Se non conosci una Gina, la Gina sei tu

Appena sono arrivata a Milano ho cominciato a sentire parlare di questa figura mitologica, “La Gina”.
“E’ proprio una Gina!”, sentivo dire alle mie amiche, e ho capito che ci si riferiva a quella che a Parma viene definita “checa”.
La cosiddetta “acqua cheta che rompe i ponti”, solo che la Gina (termine che trovo renda molto più l’idea) non rompe un bel niente.

Taylortownsend

Taylor Townsend di O.C è la Gina per eccellenza: rompiballe, perfettina e odiosa.

Andiamo ad individuarla:

LO STILE

I capelli: la Gina adora quello che io chiamo il Boccolo di Ferro, che vorrebbe essere una piega mossa, invece è un insieme di boccoli fatti con la piastra, inamovibili. Una roba che andava di moda nel 2009, ma vaglielo a spiegare. Se ha la tinta, è decisamente sbagliata, tipo meches troppo accentuate.
I gioielli: il bracciale Tiffany regalo di Natale del fidanzato non manca mai, così come le perle alle orecchie.
Gli accessori: a seconda del suo potere d’acquisto spazia dalla O Bag ad una qualsiasi borsa Michael Kors all immancabile bauletto Vuitton. L importante è non avere mai niente troppo alla moda e soprattutto guai ad avere una borsa senza loghi!! Le scarpe sono Hogan, oppure ballerine dalla punta troppo arrotondata, mocassini Tod’s, tacchetti di 2/3 cm. Ad un certo punto ha comprato addirittura le Converse All Star perché le avevano tutti tranne lei ma se ne è pentita, non sono il suo stile (eh).
Il beauty: la Gina non ha mai imparato a truccarsi: è rimasta alla french manicure, non ha capito che il rossetto perlato lo mette solo mia nonna, il fondotinta è sempre del colore sbagliato. Il taglio di capelli è datato e senza carattere, spesso copiato dalla madre (con la variante boccolo).
Lo stile: la Gina crede di vestirsi bene perché è sempre firmata. Immancabili del suo guardaroba sono i capi classici che tutti i libri di moda consigliano di avere nell armadio, e che guarda caso sono più noiosi del mondo: la camicia bianca, il trench di Burberry, il tubino nero, la gonna a ruota (ODIO quel tipo di libri). Adora Polo Ralph Lauren perché la fa sentire tanto una brava ragazza, porta tanti fiori in estate e cashmere con le trecce in inverno. Insomma, è sempre pronta per la festa in parrocchia. La sera però attenzione, tira fuori la panterona che è in lei: via ad audaci tacchi 8 cm spuntati, calze velate e gonne addirittura sopra il ginocchio. Roar.

FAMIGLIA

La Gina non ha mai litigato con i genitori in vita sua. Fa parte di una grande famiglia del Mulino Bianco, va in vacanza con i genitori anche da adulta e li prende come sommo esempio di vita. Spesso ha ricevuto un’educazione un po’ rigida alla quale non si è mai – ovviamente- ribellata. Altra variante, è figlia unica e viziatissima.

RELAZIONI

La Gina ha solo amiche gine come lei, con le quali gira sempre in gruppo compatto, perché non sa stare sola. Non ha amici maschi perché le pare strano, se li ha le servono per essere accompagnata in giro.
La Gina di solito ha un fidanzato storico che la va a trovare a casa come negli anni 50, che sarà quello che sposerà con un matrimonio in grande stile in Brianza, con tutta la famiglia felice presente e abito da sposa classicone con scollo a cuore e strascico. La loro foto mentre si baciano al tramonto è ovviamente lo screensaver del suo cellulare. Lui è più gino di lei, oppure la tradisce.
La Gina guarda noialtre ragazze “normali” con malcelata disapprovazione, brutte sgualdrinelle che siamo. In realtà anche lei avrebbe voluto fare la zoccola da piccola, ma i genitori la oobligavano ad andare alle cene di adulti insieme a loro il Sabato sera.

A SCUOLA E LAVORO

Leccaculo con i prof e remissiva con tutti gli altri, anche a scuola la Gina è la ragazza perfetta. E’ quella che studia fino a notte fonda una settimana prima del compito in classe, per poi nemmeno prendere il massimo dei voti (perché non è nemmeno particolarmente brillante). La Gina è quella che a fine lezione va a parlare con il prof e fa le ricerche extra che nessuno le ha chiesto, dio quanto la odiavo. E’ quella che fa cinque master per poi andare a lavorare nell’azienda di famiglia. Se non ha un’azienda di famiglia, finirà per fare un lavoro qualsiasi, perché appunto non è particolarmente brillante.

