LA BLOGGER 2.0 MI FA MOLTO RIDERE

Ogni tanto vengo invitata a qualche evento organizzato da brand vari dove sono presenti altre blogger.

Per voi amici che magari non avete mai avuto a che fare con una blogger di moda moderna (non noi vecchie bacucche della prima leva che ancora scriviamo), vado ad illustrarvi l’esemplare medio della categoria attuale, ormai chiamata anche INFLUENCER, cioè una versione più giovane e glamour della blogger di un tempo, che concentra i suoi sforzi interamente su instagram.

Questo elenco è stato stilato dopo avere incontrato svariati casi tutti uguali e tutto quello che cito mi è stato detto face to face, non mi invento nulla. Non sto parlando di gente tipo la Veronica Ferraro della situazione (non la conosco) o altre ragazze conosciute a tutti, parlo delle influencer con numeri altissimi e profili dalle foto tutte uguali di cui però non ricordate mai il nome, perché da dove sono spuntate?

Cattura

La BLOGGER è (ancora) così chiamata ma in realtà non ha un blog. O meglio, a volte lo ha ma di certo non scrive articoli, al massimo ha qualche schiavo che carica le sue foto. Non guardo mai questi siti perché sono come The Blonde Salad, semplicemente ridicoli, so solo che l’altra sera di ritorno da un evento ho aperto il blog di una ragazza insieme al mio fidanzato ed era scritto così male che lui stesso ha dichiarato ” e questa avrebbe un team che scrive per lei??”.

La blogger  ha un Instagram di solito con numeri sopra i 100k, ovviamente popolato di sue foto patinatissime e con followers palesemente comprati. Esempio: se un profilo ha 100.000 followers e 1500 like a foto c’è qualcosa che non va, perché io ne ho 17.000 e ho lo stesso identico numero di likes. Ma questo le aziende non l’hanno ancora capito, poveri.

La blogger è sempre perfetta e super glamorous: capelli acconciati perfettamente, trucco pesante sempre steso, gioielli d’oro come piovesse, unghie sempre fatte, abiti accuratamente abbinati. Se le fate i complimenti si schernisce, oh ma queste due cosucce?ohohoh.

La blogger non sa cosa voglia dire lavorare: è una ricca ragazza viziata che non ha mai lavorato come dipendente e che gestisce i suoi canali nel tempo libero tra la spa, la manicure e le cene con il fidanzato.

La blogger è sempre fidanzata e con un buon partito: sfoggia un anellazzo enorme al dito sinistro che spicca  bene tra gli altri gioielli, spesso è sposata, sempre con un uomo ricco, più vecchio di lei e che guarda caso non appare mai nelle sue foto (ma la story dove le chiede di sposarla è lì in evidenza, perché “è sempre stato il mio sogno fin da bambina”. Non stare con lui, sposarsi e basta).

La blogger fa finta di essere low manteinance ma dopo alcune domande strategiche capirete che OVVIAMENTE non può essere così: un tale livello di perfezione estetica si raggiunge solamente evitando accuratamente di lavorare 8 ore in un ufficio e stando molto attente a non rovinarsi strada facendo.

La blogger ci tiene a specificare che lei ama “le cose semplici”: infatti per il suo matrimonio ha solo un abito con strascico di 2 metri, scollo a cuore che lascia praticamente scoperto il seno e dei diamanti grossi come nocciole alle orecchie. La sala della cerimonia è stata arredata con piante che arrivano fino al soffitto, una cosetta così.

La blogger fa shopping solo nei negozi high end ma ” a volte compro anche da Sandro, non mi vergogno a dirlo” (a questa mi sono ribaltata dalla sedia).

La blogger non ha interessi al di fuori dello shopping e della palestra. Non è molto “into books”, al cinema va a vedere solo i titoli famosi, i viaggi sono sempre negli stessi posti, a volte guarda le serie su Netflix ma non ci contate troppo. Che fa allora? Boh, credo aperitivi con le amiche e gite fuoriporta con il fidanzato.

La blogger frequenta solo determinate zone della città, di solito Brera se è a Milano. Abituè dei locali pieni di bauscia e figli di papà, è sempre sul pezzo con l’ultimo ristorante alla moda inutilmente costosissimo e si muove per la città solo in macchina e accompagnata, che con i tacchi a spillo 10 cm non si va tanto lontano.

La blogger ci tiene alla forma fisica e frequenta solo palestre costosissime del centro storico popolate principalmente da modelle e calciatori.

La blogger si circonda di amiche tutte esattamente come lei, capello fresco di parrucchiere, tacco e tutto il resto. E’ una setta di bellissime, tutte sistemate con ragazzi che lavorano in finanza che girano con la macchina del papi.

