The Costume Institute Gala

E anche quest’anno siamo arrivati all’evento dell’anno: la mostra organizzata dal New York’s Metropolitan Museum (MET), che partirà oggi, con relativo galà benefico del Costume Institute, tenutosi ieri sera.

Il tema è ” The model as a muse: embodying fashion”.
Quest’anno l’ospite d’onore è Marc Jacobs, con Anna Wintour (come sempre, in quanto organizzatrice), Kate Moss e Justin Timberlake.

La nozione di modelle come muse dei designers sarà dunque il tema della mostra, in cui si esplora il cambiamento dell’ idea di bellezza negli anni, da Peggy Moffitt a Iman, da Nadja Auermann a Gisele Bündchen. L’ esibizione si propone di mostrare come le modelle hanno fornito ispirazione ai designers, hanno incarnato i trend del ventesimo secolo e hanno lasciato un ricordo nella storia della moda.“ In tutti i periodi, la moda è presentata e resa desiderabile da un gruppo di modelle che catturano con la loro bellezza l’ ideale del tempo”, dice Harold Koda, curatore del Costume Institute, che sta lavorando con il co-curatore Kohle Yohannan sul progetto.
“L’ idea di modelle o muse, sia che sia qualcuno che si conosce, o qualcuno che si è visto in un immagine o qualcuno che ci si è immaginato o inventato, è importante per ogni designer e per ogni collezione”, ha detto Jacobs. “Odio parlare di ispirazione, ma tutti hanno bisogno di un catalizzatore. Guardiamo a questa persona, questa modella, questa musa, e disegniamo per lei. E’ una cosa fondamentale, e porta a molti abiti fantastici”.

La mostra presenterà 70 foto di alta moda e look ready-to-wear, insieme a immagini di passerella, video di modelle, rock stars, socialites e attrici che segnarono ogni era.
“Ci sono certe immagini in ogni era che tendono a fissare un ideale estetico nell immaginario popolare”, ha detto Koda. ” In ogni tempo c’è la possibilità di creare un trend, e dopo quello, diventa la nostra idea di quel periodo, come Dovima e l’elefante, o la famosa foto di Avedon di Suzy Parker in Chanel.”
L’esibizione passa attraverso gli anni 50, con modelle comes Sunny Harnett e Dorian Leigh; icone dei 60 come Jean Shrimpton, Moffitt e Veruschka; visi dei 70 come Iman e Janice Dickinson; le supermodelle degli 80 e 90 come Amber Valletta e Shalom Harlow.
Ci sono anche abiti di designers come Azzedine Alaïa, Balenciaga, Chanel, Giorgio Armani, Marc Jacobs, Donna Karan, Helmut Lang, Lanvin, Claude Montana, Ralph Lauren, Prada, Jil Sander, Christian Dior, Versace eViktor & Rolf.
A chi ha domandato a Marc Jacobs se ci sia una modella che rappresenti di più il tema della musa, Jacobs ha nominato modelle come Turlington e Campbell, sue amiche di lunga data che lo hanno anche aiutato ai suoi inizi, una ventina di anni fa. Ma ha ammesso che forse il migliore esempio è Kate Moss. “Le immagini di Kate Moss by Corinne Day e Juergen Teller hanno davvero cambiato la moda” ha detto Jacobs. “Quello era un momento in cui guardavamo alla bellezza in un modo differente, e penso che Kate incarni ancora lo stile e il modo in cui noi ora guardiamo alla bellezza e al glamour e alla perfezione e all’imperfezione”.

Ma passiamo a qualche abito visto ieri sera a Ny.

Se posso darvi un mio modesto parere, parto con i SI:

Eva Mendez in CK. L’abito è di un bel colore, bel taglio, non troppo scollato, non troppi gioielli. Bella.

Georgina Chapman ( a destra) in Marchesa. Il colore le dona e l’ abito é davvero carino.

Liv Tyler in Stella McCartney. Look anni 40, con grosse spalle e pettinatura ad onde. davvero di classe. Adoro il blu scuro
Marion Cotillard in Christian Dior. Il nude effect fa sempre la sua figura.
Kate Bosworth in Stella Mc Cartney. Stupenda.
Bruce Willis e consorte

Questi sono i look che mi convincono. Su tutti gli altri ho qualche critica da muovere (mie opinioni, eh)
Si, con piccola critica:
Ashley Olsen in The Row.
Anche se l’ abito è troppo a sacco e senza forma (come sempre, retaggi dell anoressia), nell’ insieme mi piace.
Molto bello anche il trucco e borsina abbinata.
Claire Danes in Armani Privé.
Banaleeeeeee… Armani mi da sempre lo stesso effetto soporifero. Ma a chi puo’ mai piacere il “greige”(il suo colore caratteristico, misto di beige e grigio)?
Non si puo comunque dire che l abito sia brutto e che non le stia bene
Diane Kruger in Chanel, con quel figone di Pacey. Peccato l’abito non sia elegantissimo, cosi corto, e peccato per scarpe e borsa nere, da evitare con il bianco. Pero sono troppo carini.
Gisele Bunchen in Versace e Tim Brody. Lei troppo abbronzata e “disco”, ma come criticarla?
Ok, è trash e il tatuaggio non aiuta ma Amber Rose ruba la scena a Kanye . E il vestito non è male.
Anna Wintour in Chanel, come l’anno scorso. L’ abito è bello, ma questa donna mi fa paura

Liv Tyler in Elie Saab. Forse un po troppo “sposa”, per l’ occasione

Marisa Tomei in vintage Adrian !!!
che scelta!!il designer delle star di Holliwood degli anni 40! sono davvero impressionata
La cantante Ciara in Emilio Pucci
Ho sempre apprezzato tantissimo gli abiti accollati a maniche lunghe con scollature sulla schiena, come quello di Guy Laroche indossato da Hilary Swank degli Oscar 2005 , uno dei miei look preferiti di sempre,
ma questo Pucci mi lascia un po perplessa per il dettaglio bianco proprio sul didietro. Comunque la coda alta e la mancanza di gioielli sono azzeccati, e lei è molto bella.
Eva Longoria in Diane von Furstenberg. Sono un po perplessa per gli oblo, magari uno solo era meglio, ma fa la sua bella figura, di sicuro.
No, no e no!

Anne Hataway in Marc Jacobs. Il look era abbastanza carino, cara Anne, perchè roviinarlo con quella cofana sulla tua testolina? Si mormora che Anne sarà la nuova testimonial Marc Jacobs. Bah. Per me è cosi insipida…

Rachel Weisz in Vera Wang. Peccato per il dettaglio giallo in fondo, il rossetto troppo scuro e la collanina alla Cioé anni 90

Kirsten Dunst in Chanel. Questo è un esempio di quegli Chanel che non mi piacciono, tutti piumette, frangette, cosette.

Un po come l’ abito di Heidi Klum, firmato J Mendel . Troppa stoffa, Heidi… e poi odio il blu con il nero

Kate Hudson in Stella Mc Cartney, con la designer.
Non so perchè la Stella è fissata con le tute. La cosa mi disturba.Non è nemmeno magra.
Ktae invece sta diventando trash come su madre Goldie Hawn, tutta oro, scollature e cose. Non mi piace

Ivanka Trump in Bryan Reynes. Troppo tulle in fondo.

Kerry Washington in Louis Vuitton. Troppo bamboleggiante

Bar Refaeli in Marchesa.Troppo “piccolo”, scollato e corto.
Donatella Versace con la figlia Allegra e Cindy Crawford, tutte in Versace
Cindy con te facciamo i conti dopo, Allegra poveretta lasciamola dov’è che c’ha già i suoi problemi, e Donatella che dire…bel vestito comunque!
Emma Roberts, nipote di Julia e attrice, in Versace. Peccato le scarpe nere e la non-acconciatura.
Se avesse fatto piu attenzione sarebbe potuta essere perfetta, carina com è.
Jessica Alba in Jason Wu.
Jessica: Abito blu, calze nere coprenti (a Maggio), borsa fuxia.. non so, vedi tu.


Jessica Biel in atelier Versace e troppa crema autoabbronzante. Peccato, perchè il vestito è splendido, ma la sua pelle, l’abito e il tappeto rosso fanno pendant. Poi non so, sei scialba. Justin con occhialetti sei ridicolo.
Rachel Bilson in Bally by Brian Atwood. La scollatura non le dona e i capelli sono troppo lisci. Peccato, perchè fa sempre scelte anticonvenzionali.
Agyness in Burberry
???????!!!! ma trucco e parrucco?? che ti succede, Aggy??
Kate Beckinsale, nella solita posa da figona, guanceindentropettoinfuorimanosulfianco; mamma mia quanto mi sta antipatica. Allora se devo dirtelo Kate i capelli sciolti non c’ entrano niente, il vestito è esagerato, non sono gli Oscar, tu non sei praticamente nessuno e il grigio su una mora c’ entra come i cavoli a merenda, anche se è Marchesa. Chiaro?
Blake Lively in Versace.
Abbiamo colto il messaggio: sei sexy.
Anche con spacco, scollatura, una manica si e una no. Come direbbe mia madre: ” è un po esagerato, tesoro”

Rihanna in Dolce e Gabbana. HAHAHAHAHA! Ah, Riri, che burlona.

Emily Rossum in Carolina Herrera.
Bah non so Emily, sei giovane e relativamente carina. perchè il grigio?? Gente, il grigio sbatte!
Kate moss in Marc Jacobs, e Marc jacobs.
Kate Moss con turbante e Marc jacobs.
Ho detto tutto.
Katy Perry come al solito opta per un colore squillante, questa volta Tommy Hilfiger

Non so Katie, la pettinatura, piu il bracciale, piu la cosa sulla scollatura ti fanno un po stile Egitto. Poi ok il blu, ma quel vestito è troppo blu!

Lake Bell. boh, non so nemmeno chi è. Sorvoliamo sul cappello.
Non fare quella faccetta da furbina, Leighton Meester, perchè hai proprio toppato. Leggings??? Colorati? Sotto un Louis Vuitton? Dov’era la tua stylist, in bagno??
Madonna in Louis Vuitton. nemmeno qui credo ci sia bisogno di commentare.
Basteranno le migliaia di siti che la prenderanno in giro per tutta la settimana e oltre
Tyra Banks puoi alzare il mento finchè vuoi ma hai un paniere sulla testa e qualche balza di troppo sul vestito, cara mia.
Victoria Beckham terrificante come al solito, in posa plastica, abito Louis Vuitton e abbronzatura esagerata.
Cindy Crawford sei stupenda come al solito, l ‘età non ti ha scalfita, ma come ben sai la regola dice o spacco o scollatura. Portarle entrambi, in blu metallizzato perlopiù, è un po troppo. Non che tu stia male, eh.
Mary-Kate Olsen in Christian Lacroix Haute Couture. Non so perchè ma anche in un abito da migliaia di dollari sembra la piccola fiammiferaia (spettinata)

Molly Sims, modella dei 90, in uno strano abito con maniche e gonna a palloncino.
Già dicendolo suona sbagliato, no? Maniche e gonna a palloncino. eh.

http://www.style.com/peopleparties/parties/thumb/050608MET/new

l’edizione 2008 tema: supereroi

l’edizione 2007 tema :Poiret
C’est tout!
Che fatica

Manco a zio Karl piace Twitter

Riporto il penultimo post da “Fake karl”, uno dei miei blog preferiti, a proposito di Twitter.
http://fakekarl.blogspot.com/

Variations on the Death of Blogging
Dear Twitter Followers, I am very, very, very disappointed in you. You are the most demode people that I have ever encountered. I have seen your tweets. I do not care that you are having a shower. The mere fact that you are having a shower implies that you were at some point dirty, which I find repulsive. I do not care that you think so-and-so is the “coolest” person ever. I do not care what you had for lunch. Why are you eating in the first place? Why do you have a twitter anyway? Do you really think anybody cares what you are doing right now? I certainly do not care what you are doing right now- you bore me. Yet what I am most disappointed in is the fact that you appear to be a bunch of coffee-addicted, hyper-active, ADD children. As I dictate this most to an assistant, I am told I have 1577 followers. But, how many of you actually read this blog? The answer is: less than that. “But oh! We follow you on twitter because it is the hip and cool thing to do! All the celebrities are on twitter now, not blogging.” Non non non, the real reason so little of you 1577 cannot read this blog is because you cannot read! You people cannot read any more than one-hundred-and-forty characters at a time! Your short little attention spans can only grasp these little messages of 140 letters, hm? Novels, I am sure, will start to be 140 characters. Short stories will become 75 characters; and songs will be just 15 characters. If we keep going this way, “ABBA DABBA ZAPPAA” will be the hit song of 2010!Blogging is dead, hmm? Long live twitter!
Love,Uncle Karl

nemmeno io l’ho capito, Twitter. Postare i fatti tuoi ogni 3 minuti? E io che pensavo che già i blog fossero abbastanza!

Piccolo cameo di Karl:

Ieri sera ho guardato il documentario su di lui, “Lagerfeld Confidential”, ed è interessantissimo (seppur mal girato, secondo me).

Il film mostra la maison Chanel, i suoi viaggi tra jet privati e grandi alberghi, resort, servizi fotografici in giro, la sua routine. Appaiono Nicole Kidman, con cui è impegnato per un servizio fotografico, Carolina di Monaco, e molti altri. Ci sono filmati d’epoca, sulle prime collezioni Chanel, foto d’epoca, e soprattutto la sua casa di Parigi. E’ enorme, bianca, con una libreria stupefacente. Ogni angolo è occupato da libri e riviste, in una stanza ci sono file e file di appendiabiti pieni di giacche, in un angolo del salotto la sua decina i I pod, due cassetti pieni zeppi di collari bianchi rigidi, e un ripiano pieno di gioielli, soprattutto grossi anelli d’argento.

Lui sempre in completo nero, pantaloni troppo lunghi a sigaretta, camicia bianca con collo altissimo rigido, collane, anelli a ogni dito, boots a punta, coda di cavallo. Spesso è vestito Dior homme by Hedi Slimane, di cui era grande fan.

Un’icona!

Durante il documentario propina perle su perle, (che ho carpito solo in parte dato che parla un francese biascicatissimo e velocissimo) tipo:

“una persona creativa come me non puo vivere24 ore su 24 in mezzo alla gente, devo stare solo per ricaricare le batterie. Detesto la gente che non sa stare sola”.

“mia mamma non era certo una mamma tutta abbracci e carezze, e io questo l ho adorato, non ne avrei mai voluta una diversa”.

“adoro la pubblicità, la pubblicità è tutto, se non avessi fatto moda avrei fatto la pubblicità”.

(il cartello nel bagno della maison!)

ETSY.COM

Etsy.com è un sito in cui si può vendere e comprare cose esclusivamente fatte a mano.
In poco tempo ha conosciuto un successo incredibile, perchè vetrina per nuovi talenti e giovani designers. Ci si trova di tutto, dagli abii agli accessori, dalle bambole ai mobili, ai giochi, a categorie come “weird” o “kitsch”

Questi i basso sono i capi di Babooshka, un negozio che vende principalmente pantaloni”arabi”, cappe e gonne come quella sopra. Il negozio non vendeva un granchè fino a che la creatrice ha deciso di mandare un paio di pantaloni a Jane di Sea of Shoes. in poco tempo gli ordini sono arrivati a frotte.

Sea of shoes


Childhood flames

Elimina formattazione dal testo selezionato

http://www.etsy.com/shop.php?user_id=5714874

Giia è un negozio che vende collane, o meglio delle specie di collane. Costose ma bellissime, secondo me. Piacciono molto a Queen Michell di kingdom of Style

http://www.etsy.com/shop.php?user_id=6797261

Misha Market è un negozio di una ragazza svedese, che cura anche un blog, DustyDress

IL LAVORO DEI MIEI SOGNI

What’s your day job?

I work as a trend forecaster for one of the leading online trend forecasting services.
My company provides exact analyses of runway, retail and tradeshows done by our top analysts, I however work on a section where I provide directional themes, colors and fabrics seasons ahead based on intuition and inspirational thoughts and tendencies I feel.

ma chi è questa, con il lavoro dei miei sogni? Tesoro mangia che voli via…

03/05/2009

When Philip met Isabella


Qualche settimana fa ero in biblioteca municipale, reparto moda, e mi sono imbattuta in un libro meraviglioso, When Philip Met Isabella: Philip Treacy’s Hats For Isabella Blow.

Conoscevo la collaborazione Isaella-Philip ma ho scoperto nuovi dettagli

Traduco liberamente parti dall’introduzione del libro (scusate la grammatica)

Philip Treacy è un artista irlandese, nato nel 1967: Viveva con sette tra sorelle e fratelli.
Come da tradizione, cominciò a fabbricare cappelli per le bambole delle sorelle, con le piume delle galline che sua madre teneva in giardino.
“Mia mamma aveva un macchina da cucire. Non ero autorizzato ad usarla, ma ne ero cosi affascinato che la usavo quando lei andava fuori a dare da mangiare alle galline. Avevo circa 5 minuti a disposizione. Sapevo fare dei punti specali quando ancora nemmeno sapevo cos’erano”.
Sua sorella era l’unica ad incoraggiare il suo interesse per la moda, ma il resto della famiglia non lo scoraggiava. “Mi ricordo un giorno un vicino disse a mio padre: non pensi sia strano che un ragazzo faccia abiti per bambole? E mio padre disse- qualunque cosa lo faccia felice.Per una persona della sua generazione questo era piuttosto inusuale”.

Nel 1985, Treacy lascio la scuola e andò a Dublino per studiare moda e fare cappelli, ma solo come hobby, poiché erano da complemento agli outfit che produceva per il corso.
“Nessuno aveva davvero molto tempo per i cappelli perchè era una scuola di moda.
Ma venne un punto in cui ero più interessato a fare cappelli che il resto dell’outfit”.
Come esperienza di lavoro, in quel periodo passò sei settimane da Stephen Jones.
Studiò alla Royal College of Art a Londra, e “un giorno dissi al mio tutor Shelagh Brown: ‘Che dovrei fare? Cappelli o abiti?’ Lei disse ‘fai cappelli’. Fu pratico, non una grande sorpresa”.
Come progetto scolastico, Treacy fece cappelli Ascot per i magazzini Harrods, a Londra.
Claire Stubbs, la sua fashion director, lo declamò nel Sunday Times come “il prossimo grande cappellaio inglese”.
Treacy portò i suoi cappelli a far vedere a Michael Roberts, fashion director di Tatler magazine, e al suo style editor Isabella Blow.
“Che bellezza!” disse Blow. Dichiarò più tardi: “Pensai: ‘questo è grandioso. non mi sono mai sentita tagliata cosi’. Era un cappello verde di feltro tagliato come la mascella di un coccodrillo, con denti. Affusolato, elegante, cosi eccitante”. Blow era prossima al matrimonio, e, avendo scelto il tema medievale per il suo vestito, chiese a Treacy di farle il cappello.
“Volevo un cappello basato su uno spettacolo del 1930 chiamato The Miracle, in cui compariva Lady diana Cooper- ricorda Treacy- suggerii a Issy che forse poteva essere adatto al matrimonio. Non potevo credere di essermi imbattuto nell’unica persona che non voleva tulle e perle, ma quello, come suo cappello nuziale”.
Prendendo Philip sotto la sua ala, Isabella lo introdusse in un mondo di designers, come Manolo Blahnik e Rifat Ozbek,e fashion editors come André Leon Talley di Vogue America.
Quando Philip lasciò il Royal College nel 1990, si trasferì nel seminterrato di Isabella e suo marito, e allestì uno studio là. “Issy viveva di sopra con suo marito, e il suo cappellaio viveva di sotto, lavorando tutta la notte fino a che non saliva con le sue meraviglie. Poi tutte queste persone pazze cominciarono a presentarsi a tutte le ore della notte per provare i cappelli. Issy e io eravamo come Harold e Maude, in giro per Londra in auto… Avevamo una mostra, o andavamo a comprare libri, o solo fuori per un drink. Tutto quello di cui parlavamo era cappelli”.
Treacy fu convocato a Parigi per incontrare Karl Lagerfeld, designer capo da Chanel.
“Avevo 23 anni; avevo appena lasciato la scuola; non sapevo nemmeno se chiamarlo Mr Lagerfeld o altro. Ero totalmente intimidito dall’ intero scenario, ma Issy era esattamente sé stessa. Entrò soltanto nel palazzo Chanel e disse : ‘Vorremmo del te, grazie’”.
Non solo Treacy fece i cappelli per Chanel quella stagione, ma Karl basò la sua collezione sul cappello bianco a bolla con sciarpa nera di chiffon di seta che Isabella indossava quel giorno.
I cappelli erano stati per lungo tempo fuori moda: “I cappelli venivano associati a vecchie signore e pensavo fosse folle” -disse Treacy- Tutti hanno una testa, dunque ciascuno ha la possibilità di indossare un cappello e sentirsi bene in esso. La gente si sente meglio indossandoli. Ero contro la percezione del cappello di quel tempo e pensai: la cambierò”.

Le sue creazioni per Isabella vanno da “The Ship”, una replica di un veliero del 18mo secolo, “The Castle”, basato sulla vecchia casa di Isabella , e altri con cui lei spesso non passava dalle porte. “Presente lo scenario per cui le rose sono rosse e le foglie verdi? Perchè dovrebbe essere così?Odio regole e formule. Sono così noiose. Sono l’opposto della creatività. Le regole sono cose ridicole fatte per essere infrante”.Treacy fece cappelli per Valentino, Gianni Versace e Alexander McQueen da Givenchy. Aprì il suo negozio nel 1994, una porta accanto a quella di Isabella.
Gli piace mangiare lo stesso pranzo tutti i giorni: due uova, patatine, fagioli, un toast e té.

BIOGRAFIA

1967 nasce a Ahascragh, County Galway, Ireland 1985 Studia fashion design al National College of Art & Design, Dublin 1988 Royal College of Art, London , dove si specializza in design di cappelli
1989 Lavora con John Galliano and Rifat Ozbek. Incontra Isabella Blow 1990 Si laurea al Royal College come primo della classe. La sua collezione finale fa scalpore. 1991 Apre uno showroom e un laboratorio di cappelli a casa di Isabella in Elizabeth Street.
Comincia una lunga collaborazione con with Karl Lagerfeld. Lancia la Treacy ready-to-wear collezione di cappelli
Vince il British Accessory Designer of the Year award: lo vincerà 5 volte negli anni 90 (91, 92,93, 96,97)
1993 Prima sfilata alla London Fashion Week. Naomi Campbell, Christy Turlington e Kate Moss fanno da modelle.
1996 Esibizione alla Biennale di Firenze 1997 Lancio di una collezione di accessori, borse, guanti e sciarpe. Esibizione al Victoria & Albert Museum, London. 1999 Disegna cappelli per la collezione alta moda di Alexander McQueen per Givenchy a Parigi e per Karl Lagerfeld da Chanel.
2000 Prima sfilata di alta moda di cappelli a Parigi, diventa il primo designer di cappelli a sfilare alla Paris couture week.
2001 Collabora con l’ artista Vanessa Beecroft per la Biennale d arte di Venezia. 2002 When Philip Met Isabella: Philip Treacy’s Hats For Isabella Blow , Design Museum, London.
2005 disegna i cappelli per il matrimonio del principe di Galles con la duchessa di Cornovaglia (Carlo e Camilla)

http://www.philiptreacy.co.uk/

Isabella Blow

La sua vita pubblica comincia quando nel’83 fu presentata alla direttrice dell’edizione americana di Vogue: Anna Wintour. Fu inizialmente assunta come sua assistente, ma non molto tempo dopo diventò l’assistente di Andre Leon Talley, attualmente redattore capo di Vogue. Mentre lavorava a New York strinse amicizia con Andy Warhol e Basquiat.
Nel 1986 tornò a londra per lavorare con Michael Roberts, allora fashion director delle riviste Tatler e Sunday times Style.
Nel 2002 in un’intervista con Tamis Blanchard, dichiarò che indossava cappelli stravaganti per una ragione pratica: per tenere chiunque lontano da lei. “La gente dice: posso baciarti?e io rispondo no, grazie mille. Questo è il motivo per cui ho messo il cappello arrivederci. Non voglio essere baciata da chiunque ma solo dalle persone che amo”.
Isabella aveva un talento naturale per la moda e buone idee per i futuri trend. Scoprì Alexander McQueen e acquistò la sua prima collezione per intero per 5,000 sterline, pagandola in rate settimanali da 100 dollari. Dopo aver conosciuto Sophie Dahl, la Blow la definì come una grande bambola con il cervello e la rese famosa lanciando la sua carriera.
Nel 2002 diventò la protagonista di una mostra, una serie di schizzi e fotografie che la raffiguravano mentre indossava i cappelli disegnati da Treacy. Scoprì anche altri talenti nel mondo della moda come la modella Stella Tennant
Muore nel Maggio 2007 all’età di 48 anni,compiantissima, per suicidio, il suo terzo tentativo in pochi anni, a causa di una depressione. Il funerale si svolge nella cattedrale di Gloucester. Sulla bara campeggia un cappello di Philip.
Tutto il mondo della moda è presente. Tutti con un capello, of course.