QUADRO GENERALE

E’ quella che lava l’insalata della busta.
E’ quella che è andata all’estero solo con i viaggi studio perché d’estate si sta in Italia, nella villetta a Forte o in Sardegna con tutta la famiglia del fidanzato.
E’ cagionevole di salute, si ammala con niente.
Mangia solo italiano, perché le altre cucine sono troppo strane per lei, al massimo si concede un sushi perché va di moda.
Ha la viletta con piscina ma mai che abbia organizzato una festa, perché i genitori non vogliono casino in casa.
La gina è falsa come Giuda, fa la santarella ma è la peggiore di tutte. Vi manda per anni un messaggino per il vostro compleanno perché è educata ma in realtà dice peste e corna di voi alle vostre spalle.

FILOSOFIA

Ovviamente non fuma, non beve, non dice le parolacce e nel weekend va in parrocchia ad aiutare i catechisti.
Il suo idolo (purtroppo) è Audrey Hepburn. Tubino, perle e tutto il resto.
Pensa come una vecchia che vive in un paese dell entroterra della Sardegna e vota Salvini.
Si tiene stretta la borsa al petto quando le passa accanto qualcuno di colore.
E’ quella che “Io no ho niente contro i gay, però…

Share...
Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on TumblrPin on PinterestShare on Google+
03/07/2017

Tags:

32 pensieri su “Se non conosci una Gina, la Gina sei tu

  1. Questo post è la svolta! Mi è sempre mancata una definizione per quelle ragazze perfettine, vestite sempre fuori moda o fuori contesto (eleganti quando non serve o tipo quelle che indossano calze color carne e le famose ballerine troppo arrotondate ad una grigliata in campagna). A volte per farmi intendere le chiamo “pissere” in gergo fiorentino, ma Gina rende perfettamente!

  2. ho notato altre 3 cose delle “gine”, ovvero le finte santarelline:
    1. il loro fidanzatino lo riempiono di corna (ma sanno recitare molto bene il ruolo di fidanzata ideale )
    2. quando vanno in chiesa si vestono di tutto punto (come se a Dio importasse chi viene indossa vestiti di marca oppure no)
    3. ai matrimoni delle amiche/cugine le riempiono di (falsi) complimenti e poi alle loro spalle dicono le peggiori cattiverie..

  3. ne ho conosciute anch’io, anche la mia ex migliore amica era così, in versione forse più poraccia, a Milano c’è un’ulteriore variante che è la giovane sciura altolocata, versione meno tamarra e meno bacchettona, ma altrettanto ipocrita e vecchia inside

  4. La Gina abbina polo e camicie bianche a pantaloni beige. Esce solo il sabato sera ‘perché si fa così’, generalmente è astemia ma quando si sente particolarmente pazzerella ordina un cocktail alla frutta, possibilmente un Cosmopolitan perché l’ha visto su Sex & the city. Ogni domenica mattina va in chiesa, si sposa molto giovane, si mette la mano davanti alla bocca quando ride troppo.
    E poi un dettaglio fondamentale: ha sempre gli orecchini di perle.

  5. Ahahahah! Che ghignate nipotina! Purtroppo la Zietta dopo averci convissuto in tutte le scuole (al mio paese), dopo il liceo (pure) e l’università (a Milano), ne trovo pieno anche il posto dove lavoro!! A te e tutte le ragazze che hanno commentato lascio una vera perla. Quella che mia madre voleva a tutti i costi frequentassi e che io odiavo (segretamente) e ora rigetto (meno segretamente), era quella che, credendosi e volendo farsi credere evoluta e con un linguaggio “moderno”, alle elementari diceva di disdegnare “Nev iork” (ho faticato a capire cos’era e in più non c’era stata!), alle medie ha avuto un’uscita “quest’orgasmo per le verifiche” (era banale ansia? Mah!), alle superiori (fortunatamente non con me) era la regina dei paracxxx, a 19 anni ha abbindolato un comune amico (lo credevo più intelligente) di cui ancora ora è la mogliettina (casalinga), dopo una settimana andava a trovare la suocera e si sentiva avanti anni luce. Sì, certo…

  6. Oddio ma è la copia sputata di una compagna del liceo. Si credeva una gran figa ma ave dei colpi di sole orribili, il fondotinta spalmato solo fino al mento e super lucido, l’ombretto azzurro su tutta la palpebra. Una gran leccaculo e imparava tutto a memoria, l’unica differenza erano i boccoli, li piastrava i capelli una volta a settimana e dovevano restare a fil di piombo per sette giorni, e non li faceva lei per carità ma la parrucchiera, perché lei lavava i capelli solo una volta e mai in casa, quelle rare volte che provava a farsi la piega si bruciava la fronte!

  7. Ciao Giulia, post giustissimo!
    Solo una precisazione quando dici “pensa come una vecchia che vive in un paese dell’entroterra della Sardegna” ti sbagli… le anziane sarde sono troppo sobrie, forti, concrete e umili per assomigliare anche solo lontanamente alla Gina, anzi ti dico di più, una come la Gina la prenderebbero a sberle.

  8. Aggiungerei che la Gina esce la sera ma “torniamo presto” e “andiamo vicino però”, tiene gli shorts al mare quando ha il ciclo perché “gli interni mai nella vita”.
    Audrey sarà pure l’idolo della Gina ma se ha visto metà di “Colazione da Tiffany” è tanto. Se vive in Brianza, e troppe ce ne sono, pensa che Milano sia il male assoluto in quanto troppo grande, caotica e ovviamente troppo lontana ma afferma con sicurezza che “a Milano si mangia bene il pesce”. La Gina brama essere “fine” ma non “raffinata” la combo “ballerine, skinny, camicia bianca, borsa LV, occhiali firmati” sarà sempre per lei il top, tutto il resto è troppo strano.
    Post spettacolare! Grazie!!

    1. a me sembra più che altro quello che definirei “tamarra ripulita”
      nella mia università c’erano soggetti simili, ma erano tamarrissimi, cioè se scavavi appena ti si apriva una voragine di provincialismo profondo e wannabismo spinto

  9. Super sono morta dalle risate! Da noi a Verona le persone così si chiamano “dolse” (è un aggettivo) che sono un po’ delle “brasi cuerte” (versione veronese dell “acqua cheta che rompe i ponti”) ma meno interessanti e intraprendenti. Per fortuna nella mia vita me ne sono sempre ben tenuta alla larga! Ora sono curiosa dell’analisi antropologica delle “cesse”, hai per caso fatto un post sul blog? perchè non lo trovo!
    Grazie , buona giornata!
    V.
    ps. confessione , anch’io come le gine lavo SEMPRE l’insalata in busta!

  10. Giulia, abbiamo fatto lo stesso liceo. E ho detto tutto. Grazie per aver messo nero su bianco la fenomenologia della Gina!

  11. Questo non è un post , è un saggio di antropologia moderna! Una delle “gine” che avevo al liceo ( e che corrisponde per filo e per segno alla tua descrizione), l’ho rivista dopo vent’anni a una pizza di classe (mea culpa): che dire è rimasta uguale identica, pure ugualmente stronza!
    E comunque hai detto una grande verità: quelle che eccellevano al liceo (non per fine intelligenza ma perchè studiavano come delle pazze e leccavano il culo), sono diventate delle mediocri nella vita adulta!

  12. Lo snap sulla gonna a ruota mi aveva fatto morire dal ridere perché per un attimo ho pensato di essere una vera Gina. Il chiarimento era necessario!

  13. Grazie Giulia mi sono cappottata dalle risate immaginando tutto il tempo Taylor Townsend che punta il ditino.
    Se ho capito bene dunque la Gina è un po’ evoluzione della cessa che però si sente di classe come il suo idolo Audrey!

  14. Post fantastico! Ma quante Gine conosco? Che paura! La mia classe del liceo ne era piena! Odio sempiterno per le Gine!

  15. Meno male che è arrivato il post di specifica perché con l’affondo delle gonne a ruota su snap per un attimo ho seriamente temuto di essere una Gina anche io! Ahahaha comunque ho vissuto a Parma e in effetti è pieno di gine di buona famiglia, al liceo da me (provincia del sud) eravamo troppo grezzotte per essere gine, piuttosto fortemente cesse!

  16. Finalmente qualcuno che scrive nero su bianco che la Gina è una stronzadimmmmerda. Ma io non ce l’ho con la Gina, io ce l’ho con quei genitori delle non Gine che fanno sentire le figlie inferiori alle Gine generando un cortocircuito logico in cui una persona stronza, ipocrita, doppiogiochista, non brillante e falsa come Giuda (si lo so che ho usato 3 sinonimi, è che la Gina è proprio TANTO falsa) viene additata come modello di comportamento

  17. Se ho inquadrato il tipo la Gina è anche una super fan dei libri di Sophie Kinsella e tutta quella letteratura rosa tipo Cinquanta Sfumature, After di Anna Todd e affini!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *