Qualche tempo fa Valeria ha scritto un post sull’invidia e sulle categorie di persone che le ispirano questo sentimento.

E’ un tema molto interessante, Michele mi accusava spesso di essere invidiosa degli altri (solo perché mi innervosisco guardando le foto di gente alle Maldive su Instagram, che sarà mai) e la cosa mi ha sempre offeso molto, perché non voglio essere una di quelle persone che vorrebbe vivere la vita degli altri (ok, forse la fidanzata di Ansel Elgort).

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(diapositiva di me quando penso al fatto che Ansel sta con una tizietta qualunque)

Chiaramente però ci sono alcuni tipi di persone che mi ispirano un pochino di invidia

La puledra finto casual

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Quando feci l’esame di ammissione alla Bocconi (università che poi non ho frequentato) mi ricordo distintamente che la stanza era piena di belle ragazze. Alte, con capelli lunghi e lisci ma volutamente spettinati, con spolverini in camoscio, sandali comprati con la madre a Saint Tropez (dove vanno tutti gli anni), jeans perfettamente fascianti senza essere ciucciati, unghie perfette. Pensai “io non c’entro niente qui, sono tutte puledre”. Non so come mi venne questo termine ma l’ho ancora in mente quando vedo questo tipo di ragazze. In Francia è pieno, infatti vivevo in uno stato perenne di tortura psicologica. La puledra è sempre molto carina, con una pelle di pesca che non ha bisogno di essere truccata, gioielli antichi della nonna indossati quasi a casaccio, borsa da 2000 euro tenuta con noncuranza, ma poi ha qualcosa di imperfetto, tipo “si dimentica” di mettere il reggiseno sotto il maglione, è spettinata, cose così. E’ perfettamente inserita nella città dove vive, va alle feste trendy senza essere nervosa, non la spaventano le situazioni sociali.
Inutile dire che non è il mio caso: la mia manicure non è mai perfetta, non compro “le cose giuste”, non frequento i posti trendy, ho l’ansia se devo andare ad una festa chic. Insomma, le guardo da lontano e le invidio.

La viaggiatrice

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Un delle persone che invidio veramente è la ragazza di WorldofWonderlust, una travel blogger australiana. Ogni settimana è in viaggio nei quattro angoli del mondo in hotel meravigliosi, viaggia spesso da sola e non solo in posti di mare, non è ossessionata dalla moda quindi non pubblica foto di outfit (insomma, non è Tuulavintage). Adoro viaggiare e darei qualsiasi cosa per farlo come lei (cioè non completamente per piacere ma nemmeno con particolari obblighi se non fare qualche foto). Ah, che invidia! Non posso neanche odiarla perché sembra simpatica. Ogni volta che guardo una sua foto penso “adesso mi licenzio e faccio come lei”.

La sprezzante

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Non so se capita anche a voi ma io ho un modo di comportarmi completamente diverso a seconda di chi mi trovo davanti. Se ho a che fare con persone che mi piacciono, sono me stessa. Se invece mi devo confrontare con gente arrogante, sprezzante o semplicemente stronza, mi blocco. E’ una reazione che ho sin dalle elementari, quando la mia compagna di classe cattivella spadroneggiava e non avevo il coraggio di dirle di chiudere il becco. Con le persone prepotenti non parlo con la mia solita spigliatezza, mi metto in un angolo e anche se si entra un po’ in confidenza tutta la loro sicurezza mi incute timore. Pensavo che con l’età sarei cambiata ma non è ancora successo.

 

Allo stesso modo, ci sono categorie di persone che proprio non sopporto

Quelli che non sanno stare al mondo

Questo detto della mia famiglia è usato per descrivere persone di vario tipo, principalmente i maleducati, gli svampiti, quelli che non sanno comportarsi. Persone alle quali devi ricordare che avete una cena in programma perché non hanno una cavolo di agenda, persone che ti invitano alla loro festa di compleanno e ti fanno pagare (per me una moda inconcepibile, se non hai soldi fai una festa in casa, non una cena al ristorante dove pagano gli altri), persone che non conoscono i principi base dell’educazione e sembrano dei selvaggi (e alla soglia dei 29 anni posso dire che ne conosco parecchie). Riconosco che anche io a volte non so stare al mondo, sono svampita e spesso dico cose fuori luogo.

I fighetti

Non so se è un retaggio che mi porto dietro dal liceo, una scuola un po’ sinistrosa di Parma, o se è perché avevo tanti conoscenti di questo tipo e non mi sono mai piaciuti ma odio i fighetti, come vengono chiamati a Parma. Presente? Nella versione femminile è una ragazza viziata, pretenziosa, che vuole che le si offra tutto, sempre fidanzata con il bravo ragazzo ricco, che non si farebbe mai un tragitto lungo a piedi nemmeno per scherzo, che non è mai andata in campeggio né ha mai avuto qualche avventura seppur ridicola, che frequenta solo ristoranti costosi e alla moda dove non si mangia niente, che se non va a farsi la piega una volta la settimana “si sente in disordine”, spesso con una madre ipercontrollatrice che la tiene a dieta e si fa il botox e un padre che lavora tutto il giorno e paga per tutti. La versione maschile è il figlio di papà con le scarpe firmate che ha frequentato la Bocconi e  lavora nella finanza, con nessuna cultura musicale o letteraria, che “il sabato con gli amici è sacro, dobbiamo andare in discoteca”, con il ciuffo da pirla e i mocassini colorati. Questi lui e queste lei sono destinati a stare insieme e non li sopporto in egual misura.

I non connessi

Tutti abbiamo una vita impegnata. Tante persone da vedere, mille chat di Whatsup al minuto, fidanzati, amici, la palestra… ma non mi venire a dire, amica, che non trovi 5 secondi per rispondermi al telefono oppure per vederci, perché allora devo dedurre che non ti importa di me. Il problema è che conosco persone a cui (credo) importi di me ma che non sono in grado di usare il telefono come persone adulte. Bisogna rincorrerle, non rispondono alle telefonate, whatsup non esiste, i social non li usano, vedersi è un’impresa. Tutte scuse ovviamente, perché poi sono connesse con il fidanzato con il cordone ombelicale, escono con altra gente e insomma, sono vive. Mi fanno diventare pazza.

 

40 Commenti

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  1. sara

    23/01/2017 alle 6:42 PM

    questo post è stata una rivelazione, finalmente ho un termine “puledre” per catalogare quelle che nella mia mente … sono esattamente così! Irraggiungibili 😉

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  2. Annarella

    29/06/2016 alle 8:40 PM

    Questo post capita proprio al momento giusto, quindi ne approfitto per muoverti una critica costruttiva sulla quale spero rifletterai: nella categoria delle persone che non sopporti hai giustamente inserito quelli che non sanno stare al mondo, facendo anche una piccola autocritica; ecco, devo dirti che mi colpisce molto (negativamente) il fatto che usi spesso e con veemenza i termini “handicappato” e “ritardato” quando sei arrabbiata; proprio perché sei una persona che tiene parecchio all’educazione e a certi temi (il femminismo, per esempio), mi sorprende che tu ti esprima così. Che poi non è nemmeno una questione di educazione, non ti sto contestando quei termini per una pura questione di facciata, di bon ton, no, vorrei non sentirteli dire più semplicemente perché… è sbagliato.
    Spero di averti fornito un input comunque positivo!

    Rispondi
    • rockandfiocc

      29/06/2016 alle 8:42 PM

      ciao, hai ragionissima, anche io me lo dico da sola.
      Prometto che smetterò, grazie per avermelo fatto notare!

      Rispondi
  3. roberta

    29/06/2016 alle 12:14 PM

    Mi è venuta in mente una mia amica, a proposito di un bel pò di cose che hai scritto, ne raggruppa qualcuna. Ha studiato alla Cattolica ma è del sud, quando veniva al sud era serena, tranquilla, disponibile,presente. Una volta sono andata a trovarla a Milano e non la riconoscevo quasi, fredda, calcolatrice, parlava solo di soldi, carati, ristoranti costosissimi,le sue amiche( puledre e figette) idem se non peggio, mi sono sentita a disagio come poche volte nella vita e non perchè ho oppure sono meno di loro, ma perchè mi hanno ignorata, tutto il tempo come se non esistessi.Amica cancellata ovviamente. Certo anche io cambio in base a chi ho davanti, cerco di mantenere sempre rapporti di lavoro civili coi colleghi, anche se sono odiosi e maleducati, per quanto possibile, perchè il clima sul lavoro è importante, ci passi gran parte del tempo e deve essere sereno o comunque tranquillo. Per i rapporti miei con il resto del mondo peso solo una cosa: voglio bene a questa persona? è importante nella mia vita la sua presenza? se le risposte sono affermative allora posso sopportare qualcosina, perchè tutti abbiamo grossi difetti che magari non vediamo. Invece ho tagliato i ponti con la mia amica storica, ormai ex, ed è stato per me un lutto che dopo diversi anni mi fa ancora soffrire, perchè era una persona opportunista, poco sincera, di quelle che vogliono passare, agli occhi di famiglia e conoscenti, come le brave ragazze sempre e comunque. Ecco questa categoria, quelle che vogliono passare per sante a tutti i costi, tipica del sud, questa mi sta sulle scatole assai.

