Young European fashion designer

Peter Pilotto

http://www.peterpilotto.com/

Peter Pilotto e Christpher De Vos sono le menti dietro il marchio Peter Pilotto. Entrambi ex strudenti della alla Royal Academy of fine arts di Anversa, forse la scuola di moda più importante del mondo insieme alla St Martin’s di Londra, si sono incontrati nel 2000. Pilotto si concentra su tessuti e stampe, De Vos su silhouettes e drappeggi. La primavera-estate 2009 ha segnato il terzo show londines dei due, che hanno vinto il New Generation award, supportato da Topshop.

Style .com ha recentemente nominato Peter Pilotto come uno dei 10 più promettenti nuovi talenti della moda di oggi. Peter pilotto vende in 15 paesi, ed è presente da Colette a Parigi, Dover street market a Londra, Barneys e Opening Ceremony a Ny e Los Angeles (solo i più bei negozi del mondo,insomma)

Le sue collezioni qui

Minimarket
Minimarket, è un marchio basato a Stoccolma, e disegnato dalle 3 sorelle Sofie, Pernilla e Jennifer Elvestedt. Il trio è stato insignito da Elle Svezia del premio best designer label nel 2006. Minimarket è stato anche scelto nel 2007 per creare una lina esclusiva per il Museo di Arte moderna di Stoccolma.La collezione era chiamata :” Bærtling by Minimarket for Moderna Museet”. La filosofia del brand è di usare gli opposti per arrivare a un equilibrio perfetto. Volgiono creare qualcosa di sensuale e confortevole, ma anche stravagante. Le tre sorelle soo molto diverse per gusti e stili, dunque è il voler creare qualcosa che le unisce che ispira il gruppo.
Jean Pierre Braganza
Nato a Londra e cresciuto in Canada, Jean Pierre, dopo un primo approccio con la pittura, decide di trasferirsi nuovamente in Inghilterra per dedicarsi alla moda. Nel 2003 si diploma al Central St. Martin’s College, dove riceve il premio Colin Barnes. Ancora studente lavora con Robert Cary-Williams e approfondisce lo studio della pelle e i suoi utilizzi, facendone un elemento costante nelle sue collezioni. In seguito collabora con Roland Mouret, confrontandosi così con uno stile più sartoriale e strutturato. Nel 2004 lancia la sua prima collezione sulle passerelle londinesi, riscuotendo ottimi giudizi da parte del Financial Times e The Independent. L’esaltazione dei tagli, i giochi dei volumi e l’uso contemporaneo dei colore sono i tratti distintivi della sua creatività.
Henrik vibskov
Giovane danese di Copenhagen, laureato alla Central Saint Martin di Londra. Il suo gusto è così esclusivo che non si può classificare. Le sue piggy scarf hanno fatto il giro del mondo e sono state vendute in numero enorme. Si sta facendo strada come artista eclettico e grande visionario in tutto il mondo (spazia dalla performance artistica, a quella musicale – ultimamente sta girando il mondo con il progetto live del dj/produttore Trentemoller).
Henrik svia decisamente dai soliti clichè puliti & minimal che hanno caratterizzato i paesi nordici negli ultimi anni; infatti il suo stile è decisamente mutevole collezione dopo collezione, pur mantenendo saldo il discorso delle forme over e morbide, dei colori corposi e soprattutto della tradizione sartoriale nordica.

Gaspard Yurkievich

http://www.gaspardyurkievich.com/

Parigino, nato nel 1972. Dopo aver vinto il festival di Hyères nel 1997, lancia la sua prima collezione di prêt-à-porter femminile nel 2003. Nello stesso anno nasce le sua prima linea di scarpe. La sua moda è contemporanea e “urban”.
Dall’inizio della sua attività, cllabora per marchi di lusso o di grande distribuzione,come DeBeers, Jaguar, Toyota, Van Cleef&Arpels, L’Oréal, Mac Cosmetic, Evian, Eram, les Galeries Lafayette, Monoprix. Partecipa, a inizio 2008, all’esposizione “Dysfashionnal”, presentata a Lussemburgo.

Ann- Sofie Back

http://www.annsofieback.com/blog/


Designer svedese ma residente a Londra, Anne ha conseguto un master alla St Martin’s a Londra, nel 1998, e ha sfilato a Parigi due anni prima di tornare a Londra. Le sue collezioni prendono ispirazione da diverse fonti, come i travestiti, o le celebrità. Spesso utilizza e accosta materiali diversi tra loro, come falso lamè, pelle e velluto. Ha dichiarato di essere più attenta a creare una moda “normale” ora, perchè alcune delle sue scelte precedenti erano a volte troppo “difficili” per i buyers.

Ha anche creato una capsule collection per Fred Perry.

Ops!

