sia tutto deserto e Masai”? In realtà la città è come tante altre, con un centro urbano e tantissima natura tutta intorno.

Dallo sbarco dei primi coloni olandesi al primo discorso di Nelson Mandela dell’era post-apartheid,  ci sono tracce culturali molto importanti in città. E’ molto interessante camminare per il centro, magari con uno dei Free walking tour che partono da Long Street 81, dove una guida vi spiegherà tanti punti salienti dell’affascinante storia di questo posto.

Ho resistito un record di 5 giorni senza fare programmi, poi la nerd che c’è in me si è ribellata e ho buttato giù una lista di cose da fare, per poi costringere i miei amici ad accompagnarmi (no scherzo, sono andata anche da sola!). Vi faccio un riassunto di come ho suddiviso le mie giornate, un po’ condensato per darvi un’idea di cosa si può fare.

Planning

  • DAY 1 Il primo giorno mi sono lasciata portare in giro come un pacchetto senza fare domande: se avete la macchina percorrete la strada panoramica che costeggia la città! Siamo andati a vedere i nostri amici surfare a Komejijie (paradiso del surf), poi abbiamo preso un bicchiere di vino lungo la strada e ci siamo fermati per cena a Seapoint, una zona piena di ristoranti.
  • DAY 2 Il waterfront è il porto, una zona turistica con un grande mall pieno di negozi e ristoranti (da provare il ristorante di sushi al piano terra, dicono valga la pena fare la fila onnipresente). Abbiamo pranzato in uno dei tanti posti un po’ hipster e alla moda, Melissa, e siamo andati a fare un po’ di sport sulla Promenade, bellissima e ventosa. Allenarsi sul mare non ha prezzo.
  • DAY 3 Gita con la macchina a Kogelbay, un’insenatura con spiagge ventosissime. Abbiamo fatto un barbecue di tonno fresco sulla spiaggia e sulla via del ritorno ci siamo fermati a vedere i pinguini a Bettty’s Bay (non so perché non ho scattato foto).
  • DAY 4 molto tranquillo:  per vedere un po’ di hipster, modelli e in generale bei figlioli, la tappa da non mancare è da  Yours Truly Cafe. Nell’area residenziale di Clifton, piena di ville pazzesche sul mare,  potete scegliere se andare in una delle 4 spiagge di sabbia bianca sottostanti. Ci sono delle categorie non scritte di chi frequenta queste spiagge, in una vanno le famiglie, in un’altra i modelli, in un’altra i giovani… L’acqua si aggira sui 12-16 gradi, quindi più di un tuffo non riuscirete a farlo. Cena al Pesce azzurro, ristorante italiano buonissimo sempre esaurito.
  • DAY 5 Serve quasi un giorno intero per il tour bus! La città è grande.
  • DAY 6 Woodstock Design District è dove vivono i miei amici. Essenziale fare una capatina al mercato super hipster di quartiere, Biscuit Mil, il Sabato mattina presto. E’ pieno di cose interessanti, abbigliamento, accessori per la casa e piatti di cucine di tutto il mondo. Il mercato in George Square in centro invece è il migliore dove fare affari per souvenir, tessuti wax e tanto altro. Sarete sicuri di supportare artigiani locali e i prezzi sono trattabili.
  • DAY 7  La laguna di Langebaan è l’unico punto dove il mare è basso e calmo, a due ore di macchina da Capetown. E’ situata nel West Coast National Park, dove è possibile fare birdwatching e se si è fortunati vedere tantissime tipologie di animali selvatici.
  • DAY 8 Provare a fare surf è stato divertentissimo! Noleggiate la tavola e magari prendete un maestro per un’ora, o fatevi insegnare le base da qualcuno che sappia come farlo. Nel pomeriggio sono stata a Table Mountain, dove la fila è sempre esagerata (circa 2 ore solo per salire e quasi 1 per scendere). Consiglio di andare verso le 18, di modo da pagare meno, fare quasi per niente la fila e arrivare in cima per il tramonto. Considerate che una volta in cima c’è bisogno di un’oretta per fare il giro a piedi della montagna, più la fila per scendere. Table Mountain è stata nominata una delle 7 nuove meraviglie del mondo e capisco perfettamente il motivo. Se vi sentite particolarmente in forma, potete anche salire a piedi.
  • DAY 9 Non sono riuscita a fare il parapendio da Signal Hill perché c’era sempre troppo vento ma sono andata a fare un tour di Bo-Kaap, il quartiere malese, pieno di casette colorate e altamente instagrammabili. Ho avuto la fortuna di capitarci il 2 Gennaio, giorno del Carnevale, dove ho potuto vedere coloratissime parate in tutta la città. Poi ho scalato con l’Ali la montagna di Lion’s Head, attività imprescindibile se si visita la città, ed è stato esilarante perché come sempre a Capetown si incontrano persone sono super friendly e simpatiche, quindi ci siamo fatte degli amici salendo. Sono 2,2 km fino alla vetta di 669 m ma vi assicuro che lo spettacolo che vedrete in cima vale la fatica. Se ve la sentite, rifatelo all’alba!
  • DAY 11 ho comprato qualche souvenir e ho studiato i negozietti vintage di Long Street, sono andata ad assaggiare il carpaccio di coccodrillo e in Bree Street il primo Giovedì del mese è festa grande: tutte le gallerie d’arte sono aperte e la gente si riversa nei bar lungo la strada dal pomeriggio sino a notte fonda.

 

  • La nightlife locale meriterebbe un articolo a parte. Vi consiglio Marvel e The Waiting room (sono uno davanti all’altro su Long Street) per ottima musica hip hop e Kwaito o anche solo semplicemente per vedere QUANTO SONO FIGHI i local. Mai nella vita mi sono sentita così scarsa a ballare.
  • Bree Street e Long Street sono le vie principali: shopping, café, club notturni, juice bars sono tutti lì.
  • Se avete la macchina andate a Cape of good hope: chiamata anche Cape Point, questa parte del Table Mountain National Park è una riserva naturale. Sulla via del ritorno, fermatevi a Boulders Beach,un altro punto dove vedere i pinguini!
  • Se siete appassionati di vino, andate a fare del Winetasting nelle zone limitrofe Capetown, come Stellenbosch e Costantia.

 

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OVVIAMENTE non potevo non fare il City Sightseeing anche qui! Mettete la crema 50, il sole è fortissimo ed è impensabile andare in giro senza un cappello! Non c’è tantissimo da vedere ma come sempre è molto comodo perché le distanze sono grandi e ci sono posti che non vedreste mai, senza una macchina a noleggio

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Skate >>> macchine

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Una delle tante parate nel giorno di Carnevale

PANORAMI

Capetown non è una città come le altre. Oceano, montagne, i paesaggi splendidi sono letteralmente dietro ogni curva. Se siete arrivati fino qui, vale la pena affittare una macchina (che comunque vi servirà per muovervi in città, le distanze sono grandi) e magari se avete qualche giorno in più a disposizione fare un tour più lungo, attraverso strade celebri come la  Mountain Route, la Wine Route o la Garden Route, dirigendovi verso il Karoo, il distretto di Cape Winelands o la costa meridionale.

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Fierissima di avere scalato il Lion’s Head, una “passeggiata” di un’oretta che i local compiono spesso alle 5 di mattina. Correndo.

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Ero su quella cima!!!

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Andare in spiaggia per godersi il tramonto è l’attività all’ordine del giorno per i fortunati local. Sigh.

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Da tutti i punti della città sono visibili le montagne, perché il centro città, detto City Bowl (“conca cittadina”), si trova in una depressione in mezzo a numerosi rilievi, tra cui il più noto è la Table Mountain. Altre cime sono la Lion’s Head, Signal Hill e i 12 Apostoli.

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I 12 apostoli visti dalla cima di Table Mountain (dove si sale con una funicolare, o se vi sentite molto sportivi, a piedi)

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SPIAGGE

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Le spiagge sono bellissime ma molto ventose, il che le rende un paradiso per i surfisti. Il sole è il più forte che abbia mai incontrato: ci si scotta anche con la crema 50!

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Eccomi dopo la prova con il surf a Muizenberg Beach, divertentissima. Sono riuscita ad alzarmi in piedi sulla tavola per qualche secondo e mentre nuotavamo abbiamo visto una foca in acqua con noi!

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Alla Laguna

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Io mentre guardo i surfisti (non fatemi parlare, ragazze)

SHOPPING e MODA

Ci sono alcune guide online sui negozi di Capetown, vi segnalo in particolare quella di WGSN sui negozi da visitare (WGSN non sbaglia mai)

Come vi dicevo, non vi aspettate di fare lo shopping a cui siete abituati in Europa. Le catene ci sono ma le collezioni arrivano leggermente in ritardo e comunque non troverete tutto quello che abbiamo per esempio a Milano. I negozi sono certamente diversi dai nostri ma molto interessanti! Il design contemporaneo si fonde con le tradizioni africane, quindi l’estetica è moderna e molto locale. Lo stile è young, super cool e orientato allo streetwear. Non è raro vedere persone in giro a piedi nudi e decisamente nessuno si mette in tiro, cosa che si riflette parecchio nell’offerta dei negozi.

Da visitare se volete vedere i negozi cool: Kloof Street, Bree Street e Long Street. E’ praticamente tutto lì!

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Queste scarpe sono fatte con il tessuto Wax, il cotone rigido con meravigliose (come vedete) stampe batik che viene usato per abiti e accessori, e il marchio si chiama ByUmbala. Purtroppo non vendono ancora online ma sono in contatto con la ragazza che le crea, appena ci sarà un e-commerce ve lo segnalo. Io ho comprato quelle in alto a sinistra con l’uccello bianco per una trentina di euro.

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Questi animaletti di perline sono ovunque e sono stupefacenti! Io ho comprato un giglio tutto in perline e fa un figurone in un vaso in casa mia

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Le trecce sono una pettinatura molto in voga, tra le ragazze. Sono comode da portare, resistono svariati giorni e sono super cool (diciamolo). Si possono fare con i capelli naturali o si possono aggiungere delle ciocche finte. A me hanno messo ciocche bionde mentre l’Ali se le è fatta fare bianche (è il trend del momento).

CIBO

Solo una parola riassume lo stile culinario locale: sano. Tutto qui è come descritto in questa foto, ci tengono a specificarlo

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Un tipico piatto con carne secca, avocado, insalata, feta e pomodorini. Delizioso.

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Sono ossessionati con la frutta secca! Costa pochissimo e si trova ovunque da sgranocchiare

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idem dicasi per la frutta disidratata

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Il Braai è una religione! Tutti hanno una griglia in giardino o sul balcone e ci si ritrova spesso in spiaggia o in postazioni designate per mangiare insieme

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quanto gli piace l’avocado…

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L’olio di cocco è utilizzato per tantissime cose, dalla cucina alla persona: si può usare nelle ricette, come impacco per i capelli, sulla pelle. Fa benissimo ed è super naturale (lo trovate anche qui da noi, ormai)

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Le uova vengono vendute in queste quantità, le mangiano la mattina

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Uno dei dolci che si trova anche al ristorante. Non ho assolutamente capito cosa sia ma è dolce

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Idem con patate

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I cold press juices sono ovunque! E’ una mania che da noi (purtroppo) non è ancora arrivata

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Queste tortine salate si trovano in tutti i bar, come snack insieme ai panini

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In sudafrica c’è una grande cultura del vino! Ci sono più di 340 cantine e tenute vinicole e il Pinotage è uno dei più famosi vini locali.

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Hanno poi una vera e propria ossessione per la carne secca, che viene venduta in piccoli sacchetti e che costa pochissimo, dai 2 ai 5 euro

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Honest è un marchio di cioccolato locale organico . Vi consiglio un giretto anche al loro delizioso café in 64A Wale St. Sul retro c’è un Gin bar che la sera fa cocktail buonissimi!

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CAPODANNO

Una delle coincidenze divertenti di questo viaggio è stata che un altro nostro amico di Parma ci avrebbe raggiunti a Capetown. A quanto pare ho amici famosi, perché Enrico Sangiuliano è un deejay importantissimo della scena techno internazionale, ed è stato invitato a suonare al Kinky Summer, un festival locale molto famoso. Siamo quindi entrati spavaldi con i nostri VIP tickets il 31 Dicembre per 24 ore di festa ininterrotte nel mezzo delle montagne appena fuori Capetown. Non ero mai stata ad un festival, ci credete?

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Non ho testimonianze video né foto perché la situazione era abbastanza folle.

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Questa era una delle aree del festival aperte per la giornata. C’erano 6 palchi con 6 deejay e altre cose davvero stupende.

CASINA

La casina dei miei amici è semplicemente adorabile, piena di luce e con un piccolo backyard dove fare il Brai, il barbecue, attività immancabile a Capetown.

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Qui con le trecce, pronta per il festival

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Ali is in da house

Anche Casey Neistat è stato a Capetown mentre c’ero io. Guardatevi il suo video per qualche veduta spettacolare!

Capetown sta diventando una meta molto in voga, ne parla anche Vogue.com . Andateci prima che diventi troppo inflazionata! E’ un vero paradiso.

30/01/2017

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21 pensieri su “Due settimane a Capetown

  1. Il post che attendevo! I tuoi resoconti dei viaggi mi piacciono sempre molto…Volevo chiederti però una cosa un po’ off topic: che sneakers indossi nella terzultima foto? Sono in cerca di scarpe da ginnastica faighe e non so a che santo votarmi. Grazie : )
    Silvia

      1. Sì quelle che citi mi piacciono, ma le vedo più adatte come sneakers “da tutti i giorni”, mentre ora ne avrei bisogno proprio per contesti ginnici (alias: palestra…..Già a dirlo mi sento male e ho voglia di un divano :D)

        1. ah beh allora non stare a guardare l’estetica, prendi qualcosa che sostenga la caviglia, fatti consigliare nei negozi specializzati. Io in palestra ho un paio di Adidas gialle fosforescenti, figurati

  2. bell’articolo, le tue cronache mi piacciono sempre da matti.
    Solo una cosa e te la dico col cuore “non esattamente un paradiso per famiglie e bambini (yes)..” avrai dei figli anche tu un domani? Capirai se capirai…
    Un abbraccio

      1. Vedi il problema dei bambini di adesso, è che hanno dei genitori vecchi, che a trent’anni non si sentono ancora pronti per averne.
        Con o senza figli capirai anche tu.
        Non è simpatica una società che considera i figli un optional, tipo i cani.

        1. Scusami ma tecnicamente i figli sono un optional, nel senso che uno/a non è mica obbligato/a ad averli. Che poi tu ti sia sentita “discriminata” e sia stata infastidita dalla frase di Giulia lo posso capire…Ma bisogna anche ammettere che spesso i bambini in spiaggia (e non solo lì) sono una piaga. Il problema dei bambini secondo me non sono i genitori “vecchi”, ma i genitori che non li sanno educare.

      2. Ora ho un figlio piccolo, ma non ci vedo nulla di male a preferire le spiagge che per qualsiasi motivo sono poco frequentate dai bimbi se non si hanno. Innanzitutto di norma meno accessibili e più selvagge, poi c’è poco da fare: le esigenze sono diverse!

        1. ma discriminata e offesa DE CHE? ma saremo libere di poter dire che preferiamo spiagge senza bambini oppure bisogna stare attente a non ferire i sentimenti (???) di qualche mamma-chioccia italiana? ché oltretutto, se vogliamo fare le pulci alle parole, la poca eleganza non sta certo nel post di giulia bensì nel commento di chi si permette di buttarle lì ipotesi su futuri figli senza conoscerla (c’è chi come me non ne desidera e ha imparato a fregarsene dei giudizi ma c’è anche chi non può averne per problemi di salute e ne soffre).

  3. Non avevo mai incluso Cape Town tra le mete papabili, in effetti questi post di vita vissuta sul luogo sono quanto di meglio può esserci per farsi venire voglia di andare ad esplorare…

    Una curiosità, viaggerai di nuovo con Avventure?

    Baci,
    Ang
    http://www.madamelagruccia.blogspot.it

  4. Giulia però….Il sudafricano medio è bello alto e biondo???? Solo il 32% della popolazione della città è bianco. Il resto è per la maggior parte coloured o nero e fa parte della medio bassa borghesia o vive in condizioni difficili.Dai ok che hai sei stata nella tua bolla hipster e cool x 15 GG e vuoi portare un ‘ immagine di Cape town non stereotipata “tutta deserto e Masai” però manca in questo racconto una visione più realistica della città. Come non dire che è un posto pieno di contraddizioni in cui convivono bianchi ricchissimi (Clifton) e neri poverissimi(townships)? In cui le case (dei bianchi) sono barricate, sorvegliate e circondate tutte da filo elettrico perché vivono ancora nel terrore dei neri? Che la città è circondata da townships , cioè slums, enormi dove vive più di un milione di persone ( fra l’altro visitabili , anche con dei bei programmi di inclusione sociale x gli abitanti)? Mi sembra una visita e una visione molto limitata della città, anche se assolutamente in buona fede.
    Se a qualcuno può interessare altre mete consigliate: visita a Robben Island e visita al museo del district sicuramente per capire qualcosa di più dell’apartheid, i giardini botanici di Kirstenbosch e la South african National gallery.
    Sono contenta che Cape town ti sia piaciuta. E siccome ti ritengo una persona intelligente e sensibile spero che la prossima volta ci sia un po’ più di spirito critico.

      1. Le ho viste anche io tutte le contraddizioni di cui sopra si parla (sono stata un mese da parenti a Johannesburg), ma leggendo il tuo articolo mi son solo tornati in mente quei fantastici braai… 🙂

      2. dai giulia ma che risposta è?! a me piace seguirti perché – tra le altre cose – sei una persona curiosa, però è anche vero che davanti a determinate critiche ti chiudi a riccio e dai delle risposte che non ti fanno onore, così come a volte te ne esci con delle sparate da first world problem. in sintesi: che senso ha decidere di esporsi qui e su snapchat se poi non c’è spazio per un confronto degno di questo nome?
        spero penserai alle mie parole così come a quelle di N.

  5. Tanta nostalgia a vedere i tuo snap e altrettanta a leggere questo post! Ci sono stata quest’estate e ci ho lasciato il cuore, il Sudafrica è davvero un mondo da scoprire. Condivido ogni parola ma in particolare il pensiero sulle persone: non vedono l’ora di sapere chi sei, da dove vieni, se ami la loro città, cos’hai visitato finora..ricordo che si illuminavano gli occhi! E soprattutto ci tengono a far andare oltre i pregiudizi, far capire che appunto non sono deserto e Masai come molti potrebbero invece pensare
    Gran bel post Giulia, mi hai fatto ritornare alla mente tantissimi bei ricordi

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