Non ne posso più dello “stile alla francese”

Guardate un attimo le foto qui sotto. Sono tratte dagli instagram account di diversi brand. Notate niente? Ve lo dico io: vendono tutti la stessa cosa. Sono ormai due o tre anni che arriva l’estate e sui social mi sembra di vedere sempre la stessa ragazza. Indossano tutte le stesse cose: abitini a vestaglietta a fiori o a pois, gonne svolazzanti leggere, bluse aperte sul davanti con profondo scollo a V, borse di paglia, sandaletti con tacco largo e basso da nonna, occhiali dal gusto vintage. Non fraintendetemi, i capi sono molto femminili e devo ammettere che stanno bene quasi a tutte: mettono in evidenza vita, seno e gambe, sono adatti per tutte le occasioni perché casual ma molto carini. Quando Relalisation Par ha aperto il sito qualche anno fa sono impazzita, volevo tutto, era difficile trovare nei negozi abitini estivi decenti che non fossero cortissimi o tamarri.

Il problema è che a forza di vedere sempre gli stessi capi addosso a tutte sono arrivata ad odiarli, tanto che anche se trovo qualcosa che mi possa piacere non lo compro, solo per non andare in giro vestita come mezzo mondo. Secondo problema: nella maggior parte dei casi questi vestiti sono dei pezzi di stoffa semplicissimi e costano sui 200 euro. Mi piacerebbero alcuni di questi capi in colori neutri, dato che odio le stampe a fiori e a pois, ma sembra una impresa impossibile. Bisogna ammettere che le catene hanno preso parecchia ispirazione da questi marchi e ora si può trovare qualcosa di carino e soprattutto di materiali decenti tipo lino e cotone anche da Zara e Mango, quindi qualcosa di buono ne è uscito da questa “moda” ridicola.

Musier Paris

Marchio fondato dalla blogger francese Adenorah, ultimo nato della ondata francese, ha semplicemente copiato tutti gli altri.

Musier

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With Jéan

nato quest’anno, uguale a tutti gli altri

withjean

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Newlily

Nato quest’anno, uguale a tutti gli altri

newlily

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Realisationpar

Il primo marchio a mettere in vendita i famosi vestitini, fondato da Alexandra Spencer, la ragazza già famosa come blogger di 4th and the bleeker.

realisation

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Rouje

Marchio fondato da Jeanne Damas, che del suo stile alla francese ci ha fatto un marchio di fabbrica. Abitini con lunghezze da nonna (ma spacchi strategici), orrende espadrillas aperte sul davanti con zeppa bassa, borse in paglia e maglioni in acrilico overpriced. Furba la Jeanne.

rouje

rouje2

Faithful the brand

Marchio americano che cavalca l’onda

faithful the brand 2

faithful the brand

 

27/06/2018

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22 pensieri su “Non ne posso più dello “stile alla francese”

  1. A me non dispiace devo ammettere! Moooolto meglio di altri trend comunque. E’ vero che è già trito e ritrito sui social ma per strada a Milano ancora vedo poche coraggiose che sfoggiano cose così. Concordo sul fatto che la combo malefica vestitino a fiorellini + sandalo zia pina + cestino di paglia sia un po’ troppo però. In generale direi che dona molto alle bombe sexy tipo Jeanne Damas, un po’ meno a noi ragazze normali.
    Stendiamo un velo pietoso sulla qualità.

  2. io adoro questo stile, perché è femminile ma anche delicato e scanzonato, anche se lo trovo più adatto al mare che alla città, poi qui a Milano non vedo nessuno vestito così
    cmq tanto per non saper né leggere né scrivere, sono corsa a comprarmi due abiti a vestaglietta ah ah 😀

  3. Io ho “fregato” il sistema facendomi fare delle cose dalla mia sarta. Per esempio top di lino vichy o semplicemente bianchi (mi piacevano tantissimo le canotte sottoveste indossate dalla Vikander nel film Danish Girl). Ho riesumato una camicia da notte della mia bisnonna, la parte inferiore molto semplice ma il colletto tutto ricamato a mano. Diventerà una maglietta. Così ho fatto per un vestito molto semplice, almeno so che stoffa uso e non spendo un capitale. (Poi sono d’accordo con te, ci sono cose mi piacciono ma alcune sono davvero troppo da anziana o da timida contadina provenzale.)

    1. brava! sono alla ricerca disperata di una sarta su Milano. se sei della zona mi passeresti il contatto? grazie mille

  4. Io ho notato addirittura lo stile delle blogger italiane che si fotografano nelle stesse pose delle modelle instagrammate dai brand.
    Aiuto.

  5. Ciao, non so se mi è partito il commento prima, comunque lo riscrivo. Che mi dici di Reformation e Sezane?

    1. reformation ne ho parlato nel post sui monomarca americani che preferisco, amo le loro cose ma è decisamente troppo caro, considerando che è tutto viscosa. Sezane non mi piace per niente, trovo tutto da Gina francese

  6. Io amo questo stile! Hai perfettamente ragione a dire che si vede su tutte ma mi piace veramente tanto! Poi quando sei una 38-40 ma indossi una coppa C vedere che finalmente le terre vanno di moda ti fa felice!

  7. Oltretutto mi è capitato di recente di vedere un vestitino di Realisation Par “dal vivo” e sembra proprio un tessuto cheap – magari poi non lo è, ma tutti quei soldi non ce li spenderei comunque!

  8. Assolutamente d’accordo! Ma poi sono belli solo nelle foto pose di Instagram perché nella realtà con quei vestitini a me sembrano tutte la “Sora Lella”.

  9. Io trovo spropositato il costo dei vestiti di Rouje, saranno anche tagliati bene ma per la composizione che hanno non spenderei mai più di 50€.
    Penso comunque che sia assurdo mettere tutta questa roba insieme. Cioè: vestito a portafoglio+fiorellini+borsa di paglia+sandaletti mi sembra un po’ esagerato, soprattutto in città.

    1. le due sorelle a me stanno abbastanza antipatiche, da quel che ricordo tra i commenti del blog dei tempi, nemmeno ai francesi stavano particolarmente simpatiche
      gli abiti sono molto cari, nemmeno io li comprerei anche se un buon taglio puoi pagarlo più di un buon tessuto con un modello mediocre

  10. Ciao stellina. Quando una cosa ce l’hanno tutti a me passa la poesia. Deve piacermi proprio tantissimo per comprarla. Figurati che spesso smette di piacermi anche qualcosa che ho acquistato anticipando il trend. E cambio strada… Baci La Zietta

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