I TIPI DA PALESTRA

Oggi guest star sul blog, il mio fidanzato Giuseppe che ha scritto per noi questo articolo, dopo che svariate volte uscendo dalla palestra mi sono lamentata delle persone che la frequentano 🙂

1. L’ANTROPOLOGO
Altamente (inutilmente) scolarizzato, è convinto di avere un edge culturale (e, anche se non lo direbbe mai, cognitivo) su chiunque altro passi dalla palestra.
Generalmente partecipa, con stance che sostiene ‘ironica’, a corsi quasi esclusivamente femminili (aerobica avanzato, GAG, acquagym). Guarda tutti sorridendo, come se volesse dire loro: “ehi, ma non capite? Sono qui, ma per ridere!!”. In verità, poi, si impegna, suda, fa casino con lo spirito dei boyscout. Ha poco più di 30 anni, ma è quello che quando l’istruttore dice “Allora ragazzi…” risponde ad alta voce e guardandosi intorno: “Beh… ragazzi XD”
È sempre stato grasso, malgrado la palestra e oggi si compiace dei complimenti degli istruttori omosessuali.
In spogliatoio si pesa sempre, ascolta con plateale e silenzioso disgusto i discorsi degli eterosessuali sulle più recenti conquiste e si corruccia di dubbio quando non coglie riferimenti calcistici o finanziari. Spesso non ha la salvietta, dimentica le ciabatte e non ha dietro il sapone. Conclude sempre la doccia con 60 secondi di acqua ghiacciata (o almeno così racconta di fare). Quando lascia la doccia (sempre spegnendola) guarda compiaciuto chiunque stia entrando per vedere che faccia fa al contatto con l’acqua gelida.
***
2. IL POMPATORE FOLLE
Ha 40 anni, ma vorrebbe averne 25.
In spogliatoio racconta le sue conquiste sempre qualche decibel oltre la soglia della cortesia e all’indirizzo di un interlocutore che non si capisce mai se sia davvero lì.
In sala macchine gira con il fare del condor: smiccia le tipe e punta i tapis roulant occupati con la stessa insistenza.
Ai corsi è, come dire, un po’ esuberante. Esegue qualunque esercizio con eccessiva enfasi e un impegno del tutto fuori luogo. Spesso questa esuberanza si traduce nell’invasione fisica dello spazio altrui.
Durante le pause nei circuiti cardio continua a pompare perché per lui qualunque allenamento è sempre un po’ ‘loffio’.
Ha un fisico dignitoso, ma decisamente non all’altezza della fatica che fa. Perché alle volte impegnarsi non basta.
***
3. LO SCOORDINATO CONFUSO
Non tutti sono fatti per pompare.
Lui, ad esempio, non ce la può fare.
Presenzialista incallito, indossatore di bandane improbabili e crop tops anni ‘80, è cultore dei corsi più ‘coreografici’ in palestra. È mezzo rachitico e, da quando entra a quando esce (indistintamente mattina o sera) saluta sempre tutti (personal trainer, receptionist, baristi e altri sportivi) per nome e con un piccolo gesto custom che dovrebbe trasmettere un senso di confidenza in realtà inesistente.
È così scoordinato da riuscire a scoordinare anche chi gli sta accanto. Saprebbe mandare fuori tempo il John Bonham (il batterista dei Led Zeppelin a cui si ispira anche Jason Segel in Freaks & Geeks) dei tempi migliori.
Finito l’allenamento rimane sempre in sauna almeno mezzora (in due sessioni infinite da 15’) durante le quali riesce ad attaccare bottone con chiunque capiti a tiro.
Dopo la doccia si cosparge i pochi capelli rimasti con una lozione mentolata che appesta l’aria per interi quarti d’ora.
***
4. LA TIPA COL TOP
C’è sempre una tipa col top.
Indossa tights Nike tecnicissimi, calzini Nike da running e delle Nike React (o qualunque sia l’ultimo modello mentre leggete). Un top Nike. E nient’altro.
Porta sulla spalla, appoggiato mollemente come un piccolo sudario quella che dovrebbe essere la sua salvietta da palestra.
Sembra sempre sia appena uscita da un corso, da una sessione di passo con pendenza sul tappeto, da una serie intensa in panca. In realtà non fa mai nulla. Gira, circola, passeggia, con fare malmostoso reagisce alle occhiate di chi, in palestra da più di 20 minuti, inizia a guardarla in maniera interrogativa, domandandosi cosa stia facendo esattamente.
Ciononostante è magra, magrissima.
Spesso, prima di andarsene, consuma un caffè al banco del bar della palestra.
Probabilmente la mezza bustina di zucchero che usa per il caffè è la sua cena.
***
5. LA FRONDISTA
Ha trentanni, frequenta la palestra la mattina presto e la sera tardi.
Per qualunque momento trascorra in palestra ha una lamentela.
Quando entra è l’orario.
“Non è possibile, con quello che pago, che apra solo alle 6:45/chiuda già alle 22:30!”
Quando è in sala è la gente.
“Ammazza, che esclusività: cosa devo fare per poter usare un tappeto/una lat machine/presenziare a un corso, pagare delle tangenti!?”
Quando è a casa è il sistema di prenotazioni.
“Ma come, COME, è possibile che i corsi siano TUTTI pieni? Non potrebbero aprire prima le iscrizioni? NOOOOO. Ma io ho da fare mica posso stare incollata ad aspettare che aprano, ma chi è ‘sta gente cosa fa, non lavora che si prenota così velocemente?”
Quando è in spogliatoio sono le donne.
“MA CERTAMENTEEEE… giriamo con la figa all’aria, puliamoci per benino di fronte allo specchio completamente nude. Non è che mi state umiliando, no.”
E così via.
Alcuni dei suoi molti raptus si traducono in tentativi (mai riusciti) di aggregare consenso e presentare una mozione alla reception, una protesta per chiedere condizioni più eque per gli abbonati (senza avere idea di quali dovrebbero essere).

20/11/2018

Tags: ,

5 pensieri su “I TIPI DA PALESTRA

  1. Ahahah anche io assidua frequentatrice di palestra! Un po’ frondista ma spesso in top e tutta coordinata grande Beppone!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *