Io e la mia ossessione: i cinquetasche neri perfetti

L’altro giorno la mia amica Veronica mi ha detto una cosa che non bisogna dire ad una ossessiva come me. “Giulia, mi servono i pantaloni neri perfetti” .

Sapete che ho certe fissazioni, vero? Il cappotto perfetto, gli stivaletti perfetti, il costume perfetto, i jeans perfetti, la camicia bianca perfetta… quando mi piace qualcosa la ricerco ossessivamente.

Considerando che indosso praticamente solo cinquetasche neri, come ho fatto a non orientarmi prima su questa ossessione ricerca?

I cinquetasche sono una categoria poco amata: non sono jeans (la tela è più sottile), non sono pantaloni (hanno la forma di un jeans a cinque tasche, appunto), sono difficili da trovare. La mia storia d’amore con loro è molto semplice: ne ho indossato un paio di &M per anni e anni fino a che non si è disintegrato, poi sono passata ad una versione di Zara e adesso il mio paio più fidato è di Maison Scotch.

Subito dopo la domanda di Veronica mi sono catapultata su Yoox, il sito perfetto sul quale andare quando si cerca qualcosa di molto specifico (adoro i loro filtri) e magari non costosissimo. Ho analizzato pagine e pagine di pantaloni neri, selezionando solo quelli con queste caratteristiche (scusate, questo post non è per tutti):

-Vita media
-Colore nero
-Senza applicazioni
-Gamba dritta o skinny
-Con tasche posteriori

Vi stupirebbe scoprire quanto sia difficile trovare questa combinazione, all’apparenza semplice.
Ma poi un pensiero mi ha colpita: Qual è la giusta composizione? Cosa devo cercare?

E’ venuta in mio soccorso l’esperta Arianna Morimondo, che ho stressato per 3 giorni con un milione di domande. Le strade mie e di Arianna si sono già incontrate, forse vi ricorderete il nostro progetto del jeans su misura (non è ancora pronto ma ci siamo)?

Ciao Arianna, che lavoro fai?
Ciao Giulia, sono responsabile marketing e comunicazione presso Berto Industria Tessile, un’azienda leader nella produzione di tessuti denim.

Berto è un’azienda molto speciale: i loro tessuti sono studiati e testati per garantire il perfect fit e la migliore qualità possibile. Inoltre, il know how aziendale è generosamente messo a disposizione dei giovani talenti e l’azienda cerca sempre brand emergenti che entrino nel progetto Berto4YoungTalents. Quest’anno celebrano il 130esimo anniversario di attività, un bel traguardo per una realtà tutta italiana.

Perché ami tanto il denim?
Non ci crederai, ma prima di lavorare in Berto non indossavo quasi mai i jeans. Ne avevo un paio in armadio ma non era un capo che indossavo spesso. Forse non li sapevo ancora comprare. Oggi invece, dopo quasi tre anni in questa azienda, mi sono fatta una cultura e sono una jeans addicted.

Cosa guardi quando compri un denim?
– Composizione: determinante nelle performance del capo
– Paese di produzione: sono per l’acquisto (quando possibile) Made in Italy. Voglio sostenere il mio Paese perché credo che solo in questo modo si possa avere una rinascita.
– Tasche: non troppo grandi, non troppo piccole.
– Lavaggio: mi piacciono i lavaggi autentici, non quelli che coprono il tessuto o lo rovinano.

(siamo d’accordo su tutto)

Qual è il trend del momento in fatto di denim?
Oggi è un momento molto particolare per il mondo della moda (tu sicuramente lo saprai più di me) dove in qualche modo i trend non sono più così forti e caratterizzanti come nel passato. E’ come se il processo di massificazione, in atto da tempo, volesse in qualche modo eliminare i picchi di creatività.
In generale per quanto riguarda la donna vediamo due macro trend opposti: se da una parte ci ha investito il ritorno del pantalone 100% cotone, dal lavaggio vintage sale&pepe, dall’altra vediamo ancora imperanti i tessuti molto stretch utilizzati per i pantaloni skinny. Ogni stagione giornalisti, trend setter e fashion hunter annunciano il tramonto degli skinny, ma è una richiesta ancora troppo forte da parte del mercato. Sono comodi, pratici, tutti li vogliono. Non tutti se li possono permettere, ma questo è un altro discorso.