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    • rockandfiocc

      29/06/2016 alle 12:42 PM

      di sante a tutti i costi fortunatamente non ne conosco, che nervi!!

      Rispondi
    • mara

      03/08/2017 alle 3:54 PM

      per strada a Milano vedo continuamente questi giovani del Sud, sono quasi sempre al telefono a parlare di lavoro e si capisce che sono parecchio stressati
      ciò non toglie che se la tirino anche parecchio, all’università da me era pieno, nessuno di loro aveva la minima intenzione di integrarsi con noi milanesi, stavano nel loro gruppetto e ci guardavano con disprezzo
      mah

      Rispondi
  4. Sara

    29/06/2016 alle 10:07 AM

    Ah, quanto sono d’accordo sulle puledre! E su quasi tutto il resto, a dire la verita’.

    Invece spezzo una lancia a favore dell’approccio ‘ognuno paga per se” ai compleanni. Da quando vivo in Inghilterra, dove spesso sono gli invitati a offrire da bere al festeggiato, vivo il mio compleanno con molto meno stress.

    Per carita’, fare una cena in un ristorante costoso e aspettarsi che tutti sborsino un sacco di soldi e’ comunque maleducato, ma non vedo perche’ se uno ha voglia di festeggiare il suo compleanno con amici non si possa semplicemente andare a bere qualcosa, cosi’ ognuno paga per se’ e beve quanto vuole.

    Non so, non tutti hanno una casa grande/bella a disposizione o dove si puo’ fare una festa (io personalmente ho un bilocale quindi piu’ di quattro-cinque persone non potrei invitarle) e dover spendere 300+ per un compleanno mi sembra un po’ eccessivo 🙂

    Rispondi
  5. Eli

    29/06/2016 alle 8:23 AM

    Ciao stella. Bellissimo. Leggo sorridendo il post e i commenti sopra e rivedo la “me” di “qualche” anno fa. Ma da Zietta vi do una bella notizia: tra un po’ di anni, rileggendo questo post sorriderete come me, pensando: “Apperò, adesso i conti li faccio io alle puledre, fighetti e soprattutto cretine/i.” Perchè questa è una razza trasversale. Continuo a pensare che la buona educazione, il buon gusto e l’intelligenza alla fine contano di più. Anche se rimango invidiosa di chi ha tutto facile. Beh, pazienza, nessuno è perfetto. Un bacio. La Zietta.
    P.S. Guarda il mio Depop e dimmi se faccio tutto giusto.
    P.S. 2 Il detto “stare al mondo” l’ho imparato dai miei nonni, fantastico!!

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  6. marghi

    28/06/2016 alle 6:06 PM

    potrei averlo scritto io, mi riconosco in ogni singola parola. in particolare il cambiare atteggiamento in base alla persona con cui si parla è una cosa che faccio anch’io e che anch’io pensavo di dover modificare, ma che alla fine ho accettato; è come se riflettessi il comportamento di chi mi sta di fronte: se è una persona che non mi piace, non riesco ad essere me stessa e mio agio, è più forte di me. però non credo di dovermene fare una colpa.
    quelli che non sanno stare al mondo sono quelli che più detesto in assoluto, che nervoso che mi fanno venire!

    l’unica differenza con quello che hai scritto è che io faccio la bocconi: ogni giorno mi tocca invidiare le puledre (di cui non potevi fare una descrizione più dettagliata e veritiera), sospirare vedendo le loro borse super costose, le loro unghie perfette e i loro outfit curatissimi; e ogni giorno mi tocca sentire le conversazioni dei fighetti fatte solo intership stellari e serate in discoteca. poi però, tra una lezione e l’altra, incontro le mie amiche che mi ricordano che per fortuna nel mondo esistono anche persone che ci somigliano e che, coincidenza, il tempo per noi lo trovano sempre.

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  7. roberta

    28/06/2016 alle 4:24 PM

    Allora mi sento in dovere di dire a mia anche oggi.
    Tanto per cominciare guardare foto su instagram di gente alle Maldive e pensare”che culo” non è invidia, affatto. “L’invidia è un meccanismo che mettiamo in atto quando ci sentiamo sminuiti dal confronto con qualcuno, con quanto ha, con quanto è riuscito a fare. Diciamo che è un tentativo alquanto maldestro di recuperare la fiducia, la stima in noi stessi svalutando l’altro. Si tratta quindi di un processo: c’è il confronto, l’impressione devastante di impoverimento, di impotenza e poi la reazione aggressiva” ergo non sei invidiosa di Tuula che va in giro a fare foto in posti bellissimi o di quelle che chiami puledre. L’invia è un misto di risentimento e insoddisfazione, ed è una cosa brutta. Credo che chi ne soffre davvero sta malissimo, si confronta con chiunque, ne esce sempre male, perchè è insicuro. Finita la mia personale quanto inutile analisi sul caso proposto oggi! baci baci

    Rispondi
  8. Luci

    28/06/2016 alle 3:40 PM

    Devo dire che le categorie da te invidiate e odiate e le mie coincidono, unica eccezione i fighetti e le fighette che semplicemente ignoro, anche se con il tempo li ho anche in un certo senso imparati ad apprezzare (ne sono stata inevitabilmente circondata tutta la vita) perché sono una categoria di persone incredibilmente divertente da osservare se guardati con la giusta ironia.

    Per quanto riguarda le puledre ti capisco, per me stanno al primo posto della lista. Vivo a Roma, ma sono comunque una categoria molto presente, specialmente nella mia zona (centro/parioli per capirci), e sì le invidio dai tempi del liceo. Anche se più di quelle alte (che da nana invidio a prescindere ahahah), invidio quelle piccoline come me che però hanno comunque quel qualcosa che le rende non solo puledre, ma assolutamente allo stesso livello delle puledre coscia lunga.

    Invece un’altra categoria che invidio è la c.d. Ragazza Semplice, che a differenza della puledra non è circondata da quell’aurea di ricchezza e celato snobbismo, ma è la classica a suo agio ovunque, solare e che piace a tutti senza sforzarsi.

    Rispondi
    • Giulia

      30/06/2016 alle 4:03 PM

      Maledette Ragazze Semplici. Peggio delle puledre, e abitando in Belgio, metà delle francofone sono molto puledre. Quello che mi rode di più é che restano composte quando piove (cioé qui sempre), mentre io, completamente sfatta, desidero dematerializzarmi in una pozzanghera e colare via.

      Categoria odiosa che hai dimenticato: gli “ignoranti and proud of”!
      Quelli che schifano il concetto di cultura in ogni sua forma, che non soffrono di analfabetismo funzionale ma sono proprio fautori di scelte scellerate. Quelli che ti condividono i post “condividi se anche tu sei indignato!!1!” o acchiappa like strappalacrime dei bambini down.
      Riuniscono alcuni dei tratti degli incapaci di stare al mondo e dei fighetti, cioé l’impreparazione alla vita, la completa superficialità, ma in modo nocivo e spavaldo. Aggiungono di loro il fatto di sentirsi dei vincenti.
      Sono quelli che non vorresti potessero votare.

      Rispondi
      • rockandfiocc

        30/06/2016 alle 5:39 PM

        ti capisco, un abbraccio virtuale

        ah si non li ho inclusi perché per me non esistono, se c’erano sono stati eliminati dalla mia vita.

        Rispondi
  9. Roberta

    28/06/2016 alle 3:14 PM

    Il mio spauracchio da quando ho 16 anni è rappresentato dalla versione alternativa-boho – radical chic della puledra finto casual. Di solito le incontro ai concerti e sono sempre accompagnate da super figoni che le guardano con gli occhi a cuore, hanno quell’aria trasognata, a loro agio nei loro vestitini svolazzanti e pure se sudano lo fanno con stile. Hanno un’opinione su tutto e sono state a ogni concerto/evento/mostra più inportante del momento. Quando ne incontro una, giro sui tacchi e vado nella parte opposta…

    Rispondi
    • rockandfiocc

      28/06/2016 alle 3:30 PM

      ah si ho presente. Quelle le odio, non mi fanno nessuna invidia

      Rispondi
  10. gynepraio

    28/06/2016 alle 2:34 PM

    Il mio incontro con il mondo bocconiano risale a quando facevo forse la V ginnasio e ho frequentato una famiglia (in realtà limonavo con l’ultimogenito) di Brescia che ha la casa al mare vicino a quella dei miei.
    Ebbene, la famiglia era ed è tutta interamente composta da puledri. Genitori e 4 figli/ie, tutti con lo stesso accento e modo di parlare, la stessa danarosa nonchalance. Ti dico solo che la figlia maggiore, tornata dalla spiaggia, si faceva la doccia in giardino e ne usciva più figa di me dopo un pomeriggio all’hammam.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      28/06/2016 alle 3:11 PM

      hahaha immagino (grazie per l’ispirazione per questo post!)

      Rispondi
  11. niky

    28/06/2016 alle 1:37 PM

    Ciao Giulia,
    che bel post! Mi hai fatto morire dal ridere col termine puledre.. non ci avevo mai pensato fino adesso! E all’improvviso l’illuminazione! Avevo un’amica tanti anni fa, una “puledra”.. mi ritrovavo a cercare di imitarla ma non riuscivo mai. Credo che certe persone nascano proprio così, dove le metti stanno a proprio agio, con qualsiasi vestito e con qualsiasi tipo di gente… anche io le invidiavo in passato, ma crescendo la mia vita mi piace così, un po’ “sfigatona”!

    Ho molta più invidia delle sprezzanti…. delle volte mi piacerebbe essere come loro e mettere tutti “al proprio posto”.. e invece lo faccio solo con chi non se lo merita!

    ps. ti seguo su snapchat.. ti adoro!

    Rispondi
  12. imalady_M

    28/06/2016 alle 11:07 AM

    Condivido l’odio per i fighetti, a Como dove vivo ne è pieno. Secondo me però, spesso i fighetti e quelli che non sanno stare al mondo (maleducati, arroganti) sono la stessa categoria e li odio odio odio.
    Le puledre poi, lascio perdere. Darei un braccio per essere così

    Rispondi
  13. Lara

    28/06/2016 alle 10:42 AM

    Pensa che io vedo in te una “puledra” (termine azzeccatissimo)! Sempre perfetta con un tocco di finta sciattezza noncurante che trasuda sicurezza di sè… Leggere che invidi ragazze del genere mi fa sorridere (oltre a renderti ancora più piacevole), per me rappresenti proprio una loro di loro 🙂
    Condivido l’odio per i fighetti, la tua descrizione è tanto triste quanto precisa. Naturalmente oltre ai ristoranti, anche il resto della loro vita sociale si svolge in posti esclusivi. Mi procurano la maliconia di animaletti che si sono costruiti gabbie bellissime in cui vivere e che non conosceranno mai la libertà anche solo di uscire di casa con i capelli fuori posto. La mia fase empatica si chiude qui, perché in genere si tratta di stronze supponenti convinte che il loro modo di vivere sia l’unico concepibile, in quanto perfetto.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      28/06/2016 alle 10:53 AM

      bahahaha grazie ma più che un tocco di finta sciattezza sono proprio sciatta hahaha
      No esatto non compatiamoli perché loro stanno benissimo così

      Rispondi
    • Annarella

      29/06/2016 alle 7:45 PM

      Mi vien da ridere perché anche io la penso come Lara (okay, anche per il termine puledra!)… Non metto in dubbio le tue insicurezze, però dall’esterno sembri appunto una ragazza spigliata, sempre a posto anche in jeans e maglietta, inoltre sei naturalmente bella senza bisogno di orpelli (ovviamente non intendo dire che le ragazze che si truccano abbiano qualcosa che non va), hai una pelle perfetta e a volte un’aria svagata che ti rende simpatica. Poi se quella nella prima foto è la Borromiao, beh, a mio avviso non hai proprio NIENTE da invidiarle.

      Rispondi
  14. Elle

    28/06/2016 alle 10:40 AM

    c’e’ anche gente normale in Bocconi eh 🙂

    firmato: wannabepuledra

    Rispondi
  15. eli

    28/06/2016 alle 10:17 AM

    sulle puledre… primo giorno di università cattolica, anno del signore 2001. a fianco a me una di queste che aveva come astuccio per le penne una pochette di prada. non mi sono mai più ripresa.

    Rispondi
  16. giulia

    28/06/2016 alle 10:06 AM

    Penso che le persone che invidio di più in assoluto, forse anche prima di quelle che non devono lavorare per forza per vivere, siano le persone che se ne fregano del giudizio altrui, e prendono tutto incredibilmente alla leggera.
    Io invece in genere sono quella che rimugina sulle questioni morali (quelle che mi importano), non mi piace attaccare briga e mi ritengo una persona gentile con tutti e ragionevole, ma se perdo la pazienza (il più delle volte per mancanza di rispetto) mi incazzo, prendo una posizione, anche a costo di crearmi inimicizie, cerco di difendere le mie questioni, sono convinta che ci sono situazioni in cui è per forza o bianco o nero. Non mi piacciono i rapporti e le amicizie di comodo, o essere sempre neutrale per stare per forza simpatica a tutti. Però non avendo il dono del menefreghismo assoluto,e non avendo la capacità di passare su tutto e su tutti con un caterpillar di autostima, non me la vivo tanto bene. In termini di “furbizia” è molto più facile e più comodo mantenere buoni rapporti con tutti, ma non ne sono capace. Se ricevo una critica è facile che mi metta in discussione, mi dispiaccio spesso, quindi invidio moltissimo le persone che invece se ne fregano alla grande, esponendosi sempre e comunque e che hanno una faccia tostissima anche quando sono nel torto o abbiano una morale leggermente distorta. Sono convinta che se la vivono sicuramente meglio di me.

    Tra il genere di persone che odio invece ci metto I FighiSempre, ovvero quelli che hanno sempre la battuta pronta e brillante,che dicono sempre la cosa giusta, che (apparentemente) frequentano sempre gente figa e posti fighi, si muovono in modo figo e fanno sempre cose fighe. Il genere di persona che, parafrasando Moretti, se stanno a una festa di merda non stanno in un angolo e pensano “che cazzo ci faccio io qui” ma si mettono al centro della stanza urlando ” che cazzo ci fate voi qui”. Li odio.

    Rispondi
    • rockandfiocc

      28/06/2016 alle 10:18 AM

      Ciao Giulia, anche io ero come te ma crescendo (non so quanti anni abbia tu) ho imparato a fregarmente e a prendere le cose molto più alla leggera.
      Nemmeno a me piacciono le amicizie di comodo, infatti le ho eliminate completamente dalla mia vita. Quando rimangono solo i veri amici non c’è bisogno di preoccuparsi di come gli altri ci giudicano perché non ci giudicano!
      Quanto agli altri (colleghi, conoscenti etc): chissenefrega, che pensino quello che vogliono (certo, non è che li insulto).

      hahahaha si capisco ma di solito sono uomini quindi non li invidio!

      Rispondi
  17. Emma

    28/06/2016 alle 9:46 AM

    Tutto veritiero, la categoria che più invidio è la ragazza finto casual proprio perché sotto sotto vorrei essere come loro.
    Una curiosità, cosa vuol dire “jeans ciucciati”?

    Rispondi
  18. sissi

    28/06/2016 alle 9:35 AM

    Ho fatto l’esame di ammissione alla Bocconi, ho scelto di frequentarla e mi sono laureata. Anche io non sono una puledra, neanche per sbaglio. Ma ti do una notizia agghiacciante da chi ci ha vissuto per 5 anni con le puledre… SONO ANCHE SIMPATICHE. E’ terribile.

    Rispondi
  19. carla

    28/06/2016 alle 9:05 AM

    Grande Giulia! Finalmente qualcuno che condivide il mio orrore verso chi non solo ti invita al ristorante per la propria festa di compleanno… ma ti fa pure pagare!! Che mancanza di classe! Che abominio! Eppure ormai questa tendenza ha preso orrendamente piede…

    Rispondi
    • Alessia

      28/06/2016 alle 9:39 AM

      concordo. Da isolana trapiantata a Milano ho notato che qua è abitudine “invitare” la gente a cena fuori per il compleanno e poi ognuno paga il suo.
      Se ho i soldi invito io, se non li ho non esco o al massimo appunto faccio qualcosa a casa.

      @Giulia: anche io cambio a seconda delle persone che ho davanti. Penso lo facciano tutti: non si può essere la stessa persona e avere gli stessi atteggiamenti con chiunque, proprio perchè “chiunque” è diverso dall’altro. Ci adattiamo alle situazioni e alle persone, è normale:)

      Rispondi
      • rockandfiocc

        28/06/2016 alle 10:16 AM

        mah, Michele per esempio non si fa intimidire da nessuno (forse perché non è completamente sè stesso con tutti)

        Rispondi

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