Piccola guida ai tessuti

Oggi rubo letteralmente un post da un altro blog, A pair and a spare, per condividere con voi una mini guida ai tessuti.

Mi rendo conto che pochissime persone scelgono gli abiti che indossano considerando la composizione dei tessuti, che invece per me è fondamentale, come vi ho spiegato in tutti i post in cui parlo del guardaroba perfetto. E’ importante anche capire il peso dei tessuti, come cadono sul corpo e cosa comporterà la scelta di un tessuto rispetto ad un altro. Per esempio, in estate non compro niente in cotone pesante, perché lo trovo spesso e so mi farà sicuramente sudare. Non sono una grande amante della seta, perché odio stirarla e lavarla. Non metto troppo il jersey, perché è un tessuto che segna molto. Cerco di stare lontana dalle fibre sintetiche perché mi fanno puzzare. Ci tengo quindi a capire di cosa sono fatti i miei vestiti.

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Ecco una mini guida ai tessuti se proprio non sapete da che parte cominciare

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Spero vi siano utili!

19/03/2019

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16 pensieri su “Piccola guida ai tessuti

  1. Ciao Giulia! Ti seguo da una decina di anni ma non commento mai, non essendo una vera appassionata di moda! Peró devo ringraziarti perché hai fatto dei post, negli anni (tra cui questo) , veramente tanto utili per chi come me sta attenta a leggere la composizione dei capi prima di acquistarli, sia che si tratti di boutique sia nel mercato paesano. Ho abolito da anni il poliestere, mi fa sudare e puzzare, e cerco di non comprare piú nelle catene fast fashion!
    Poi volevo dirti che ieri ho ordinato i sandali Saint Raphael Vernis Noir da Rondini, a casa tra metri e sagome dei piedi mi sono un po’ incartata ad un certo punto, non capivo piú quale fosse l’arch e quale il bridge e dove dovessi misurare….insomma, ho deciso di telefonare nella speranza che qualcuno potesse spiegarmi in inglese (non parlo bene francese)…beh ti dico solo che mi ha risposto un allegro signore che faceva tanta fatica con l’inglese e ad ogni mia domanda rispondeva -“ Oui,…” e poi partiva con un inglese sbilenco…ma é stato gentilissimo! Mi ha pure detto che la taglia 40 italiana é un 41 in Francia….Spero solo di averci azzeccato con le misurazioni, ovviamente non appena mi arriveranno li recensiró nominando il tuo blog perché é grazie a te che li ho scoperti, erano anni che meditavo un acquisto da loro…o una vacanza a Saint Tropez eheh.
    Ti auguro buona giornata, Au revoir 🙂
    Lucia da Padova

  2. Grazie, molto utili queste tabelle! : ) Anche se mi aspettavo di trovare la lana tra i tessuti “heavy”…Mumble mumble…
    Ti seguo sempre con piacere (dai tempi di Fotolog….. :D)

  3. Ciao Giulia, grazie!

    Mi piacerebbe pubblicassi ogni tanto post dedicati a questo tema, dato che dal tuo post sul guardaroba perfetto e alcune cose dette al volo nelle IG stories ho imparato diverse nozioni, tutte messe in pratica durante gli ultimi saldi all’insegna del “poco ma buonissimo”!

    Grazie 🙂

  4. Estremamente interessante!
    Colgo l’occasione per fare una domanda: ma all’interno della macrocategoria poliestere (ma potrebbe anche essere una fibra sintetica assimilabile), esiste un poliestere migliore di un altro? Chiedo perché su IG tempo fa ho letto un post di un brand che, a domanda di alcuni clienti che chiedevano spiegazione del costo spropositato di alcuni capi da loro prodotti in poli, rispose che “il loro poliestere è meglio di quello low cost”. A me è sembrata una mega str****, però magari invece è vero. E in tal caso, esistono poliesteri che quindi varrebbe la pena rivalutare (io su questo sono una nazi come te)?

    Grazie 🙂

    1. ne ho sentito parlare anche io, credo che Reformation per esempio usi viscose naturali perché completamente riciclate, quindi diverse dalla viscosa del fast fashion!
      però non ti saprei indirizzare. io per non sbagliare lo evito, anche perché mi fa puzzare

    2. ovviamente sì
      dire poliestere dice tutto e niente
      esistono tantissimi tipi di filati, dal punto di vista tecnologico ci sono filati più evoluti di altri
      per esempio se osservi certi sintetici vintage sono terrificanti rispetto a quelli odierni
      lo stesso vale per qualsiasi tessuto
      ad esempio ci sono cotoni usati nei low cost che perdono subito la forma e finiscono con il disintegrarsi dopo pochi lavaggi

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