Recensioni cattive di film e ristoranti: Febbraio 2018

Eccoci qui con il secondo post della nuova rubrica che potrebbe anche chiamarsi “cosa faccio e dove spendo soldi”. Questo mese non ho letto libri e non ho visto mostre (a parte una, ma ve ne parlo nel prossimo post), invece ho visto tanti film e ho mangiato fuori parecchio e ne voglio proprio parlare perché sono stufa di spendere soldi in posti che non li meritano.

Non ho incluso gli acquisti di vestiario perché mi vergogno ad ammettere quanto spendo in abiti (per poi essere sempre vestita uguale), però questo mese ho investito in una pelliccetta calda di Maje (ho messo in vendita le altre mie giacche su Depop), in Moon Boot perché sono stata in Norvegia (poi vi scrivo il post, giuro)  e ho ceduto agli orecchini d’oro grandi perché costano poco ed è un trend che posso permettermi senza pensarci troppo.

Cattura

com’ero vestita a San Valentino (poi i capelli li ho asciugati)

TEATRO

Non vado quasi mai a teatro ma questo mese sono stata al Teatro Menotti a vedere “Io non sono un gabbiano”, di una piccola compagnia teatrale di ragazzi giovani e bravi, che si esibiranno anche al Piccolo Teatro con lo stesso spettacolo. Devo ammettere che preferisco il cinema, però sono stati molto bravi ed ero curiosa di vedere come avrebbero reso “Il gabbiano” di Cechov.

FILM E SERIE

serie tv

You me her : Ho guardato questa serie davvero sconosciuta in una Domenica pomeriggio ma non penso proprio continuerò con la seconda stagione. Parla di una coppia sposata stanca della routine che decide di introdurre una terza persona nella loro vita sessuale. Il tema potrebbe essere interessante ma è sviluppato malino e la regressione adolescenziale dei due protagonisti mi ha fatto venire il nervoso per tutta la serie.

Don t trust the bitch in apartment 23Ho rivisto la prima stagione di questa serie stupidissima con Krysten Ritter e James Van Der Beek (Dawson, che interpreta se stesso, personaggio geniale), perché mi fa sempre ridere. June, ragazza di provincia ingenua e rigorosa si trova a vivere con la partygirl Chloe, che le insegnerà a cavarsela nella grande mela (abbastanza divertente anche questo personaggio, cattivo, sboccato e amorale).

film 

A casa tutti bene  : Il nuovo film di Muccino mi è sorprendentemente piaciuto! Sono andata al cinema controvoglia e mi son dovuta ricredere. Gli attori sono (quasi) tutti davvero bravi (Accorsi ritirati), la storia è ben sviluppata e le trame di intrighi familiari di famiglie all’apparenza perfette mi piacciono sempre.

The party: commedia agrodolce con un cast inglese stellare: Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Patricia Clarkson, Emily mortimer, Cillian Murphy e un bravissimo Bruno Ganz. Un gruppo di amici si riunisce per festeggiare un evento ma la serata prende una piega inaspettata dopo un annuncio del padrone di casa. Finale A SORPRESISSIMA.

SPECIALI COMICI

Amo gli speciali comici di Netflix e questo mese ne ho visti parecchi: durano tutti un’ora circa, quindi li guardo mentre mangio o mentre sto nella vasca.

Chris Rock – Tamborine: Razzismo contro i neri, religione e storie d’amore che non funzionano sono i tre temi del suo speciale comico. A quanto pare dalle ultime apparizioni pubbliche ha divorziato, si è disintossicato da una dipendenza dal porno e ha cresciuto le sue figlie, il tutto senza mettere su nemmeno una ruga. Bravo Chris.

Aziz Ansari – Buried alive: Si è parlato tanto di Aziz questo mese (purtroppo) e ho voluto vedere il suo primo speciale del 2013 ( il secondo, Live at Madison Square Garden, l’ho visto a Natale e parla tutto di relazioni, è bellissimo). Beh, il palco lo tiene veramente bene e gli sketch sono molto divertenti.

Iliza Shlesinger – confirmed skills: vi avevo parlato di lei qui e il suo speciale è esattamente come me lo aspettavo: prende in giro le donne ma è anche una femminista e ci tiene a specificarlo. Da vedere.

Fred Armisen: standup for drummers: grande delusione per lo speciale di uno dei miei comici preferiti del SNL. Parla molto di musica e gli sketch non sono particolarmente intriganti.

NO

50 shades Freed: mi hanno invitata all’anteprima e sono andata perché lo ammetto, la saga ormai la conosco e volevo vedere come finiva. Leggetevi la recensione di Man Repeller così capite cosa succede nel film (niente) e contemporaneamente vi fate due risate.

Downsizing: il trailer di questo film con Matt Damon sembrava divertentissimo, il film è tutt’altra storia. I primi 30 minuti sono come ve li aspettate, dopodiché il film prende una piega completamente assurda e non si capisce più dove voglia andare a parare. Davvero. strano.

Hurricane Blanca: devo iniziare a vedere Ru Paul’s Drag Race ma una sera nella vasca volevo qualcosa di corto e ho visto questo film, che si è rivelato più brutto e molto meno divertente di quanto mi aspettassi.

OSCAR

I Tonya, Phantom Thread : vi ho parlato di tutti e 3 i film qui ma posso aggiungere qualcosa. Allison Janney vincerà l’Oscar come Migliore Attrice non protagonista, mentre non credo che Margot Robbie vincerà come protagonista (spero vivamente vinca la McDornan) e forse nemmeno Daniel, che verrà battuto da Gary Oldman. Phantom Thread invece vincerà per migliori costumi ma è un film davvero lento e con un finale assolutamente implausibile (avevo altissime aspettative e invece ho rischiato di addormentarmi ma i costumi sono spettacolari).

FILM VECCHI

Bande à part : questo mese a Milano davano il classico di Godard restaurato al cinema e ne ho approfittato per rivederlo. Mi duole dirlo ma a me Godard annoia terribilmente. Chiedo scusa.

CIBO

Ristoranti / cena

Fukurou 

Ero stata da Fukurou qualche tempo fa ma il menu è cambiato. A pranzo giapponese classico, la sera antipastini e ramen. Con 10 euro potete prendere un tris di antipasti giapponesi di quelli che non si trovano nei soliti sushi, e con 12 una bella ciotolona di ramen, davvero buono. Ve ne parla meglio Caterina in questo articolo con foto!

Trapizzino

Il posto perfetto per un pre cena volante se siete in zona cinema Ariosto (che tra l’altro ha sempre una programmazione interessante, ho visto lì Bande à part e The Party). Fanno pizzette romane fritte ripiene di cose sfiziosissime, come lingua, polpette, caponata. Hai detto fritto ripieno? Eccomi.

Giacomo

Il mio ragazzo mi ha invitata a cena da Giacomo per San Valentino, sapendo che è un posto elegante e dove si mangia bene, un po’ vecchia Milano. Purtroppo siamo rimasti delusi: ci hanno fatto aspettare mezz’ora all’ingresso, c’erano troppi tavoli tutti appiccicati e gente molto rumorosa (purtroppo i posti fighetti di Milano hanno una controindicazione: sono pieni di escort e gente simile). Il cibo esce era veramente buono (ho preso un antipasto di crudi, mezzi paccheri con la bottarga e una torta al cioccolato spaziale) ma i camerieri praticamente mi lanciavano i piatti perché non avevano lo spazio vitale per appoggiarmeli sul tavolo e c’era davvero troppo casino. Per una cena da quasi 200 euro in due non mi aspetto questo trattamento. A loro difesa, sono stata a pranzo ed è molto più tranquillo. Se vogliamo spendere due parole su tutti i Giacomo di Milano, Giacomo Rosticceria è più carino e intimo, mentre Giacomo Bistrot, che è uno dei ristoranti più belli di Milano (quello con i libri alle pareti) è simile al ristorante (attesa infinita, camerieri incompetenti, prezzi spropositati).  Giacomo all’Arengario è uno dei posti più romantici di Milano (fatevi dare un tavolo vista Duomo altrimenti non vale la pena), si mangia bene e non è turistico come sembra. La pasticceria non l’ho provata ma direi anche basta dargli soldi, a sto Giacomo.

Llevatapas

Sono stata Lunedì sera con amici e l’ho adorato: ambiente accogliente, musica perfetta al giusto volume, tavoli ben distanti, camerieri discreti e cortesi, bagno carino con salviette di stoffa (amo), tovaglie e tovaglioli come dio comanda, ottima selezione di vini, tapas gustose e dal giusto prezzo. Vi consiglio il gelato al dulce de leche per finire in bellezza 🙂

Felice al Testaccio

Il famoso ristorante di Roma ha aperto anche a Milano e bisogna prenotare con largo anticipo per riuscire a trovare un posticino. Non sono rimasta delusa dalla mia fantastica Cacio e Pepe, che sognavo da tempo. Buoni anche gli antipasti (squisite le melanzane), non avevo spazio per il dolce ma secondo me il tiramisù meritava.

Drink

Eppol

Odio questo posto in Porta Venezia ma ci torno sempre (perché è bello? Mah, un muro coperto di edera non vale la spesa): rumoroso, buio, sempre pieno di gente, i cocktail costano troppo e c’è il sistema del condividere il tavolo con altre persone che proprio non sopporto. L’aperitivo non è male ma davvero non riuscirete a sentire quello che vi dice il vostro vicino di tavolo. Non ci andrò più. Sono stata a bere una cosa anche nel locale adiacente ma non mi metto nemmeno a cercare come si chiama perché non era niente di che.

Dabass

Nuovo posticino di tendenza in Porta Romana, dove è impossibile trovare posto per mangiare (ma nemmeno ci tengo perché è il tipico posto dove si spende tanto e non si mangia niente, simile al MAM, Milano amore mio, sempre in porta Romana). Sono stata un paio di volte dopo cena a bere ma non tornerò più nemmeno qui: camerieri antipatici, drink serviti in bicchieri senza nemmeno un tovagliolino accanto, ho chiesto un Baileys e non l’avevano, ho chiesto un White Russian e non me lo potevano fare, ho chiesto un’alternativa a scelta del barista e non mi ha saputo proporre nulla. Se poi bisogna sgomitare per sedersi anche no. Addio.

Pasticcerie/ Aperitivi

Sissi

Storia pasticceria di Milano tutta rosa con un delizioso cortiletto porticato, in zona piazza Tricolore. Passavo di lì e non potevo non prendere una frittella di carnevale (il caffé al ginseng faceva schifo ma vabè il problema è della macchinetta, a Milano secondo me il più buono è quello di Marchesi in via Montenapoleone).

Massimo via Ripamonti

Altra storica pasticceria di Milano che però fa anche un famoso aperitivo (chiude alle 20, quindi non proprio comodo per chi lavora non in zona). I cocktail sono fatti con un vermouth e un bitter di produzione del locale squisiti, il mio ragazzo ha preso un Negroni pazzesco e io un Americano con marmellata di arance di Sicilia che ancora mi sogno. I salatini non sono da meno: focaccine, brioches salate e altre prelibatezze. Davvero consigliato.

Pranzo

I love poke

Se siete in zona Duomo e volete fare un pranzo senza fronzoli c’è un posticino minuscolo in piazza dei Mercanti che serve il poke, piatto tipico Hawaiano. E’ una ciotola di riso con dentro vari ingredienti a scelta e salse, molto gustosa e relativamente cheap (meno di 10 euro). A Milano l’unico altro posto che la fa è il Botanical Club. E’ un chirashi eh, niente di più, però componibile con ingredienti a scelta.

Flowerburger

Hamburgeria vegana che si trova in due location a Milano, via Tortona e in Porta Venezia. L’hamburger era buono ma non riesco proprio a tollerare il sistema con cui è organizzato il locale. Si ordina al bancone, si paga subito, ti danno una specie di dischetto che vibra che ti devi portare al tavolo e che si illumina quando l’ordinazione è pronta. A questo punto tu cliente devi andare in cucina, prenderti il tuo piatto e portartelo al tavolo e quando hai finito riportarlo in cucina. E qui la domanda mi sorge spontanea: ma i camerieri che cazzo ci stanno a fare? Comunque per 10 euro l’hamburger è buono e non si sente nemmeno troppo che è vegano.

Mantra rawvegan

Se avete 25 euro da spendere e volete mangiare (poco) cibo vegano, potete provare questo posto in Porta Venezia, uno dei pochi localini (carini) di Milano che propongono piatti healthy (l’altro è SoulGreen, carissimo ma buono. Poi ci sono altri posti che propongono cibo vegano, tipo Rosmarino e Radicetonda, ma sono self service alla buona) : centrifugati, succhi, piatti vegani dagli ingredienti poco identificabili ma gustosi, porzioni minuscole e, la cosa che mi ha fatto più ridere, il pane senza glutine senza farina senza lievito, da pagare a parte (1,40 euro). I dolci però sono squisiti, io ho assaggiato una cheesecake al cioccolato con latte di anacardo davvero buona. Il pranzo ti lascia con un punto interrogativo: cos’è che era quella specie di tortino? Se il pane non ha il lievito e la farina com’è possibile sia pane? I piatti però sono gustosi (NON MI SPIEGATE IL CIBO VEGANO NEI COMMENTI PERCHE’ NON MI INTERESSA).

Ofelé

Mi avevano consigliato questo posto per il brunch, ed è in effetti cheap per essere in centro a Milano: una bevanda calda, una fredda, un piatto principale e un dolce costano 20 euro (meno caro di così c’è solo l’Ostello Madama a Lodi, ma non si mangia un granché). Peccato che eravamo in due e abbiamo atteso mezz’ora per la spremuta, 45 minuti per il latte macchiato e  UN’ORA E UN QUARTO per i pancake con salmone e uova (avevamo pure ordinato le stesse cose). Considerate che il locale è composto da 5 tavoli da 2 persone ciascuno e c’erano 3 camerieri e fate i vostri conti. Poi tutto buono eh, però ho una vita da vivere. Le mie amiche mi hanno detto che a loro non è mai successo, io riporto la mia esperienza. Se volete andare, prenotate almeno il giorno prima perché è minuscolo e non troverete mai posto.

Fusho

Questo posticino in Sarpi è l’ideale per un pranzetto veloce se siete in zona: fanno un burrito sushi, cioè un classico burrito ripieno di pesce e avvolto nell’alga. In pratica è un temaki grosso, diciamocela tutta. Per 9 euro non vi sfamate assolutamente, girate l’angolo in via Lomazzo e andate alla panetteria cinese a prendervi delle cosette sfiziose, fidatevi di me.

 

 

26/02/2018

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18 pensieri su “Recensioni cattive di film e ristoranti: Febbraio 2018

  1. giulia ho amato AMATO lo spettacolo di Iliza su Netflix, non ho fatto altro che ridere con le lacrime per un’ora. Per caso conosci qualche altra comedian come lei? Ho provato con Aziz ma.. yawn

  2. Ormai sono rassegnata sui ristoranti a Milano, mi piace cambiare e provare posti nuovi ma poi torno sempre in alcuni che non deludono.
    Dabass sono stata la scorsa settimana a cena e non mi è piaciuto…ma dovevo aspettarmelo dato che non mi era piaciuto neanche MAM.

    Altra scena meravigliosa ieri al Potafiori: entriamo per fare un aperitivo (specificando veloce perchè poi dovevamo andare a cena) e ci dicono che non era possibile perchè era tutto occupato. Piccolo dettaglio: locale alle 19.30 DESERTO!!!

    A me quello che fa uscire di testa a Milano è che non puoi improvvisare perchè se non prenoti non trovi posto (neanche infrasettimanale).

  3. Ciao! Posso chiederti come si chiama l’app di cui parlavi nelle stories che permette di segnarti ristoranti e bar?
    Grazie 🙂

  4. per caso hai provato quel posto di via Muratori, dalla parte opposto di Giulio pane e olio, è senza insegna, cioè al posto dell’insegna ci sono dei neon scoperti e tipo dentro hanno delle ceste con penne e album da colorare?

      1. non ne ho idea, è nella parte dove c’è il marciapiede stretto in via Muratori di fronte a Giulio pane e olio, ha due o tre vetrine, una con la cucina a vista e l’altra con l’ingressino che si affaccia sul bancone, ci sono delle ceste con dentro degli album da colorare e dei pennarelli mi pare, m’incuriosiva

  5. HAHAAHAHAH ho visto le stories sui ristoranti e le appoggio in pieno 🙂
    Convido le battaglie su tovaglioli e servizio adeguato, a maggior ragione organizzando eventi vivo la battaglia quotidiana 🙂
    e sempre in tema di battaglie il next level è la sommossa contro l’app GetFit — vado anche io li ed è un dramma!!!
    Last but not least il vestito di san valentino era una bomba!

  6. off topic: ti posso chiedere dove hai trovato gli orecchini di cui parli nella intro (e che penso siano quelli della foto)? Li sto cercando proprio così!

    firmato una grande fan di tutti i tuoi general mix del lunedì since 2011

  7. Davvero ti piace il caffè di Marchesi?! Trovo sia il peggiore di Milano, è acidissimo e rimane sullo stomaco (e sono uno che di caffè ne beve tanti in giro). Il più buono è quello di Princi ma il posto è quello che è e soprattutto non vale la pena puzzare di fritto per tutto un giorno per entrare a prendere un caffè.

  8. Giulia mi sa che hai leggermente mancato il focus di Mantra, che non è l’essere vegano bensì crudista. 😀 Detto questo, a me i piatti sono piaciuti molto e il servizio è stato buono, però non ci tornerò perché lo trovo davvero caro (in due abbiamo speso 90 euro).

    Ah, Aziz… Non so quando riuscirò a perdonarlo e guardare di nuovo qualcosa di suo.

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