A Marzo l’Officiel aveva ricavato un editoriale sull’argomento caduta modelle.
In effetti, quest’ anno si sono visti davvero tantissimi capitomoboli.
Colpa di modelle spesso giovanissime e inesperte, e di scarpe più che mai assassine.


Prada, spring 2009
Poi ne parliamo, del “primitivismo” della Miuccia.
forse questo è il video della caduta più famosa, da Vivienne Westwood, qualche stagione fa.
Sempre da Vivi la caduta più famosa del mondo, Naomi Campbell nel 1993.

riassuntino esilarante di altre cadute.
17/04/2009

Covers

Grande scalpore per le due cover del mese di Maggio più chiacchierate del momento:
Elle Francia e Vogue America
Il primo riporta le foto di 3 famose senza trucco, Monica Bellucci, Eva Herzigova e Sophie Marceau, tutte attorno ai 40.
Il secondo è intitolato “The Faces of the moment” . Anna Wintour decreta le modelle più amate del momento, cioè (secondo lei) Liya Kebede, Natalia Vodianova, Anna Jagodzinska (?), Isabeli Fontana, Lara Stone, Jourdan Dunn, Raquel Zimmermann, Caroline Trentini e Natasha Poly. Tutte fotografate da Steven Meisel (strano!)
Bah, sarà.
15/04/2009

Mariées

Christian Lacroix è famoso per le sue spose, che fa uscire in scena alla fine di ogni sfilata haute couture.

Volevo fare un post su questo, ma mi è venuto in mente che anche Gaultier è famoso per le sue mariées


Anticonvenzionali, ovviamente.

Poi c’è Gianbattista Valli, maestro di eleganza e semplicità

Indosserei subito uno di questi abiti.

Ovviamente Chanel

La famosa poupée tricot di YSL del 1965

E l’abito di Sex&the city, subito esaurito su Net-à-porter, in versione semplficata (un pò piu corto e meno pomposo, 9875 dollari)

nonchè l’abito da sposa confezionato per Dita Von Teese (matrimono in viola? infatti è finito male)

Uno dei miei abiti preferiti di tutti i tempi è quello di Grace Kelly. Maniche di pizzo lunghe, velo lungo ricamato . Accollato e semplice ma allo stesso tempo ricco. Favoloso. 1956.

Tutto un altro stile rispetto a quello che scels Audrey Hepurn per il suo matrimonio con Luca Dotti, 1969. Indossava un abito rosa di cachemere con foulard in tinta di Givenchy, collant bianchi e ballerine. Forse giusto per l’epoca, a cavallo tra i 60 e i 70.
Sempre Audrey in “Funny Face”, la mia sposa preferita di sempre.
Oggi tutto l’ insieme é davvero demodé, il velo corto con fiocchetto, i guanti corti, la gonna alle caviglie.

Ma lo adoro!!

Il galateo riporta che la sposa dovrebbe avere spalle coperte e nessun gioiello vistoso. Niente di peggio di spose vestite come da sera, ingioiellate e super scollate.

L’ abito è già lungo e appariscente di per sè, non c’è motivo di aggiungere gioielli, gonfiature, lacci, corsetti e scollature. La semplicità paga sempre. (amen, haha)

Calzolai celebri

Si dice che Christian Louboutin abbia inizato la tradizione della suola rossa, ormai suo marchio di fabbica, vedendo una sua assistente dipingersi le unghie mentre lavorava sul design di una scarpa. Versò direttamente lo smalto sulla suola di quel prototipo. Aveva pensato di dipingere tutti i “sotto” delle sue scarpe di un colore diverso, ma visto il sucesso del rosso, decise di non cambiare rotta.
Ok, ma Salvatore??

Ciao e grazie.
Che poi questa è la foto tarocca, non si vede la forma di Audrey.
Audrey Hepburn era grande estimatrice delle sue scarpe, e aveva mille ballerine Ferragamo di tutti i colori

Salvatore Ferragamo niziò la sua cariera negli states nei ’20, diventando subito il calzolaio delle star. Tornò a Firenze nel 1927. Dopo la chiusura per falimento durante la guerra, riaprì l’attività nel 1950, giungendo fino ad oggi, con linee di pret a porter, accessori, borse, valigie e profumi.
La città di Firenze ospita il museo a lui dedicato, in cui sono visibili i bozzetti delle calzature e i modelli che hanno rese celebre l’artigiano fiorentino, come la famosa ‘zeppa’ di sughero, brevettata nel 1936 e i modelli realizzati in rafia, cellophane, carta da caramelle, fili di nylon.

Le scarpe di Dorothy nel film “Il mago di Oz ” del 1939 sono di Ferragamo!

Un modello famosissimo e intramontabile è la ballerina con fiocchetto, oggi nella nuova versione, ma ancora ricercatissima nel modello vintage. Le blogger del momento fanno a gara per avere questo modello (am Lul, Stylebubble, My dailystyle)

14/04/2009