La blogger parla di viaggi e trasferimenti come noi parliamo di uscire da lavoro: “forse andiamo a vivere a Los Angeles, ma solo 6 mesi l’anno”, parla delle sue permanenze a Londra e a Parigi come se fosse casa sua, conosce tutti i ristoranti più chic delle capitali della moda e ne parla con una spocchia insopportabile.

La blogger è meglio non parli di attualità e temi scottanti e delicati. Ad una cena in cui era uscito l’argomento “politically correct” ho sentito un “mia mamma ha gente di colore che lavora per lei e non è mai stata razzista” (sto cercando un modo carino per dire che è completamente oca).

La blogger ha sempre un team che  lavora per lei, piccoli schiavi non pagati che la seguono ovunque per farle le foto, correggerle l’inglese (quando va bene) e rispondere alle mail (o almeno così immagino, dato che hanno sempre un team di almeno 3 persone).

La blogger guarda confusa la gente normale. Quando dico che il mio blog è un hobby e ho un lavoro a tempo pieno inclina la testa e spalanca gli occhioni. Quando parliamo capisce le mie battute sempre un attimino in ritardo ma poi si scioglie e cerca di uscire dal personaggio di bambola meccanica alla Nicole Kidman in “la donna perfetta”  dicendo cose tipo “you’re SO funny, You HAVE to become my best friend!!” (ODDIO NO PER CARITA’).

La blogger poverina non è per niente antipatica, anzi a volte fa anche ridere (nel senso che si ride di lei), ma vive così fuori dalla realtà e si accorge così poco di essere una macchietta che è impossibile per me passare del tempo con lei senza bombardare i miei amici in chat di aneddoti in real time, uno più incredibile dell’altro.

Che ci volete fare, ormai va così. Queste ragazze guadagnano migliaia di euro a progetto, quindi in realtà le prendo in giro ma non c’è niente da ridere. O meglio, ridono loro.

ndr la ragazza nelle foto è Negin Mirsalehi, diventata famosa tutto ad un tratto perché con il suo profilo Instagram seguiva 500 mila persone e così facendo ha accumulato 1 milione di followers (probabilmente molti organici!). E’ sempre perfetta e nei suoi video Youtube cerca di trasmetterci l’idea che è una ragazza normale con una vita normale e anche simpatica. Spoiler: NON CE LA FA.

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29/03/2018

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31 pensieri su “LA BLOGGER 2.0 MI FA MOLTO RIDERE

  1. Grazie per questo post! Abitando all’estero ed avendo la “valigia facile” (“Amore che ne dici se ci trasferiamo in un altro Paese?” – “Ancora!?”) mi sono imbarazzata al leggere i tuoi dialoghi con ‘ste peracottare e ho temuto il peggio: “Oh no, anch’io sono così!”.
    Poi ho visto le foto della tizia esemplificativa e mi sono rilassata: io sono molto più brutta! 😀
    A parte questo, condivido tantissimo sia il post sia le riflessioni nei commenti. A me i blog (e Twitter) piacevano perché mi davano nuove idee, sia consigli o trucchetti per migliorare la quotidianità, sia punti di vista diversi dal mio.
    Ora, come si diceva sopra, pochi contenuti, tante foto ritoccate e un incessante brusio di sottofondo che fa: “Compra! Compra! Compra!” mi annoiano.

  2. Ovviamente concordo su tutto ma in realtà ragazze così mi sembrano talmente distanti da me che, come dire, non mi identifico comunque e non credo potranno mai vendermi o comunicarmi qualcosa.
    Ultimamente mi ha fatto molto più pensare un fenomeno che ho notato su IG: ragazze che seguo perché tempo fa avevano un blog, ormai (quasi in tutti i casi) disertato in favore di un più spendibile account Instagram. Famose ma non famosissime, diciamo da 20 ai 50k followers. Ad ondate ricevono lo stesso prodotto e per due settimane non si parla d’altro. L’ultimo esempio che mi viene in mente è nutribees o naturalmojo, ma sono mesi che ci faccio caso e potrei citarne altri. Le nostre non possono far altro che accettare e pubblicizzare il marchio in questione perché ormai ci campano. Però, se tempo fa la marketta veniva giustificata dicendo che serviva per produrre altri contenuti che venivano distribuiti gratuitamente, oggi che i blog praticamente non esistono più, a che servono? E dal lato azienda, davvero credi che il tuo potenziale cliente sia talmente allocco da non capire il giochetto? A me personalmente si rizzano le antennine ogni volta che tizia e caia pubblicizzano lo stesso prodotto a due giorni di distanza.
    Sarei molto curiosa di sentire il tuo parere Giulia visto che, da quanto mi sembrava di aver capito, lavori nel marketing digitale (se ti andasse di mandarmi le tue riflessioni via mail senza scrivere qui sul blog usa pure il mio indirizzo!).

    1. si è vero, tante hanno ripiegato suInstagram perché costa meno fatica e porta più soldini in modo molto più rapido.
      Serve molto di più per le aziende, perché su Instagram si ha più visibilità (i blog non li legge più nessuno, sono morti) e c’è più buzz.
      Credimi anche io se avessi una azienda vorrei una sponsorizzazione sui canali social. Non ci vedo nulla di male se un prodotto viene sponsorizzato a pochi giorni di distanza da persone diverse, io stessa ho ricevuto Natural mojo e lo sto provando, dietro nessun compenso, per pura curiosità.
      Il primo giorno un loro prodotto non mi è piaciuto e l’ho detto onestamente.
      Ormai funziona così e va meglio per tutti, per le influencer che guadagnano molto di più, per le aziende che hanno guadagni immediati. Gli unici che ci perdono sono i lettori che sono annoiati e scettici. Ti capisco.

      1. non penso che si possa dire che funzioni, se i lettori sono scettici e annoiati non mi sembra un dettaglio trascurabile, poi non mi risulta che le aziende abbiano tutto questo ritorno economico, anzi…
        inoltre va detto che questo genere di influencer va bene solo per certi prodotti e per un certo target
        se fossi un’azienda non mi affiderei a queste persone onestamente, anche perché non vedo come possa attirare l’attenzione un contenuto talmente uguale a mille altri da perdersi nella folla, quante di voi riescono a ricordarsi una di queste facce marroni stuccate di contouring o queste finto naturali spettinate sempre allegre, sempre immerse nel resort di lusso o in mezzo a qualche posto americano o appartamento scandi chic che sembra il set di un film? io non me ne ricordo mezza, figuriamoci i prodotti che pubblicizzano…
        da quello che vedo le aziende sono sempre più autonome nel produrre loro stesse contenuti virali e di qualità, un caso sopra tutti direi Gucci, se ci pensi solo pochi anni fa Kenzo quando ha svecchiato l’immagine si è affidato largamente ai blogger, oggi la stessa strategia non funzionerebbe, Gucci ha fatto parlare di sè solo con il prodotto e la stampa classica, come immagine io ho in mente varie attrici, non blogger o ex blogger

        1. Eh no ti rispondo anche dal lato azienda perche ci lavoro e per certi prodotti la sponsorizzazione funziona ancora. Forse tu sei attenta piu del consumatore medio, fidati la gente vede e compra

          1. più che attenta ho serie difficoltà ormai a notare i prodotti proposti dal genere di blogger di cui parli nel post..perché sono talmente indistinguibili tra di loro che sembra di vedere sempre la stessa persona e la stessa foto
            non so se poi abbiano una base di fan sfegatati che comprano a prescindere
            per le aziende micro e medie che non hanno prodotti molto commerciali o cheap, le sponsorizzazioni non funzionano granché

    2. Mi sono scordata di fare un altro commento: hai ragionissimo a dire che una volta c erano i contenuti in piu rispetto alla marchetta mentre oggi ci sorbiamo la pubblicitá, e che le influencer sono un nastro continuo di sponsorizzazioni e ci si annoia. Io dal canto mio cerco di proporre entrambe le cose, i prodotti sponsorizzati perche mi pagano o perchè li voglio provare ma anche roba che scrivo io/decido io di condividere

      1. Scusa il ritardo nella risposta!
        Premetto che non mi riferivo in alcun modo a te, sei davvero una delle poche che continuo a seguire e adoro leggere il tuo blog. E’ vero che hai fatto sponsorizzazioni ma rispetto ai contenuti che fornisci quotidianamente mi sono sempre sembrate cose marginali, per cui nessun problema.
        Mi riferivo all’universo di influencer, anche italiane, che ogni giorno mi lasciano più allibita. Sono d’accordo con Mara quando dice che il lettore ormai è stufo ed annoiato, ma sono d’accordo anche con te quando dici che probabilmente siamo consumatrici più attente della media, e questo mi da molto da pensare.

        1. ma italiane quali? ce ne sono di vario genere da noi, quelle che sopporto di meno sono quelle che hanno quei profili tipo entusiasmo-sognatrice, tutte leziose e stucchevoli che vogliono far credere di vivere in un mondo di elfi e fate
          oltretutto con molte di loro ho purtroppo a che fare per lavoro e spesso si rivelano molto diverse da come vogliono far credere

  3. io penso che i social siano molto in declino per vari motivi, infatti ho notato che molte aziende non postano più e anche tanti utenti comuni
    sulle blogger influencer non c’è molto da dire, quello che ho notato sono i disperati tentativi di restare a galla, da parte di chi si è “ubriacato” con la bella vita e i guadagni facili, pur non avendo un vero talento o una vera passione per quello che faceva e adesso cerca di riciclarsi in mille modi ma senza successo
    poi per lavoro ho avuto a che fare con tanti blogger e mi dispiace dire che spesso ho visto gente molto scortese e arrogante, quindi non mi fanno pena quando adesso aprono mille profili per cercare di darsi un tono o tentare di far carriera pur non avendo qualifiche per fare quello che pensano di fare
    la festa è finita, che si trovino un vero lavoro

      1. lavorano ancora…per adesso, per me la flessione c’è stata e continua, per ora è impercettibile, ma c’è…anche i blog nel momento d’oro si pensava che non sarebbero mai tramontati del resto, internet è così
        certo troveranno un modo per riciclarsi, finché restano nel seminato, perché appena escono si sono visti i tanti fail…
        a parte qualche eccezione, ovviamente

        1. Si reinventeranno ma non moriranno
          Guadagnano sempre di piu e crescono sempre di piu, non si torna indietro. Tutte quelle che hannosfruttato bene il blog adesso sono milionarie

  4. Questo post merita applausi! Fortuna che almeno tu (e pochi altri) continui a postare o ad intrattenerci in modo intelligente con le stories perché ogni volta che apro l’instagram vengo bombardata dal vuoto cosmico di contenuti. Evviva la vecchia guardia!

  5. Ma come faceva a seguire 500.000 persone? Pensavo che il limite fosse 5.000.
    Le aziende credo sappiano che molti followers sono finti, comprati, ottenuti con il f/u ma pare che a loro interessino i grandi numeri. Contente loro…
    Certo la Ferragni con The Blonde Salad ha creato tanti mostri.
    Io alcune blogger le ammiro molto, come imprenditrici (ad esempio Emily Weiss anche se è comunque nata in una famiglia agiata), altre sono tremende. Eppure piacciono alle masse. Sono le nuove veline.

  6. Io sto sviluppando una spiccata intolleranza verso ragazze che seguo da tempo, ma inizio a non sopportare l’omologazione dilagante: dicono le stesse cose, trattano argomenti identici, pubblicano quasi in contemporanea post o video dai contenuti uguali… Basta.

  7. Assurda la Mirsalehi, e vogliamo parlare dei prezzi della sua linea di hair care? 55 euro un pettine di plastica, SETTANTAQUATTRO EURO una boccetta di olii vari con siliconi a volontà e un po’ di miele
    Ah, googla Negin Mirsalehi surgery se non l’hai già fatto

  8. Ciao Giulia!
    Grazie al cielo non seguo queste grigine, anche perché mi vien da piangere solo al pensiero che persone senza arte ne parte abbiano così tanto riscontro! (povera società!)
    Onestamente non capisco proprio come possano avere tutto questo successo, e parlo soprattutto di The Blonde Salad -e spero di non passare per un’invidiosa, perché a quanto pare se si dà un giudizio onesto su qualche celebrità passi automaticamente per invidiosa-.
    Se devo considerare influencer un qualcuno, voglio che quel qualcuno porti effettivamente qualcosa di nuovo nella mia vita: consigli, pareri, ispirazioni. Mi ricordo i bei vecchi tempi di snapchat (rip), dove ogni giorno tra te, Maria, Lorenzo, La Connie, Sara Caulfield, Martino, Corinne e altri che non ricordo, oltre a divertirmi da matta, venivo bombardata da informazioni su cultura generale e non, che mannaggia ce ne fossero di più come voi il mondo sarebbe un posto migliore.

    Detto questo, tu continua per la tua strada, i fedeli ti seguiranno sempre!
    Buona giornata!
    Vale 🙂

  9. onestamente concordo in pieno: io sono sempre per la liberta’ di espressione di tutti, pero’ in quanto follower vorrei un po’ piu’ di autenticita’.

    Io sono una ragazza normale pertanto vorrei trovare un numero maggiore di idee genuine nei social.

    Non ho bisogno di sentirmi ancora piu’ inadeguata, a quello ci penso io.

    Quello che cerco nei social e’ qualche idea in piu’ che altrimenti non mi salterebbe in mente, e che io possa attuare per migliorare il mio quotidiano.

    Devo ammettere che tutte queste influencer non mi aiutano per nulla, ma anzi, mi convincono sempre piu’ che forse dovrei cancellare il mio account.
    Poi trovo alcune blogger – quelle che parlano di qualcosa – e allora cambio idea.

    1. credo che a molte di loro non sia mai davvero importato di essere autentiche o di condividere contenuti per il gusto di farlo o per “generosità”, quello che sono diventate non è altro che quello che hanno sempre aspirato a diventare, in maniera più o meno manifesta, a seconda del grado di ipocrisia

  10. Pensavo di essere l’unica ad aver notato che Negin all’inizio seguiva quasi 1M di persone e ora a malapena 400! Fuori di testa

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