Quali sono i denim migliori che tu abbia mai avuto?
Il mio jeans preferito è un capo che mi sono fatta fare su misura qui in azienda, è realizzato con il nostro iconico tessuto First Class. Bello, comodo, blu scuro, leggermente lucente grazie ai filati ritorti. Non me lo toglierei mai!

Quali sono le leggende metropolitane sui jeans ?
In molti credano che il jeans stia bene ad ogni età e ad ogni persona. Credo invece che si debbano scegliere tessuti e modelli in base alla fisionomia, all’età e all’utilizzo.

Secondo te qual è il jeans che non passa mai di moda?
Un bel cinque tasche, scuro, con la vestibilità giusta per il proprio fisico, dovrebbe essere nell’armadio di ogni donna! Tutti gli altri modelli purtroppo risentono delle mode passeggere e soprattutto i lavaggi cambiano moltissimo negli anni. Prima va chiaro, poi con gli strappi, poi con gli strass, poi scuro, poi sale&pepe. Ho un Calvin Klein scuro, cinque tasche, da quando ho 15 anni. Spettacolare!

Esiste un modello che stia bene più o meno a tutte?
In generale la vita media e quella alta rendono molta più giustizia alle donne. Il fianco coperto e contenuto dal pantalone, in tutte le taglie, è più fine e slancia la figura. Io non rimetterò mai più la vita bassa! La cosa più importante è comperare i pantaloni della taglia giusta: a volte diciamo che un modello non ci sta bene solo perché sbagliamo la taglia. No alle gambe soffocate, ma no anche ai pantaloni troppo larghi. Provatevi i jeans e poi sedetevi: li dovete sentire comodi ma non larghi o stretti eccessivamente.

Qual è la forma di jeans peggiore mai stata creata, secondo te?
Quelli a carota!!!!!!!!!

Passiamo alla parte  in cui schiavizzo Arianna nell’aiutarmi a cercare quello che voglio.

Mi rivolgo a te in quanto massima esperta e ti chiedo: cosa devo cercare in un jeans se voglio che abbia tutte le caratteristiche che ho indicato sopra e in più che sia:
– Duro ma non durissimo (per intenderci, non duro come un Levi’s vintage che ti rende sterile, non “molle” come un jeggings)
– Leggermente contenitivo ma in una maniera non dolorosa
– Che tenga la forma e possibilmente non si scolorisca
– Nero scurissimo

Cara Giulia, la tua ricerca del Jeans perfetto è un po’ una corsa ad ostacoli, ti piace una determinata immagine ma ricerchi performance che non si sposano perfettamente con il look che ricerchi.
Trovare un jeans di qualità in cui il modello, la taglia, il fit, il lavaggio, il peso ed il design incontrino le nostre esigenze talvolta è proprio un’impresa ardua. Oggi l’offerta è molto ampia e profonda e questo crea ancora più confusione.

Partiamo per punti:

MODELLI

Un suggerimento per iniziare la ricerca del jeans perfetto è la vestibilità! A seconda della vestibilità viene scelto un tessuto con determinate caratteristiche, peso e composizione. La composizione del tessuto è fondamentale:

RIGHT FIT: vestibilità regolare con gamba dritta;

CONFORT FIT: vestibilità comoda , gamba dritta con circonferenza maggiore rispetto al precedente;

BOOT CUT: vestibilità regolare, gamba che si allarga dal ginocchio in giù. E’ importante non confondere questo modello con quello anni ’70.

SLIM FIT: vestibilità gamba dritta e stretta, con un restringimento dal ginocchio verso la caviglia;

SKINNY: gamba strettissima che stringe soprattutto alla caviglia, aderentissimo;

BAGGY FIT: gamba larghissima, tipico dello streetwear con cavallo basso;

PALAZZO: jeans per la donna, vita bassa, gamba dritta e molto larga in puro stile anni 70;

ZAMPA D’ ELEFANTE: si differenzia dalla gamba palazzo sul fondo caviglia dove tende ad allargarsi ulteriormente rispetto alla parte alta della gamba, modello anch’ esso tipico anni 70.

FIBRE

FIBRE TESSILI VEGETALI

Le fibre vegetali sono quelle che si ricavano dai fusti di piante verdi e sono dunque composte di cellulosa. Per questo motivo sono le più resistenti, molto robuste, traspiranti e possono essere usate nei modi più disparati. Si imbevono d’acqua e dunque assorbono il sudore, sono perciò molto usate d’estate, anche se tornano utili anche d’inverno, magari per gli indumenti intimi che sono a stretto contatto con la pelle. Le fibre vegetali più note sono il cotone e il lino, che sono molto facili da lavare e da smacchiare, ma si stropicciano facilmente e quasi sempre rendono necessaria la stiratura.

FIBRE TESSILI ANIMALI

Le fibre animali si ottengono dai peli di alcuni animali come determinati tipi di pecore, capre o conigli (e non solo), e quindi la lana, il cachemire e l’angora. In questa categoria sono comprese anche le fibre ottenute dai filamenti prodotti dalle secrezioni ghiandolari di alcuni insetti come il baco da seta e infatti l’esempio più noto è proprio la seta. Sono fibre da trattare con molta attenzione, devono essere lavate e stirate a basse temperature e in alcuni casi è meglio evitare l’uso della lavatrice.

FIBRE TESSILI ARTIFICIALI

Le fibre artificiali derivano dalla lavorazione della cellulosa del legno. Le più note appartenenti a questa categoria sono il rayon e la viscosa. Devono essere trattate delicatamente, lavate e stirate a basse temperature e non si devono mai candeggiare. Il rayon non deve mai essere neanche strizzato, è meglio lavarlo a mano e poi lasciarlo asciugare delicatamente al piano. Dalla viscosa le macchie frase devono essere rimosse prima di procedere al lavaggio.

FIBRE TESSILI SINTETICHE

Le fibre sintetiche sono materiali filamentosi che vengono prodotti industrialmente usando sostanze che di solito provengono dall’industria petrolchimica. In questa categoria rientrano il nylon, il pile, l’acrilico e il goretex. Tutte queste fibre non devono essere candeggiate e nella maggior parte dei casi neanche strizzate. Vanno lavate a basse temperature e con la centrifuga al minimo.

COMPOSIZIONI

100% Cotone
La composizione dei jeans per eccellenza è quella 100% cotone. Tendenzialmente i jeans realizzati con tessuti di questo tipo hanno un’immagine molto autentica, ma risultano spesso rigidi. Molto dipende dal peso, ma in generale i 100% cotone è meglio acquistarli per vestibilità un po’ over, come ad esempio i tanto in voga modelli boyfriend o i cinque tasche regular, come ad esempio il Levi’s 501.
Gli skinny di cotone sono un incubo! Io li ho….
Il cotone è una fibra che naturalmente perde di resistenza quindi se cerchi un pantalone che mantenga la forma nel tempo e negli utilizzi (recovery), meglio non acquistare questa composizione.

99% Cotone 1% Elastan
Composizione studiata per avere un vestibilità leggermente più confortevole. Sono pantaloni meno rigidi che ti permettono di stare comoda anche se indossati tutto il giorno.

98% Cotone 2% Elastan
E’ la composizione per eccellenza dei cosiddetti jeans comfort. Questa piccola percentuale di elastan rende il pantalone non troppo stretch, ma molto comodo. I tessuti così realizzati sono entrati prepotentemente anche nel guardaroba maschile. Se state acquistando un modello skinny però vi consiglio di privilegiare altri tipi di composizione perché quel 2% non è sufficiente per garantire che un pantalone che mantenga la forma nel tempo e negli utilizzi (recovery).

97% Cotone 3% Elastan (!!)
E’ un’ottima composizione per pantaloni dalla vestibilità asciutta, anche skinny. Quel 3% di elastan li rende non troppo stretch (effetto fionda) ma permette di avere un capo che enfatizzerà il nostro corpo senza perdere la forma.

Composizioni miste
Oggi le performance hanno una posizione di rilievo rispetto all’immagine quando si tratta di scegliere un paio di jeans. La moda degli ultimi anni ci ha imposto fit molto aderenti; per creare dei tessuti che garantissero questo fit, nel tempo e negli utilizzi, sono state realizzate moltissime composizione miste (che non vuol dire che siano negative) che ne enfatizzano le performance.

Sono entrate in uso comune fibre quali:
Poliestere: fibra molto resistente ed elastica
Elastomultiestere: fibra simile al poliester ma garantisce una migliore recovery
Tencel o Lyocell: fibra derivata dal legno di eucalipto, rende il tessuto molto confortevole e morbido ma se non associata a Elastomultiestere ed Elastan tende a non preservare la vestibilità del capo.
Modal: fibra derivata dalla polpa del legno, rende il tessuto molto confortevole e morbido ma se non associata a Elastomultiestere ed Elastan tende a non preservare la vestibilità del capo (è simile al Lyocell)
Elastane (o elastan)(EA) è una fibra sintetica di poliuretano molto utilizzata per elasticizzare i tessuti
Viscosa: li rende morbidissimi ma non assicura recovery

Quali composizioni miste prediligere?

Per avere un capo che mantiene la forma e la vestibilità nel tempo è meglio prediligere le composizioni cosiddette TRIBLEND ovvero derivate dall’accostamento di tre fibre: cotone, poliestere ed elastan.
Se tra le composizioni triblend trovate quella con elastomultiestere, questa è da preferire rispetto al poliestere in quanto questo conferirà al tessuto una mano più morbida, renderà il capo più resistente ai lavaggi ed in generale quest’ultimo manterrà maggiormente la forma e la vestibilità nel tempo.

RIASSUNTO:

ELASTOMULTIESTERE >> POLIESTERE
LYCRA >> ELASTAN
TENCEL / LYOCELL =  MODAL
RAYON = tipo nylon ma più confortevole (comunque non il massimo della vita)

TAGLIA

La taglia è l’elemento più impegnativo nella scelta del jeans perfetto, soprattutto se skinny.
Il modello del pantalone, la composizione ed il peso del tessuto sono tutti elementi da valutare accuratamente per non rischiare di non valorizzare il proprio corpo.
Modello skinny: è consigliabile acquistare un modello che stia molto stretto addosso. Nonostante le composizioni del tessuto studiate ad hoc per mantenere la forma del jeans nel tempo, è fisiologico che questo modello perda un po’ la sua aderenza. Acquistare una taglia leggermente stretta è vantaggioso in quanto il pantalone si modificherà, in parte, assumendo le forme della persona, quindi, ottimizzandosi ulteriormente.

Gli altri modelli sono meno “rischiosi” in quanto le composizioni 100% cotone si allargano leggermente, quelle con un po’ di elastan un po’ di più se non ci sono fibre pro recovery, quelli con mix di fibre sono da valutare caso per caso.

Una convinzione sbagliata, ma frequente, è che il jeans una volta lavato si restringa nuovamente.
Ogni pantalone viene realizzato dopo aver fatto la cosiddetta “prova cali” a seconda del lavaggio scelto quindi i jeans trattati non si restringono. Accade, invece, che il tessuto una volta lavato ed asciugato si irrigidisca dando l’impressione che la taglia si sia ristretta. Basterà indossare i jeans nuovamente per riconquistare comodità e morbidezza: il corpo è come un ferro da stiro e con il calore il tessuto si ammorbidisce.

COLORE E CONSIGLI DI MANUTENZIONE

Questione colore: il denim nasce di colore molto scuro, solo con specifici trattamenti e lavaggi si ottengono le colorazioni chiare, intermedie, sbiancate, etc. Tendenzialmente i brand propongono lavaggi scuri durante la stagione invernale,sono più richiesti e più in linea con il mood della stagione e più chiari per la stagione primaverile. La tintura indaco, quella utilizzata per i tessuti denim, è una tintura pigmento superficiale; il colore infatti è depositato esternamente sul filato come fosse incollato mentre l’interno rimane colore ecrù. Questo è il motivo per cui il denim con l’usura ed i trattamenti decolora presentando un aspetto vintage e più chiaro. Tutti i jeans quindi, nel tempo, tendono a schiarirsi e ad usurarsi, esistono alcuni semplici accorgimenti per preservare il colore il più a lungo possibile. E’ consigliabile lavare sempre i pantaloni al rovescio, a bassa temperatura mantenendo i giri della centrifuga ad un livello medio ed è importante non esporli al sole durante il processo di asciugatura: i raggi solari infatti sbiadiscono i colori.

L’unico colore che scolorisce (l’indaco è reattivo) è l’indaco fake, cioè la tintura riproduce il colore dell’indaco ma non è una tintura superficiale, quindi nel tempo non delava come un normale pantalone di cotone. Si può fare la prova girando con un foglio di carta e sfregando il jeans: l’indaco fake non perde colore.

E passiamo ad alcuni jeans che ho trovato dopo avere scandagliato Internet per voi:

LEVI’S

1

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levis made and crafted  –> 92% Cotone, 6% Elastomultiestere, 2% Elastan

Questa linea, che avevo provato in America, non è disponibile sul sito italiano ma la trovate su Yoox

2

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311 shaping skinny jeans  –> 93% Cotone, 5% Poliestere, 2% Elastan

La composizione è peggiore di quella sopra, perché ha il poliestere, però non è così male.

3

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Levi’s 721 high rise skinny –> 93% Cotone, 5% Poliestere, 2% Elastane

 YOOX

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Fred Perry –> 97% Cotone, 3% Elastam

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Blumarine –> 97% Cotone, 3% Elastam

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Love Moschino –> 97% Cotone, 3% Elastam

ZARA

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Pantalone via media Skinny  –> 91% cotone, 6% elastomultiestere, 3% elastan (a 26 euro è il più cheap della selezione, qui sul sito c’è solo la forma skinny e in blu ma sono andata a vedere in negozio e ne hanno anche una con la gamba leggermente più a tubo che non è per niente male, in nero).

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Jeans vita media –> 60% cotone, 31% modale, 7% poliestere, 2% elastan

UNIQLO

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WOMEN HIGH RISE SMART SHAPE JEANS –>  46% Cotton, 31% Lyocell, 21% Polyester, 2% Spandex

SCOTCH & SODA

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La Bohemienne –> 50% cotone /47% lyocell /3% elastan

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La Bohemienn “tinti in capo” –> 70% Cotton /27% Modal /3% Lycra

Tinti in capo significa che il tessuto nasce bianco, i pantaloni vengono confezionati e poi mandati in lavanderia per essere tinti, ad esempio di 100 pantaloni se ne fanno 30 verdi, 30 rosa, 40 blu, oppure a volte si sovratinge, quindi si fa un capo di un certo colore e poi lo ricolora. In questo modo il colore regge di più!

CASO SPECIALE DI COMPOSIZIONE:

Marc by marc Jacobs
70% Tencel, 28% Cotone, 2% Elastan

Se il primo materiale è presente in così grande quantità significa che è in ordito, quindi in questo caso la presenza del tencel renderà il pantalone morbidissima e con una vestibilità pazzesca, ma senza Elastomultiestere si smollerà.

Capito ragazze? Sempre controllare le composizioni! Ovviamente ora voi mi direte “ma i miei pantaloni preferiti sono 98% cotone e 2% elastane e reggono perfettamente!”

Beh le eccezioni ci sono sempre.

La mia prossima ricerca sarà il pantalone nero perfetto, mi ha ispirata Leandra con queste foto (ma chi voglio prendere in giro, ovviamente ho una cartella semi dedicata su Pinterest) … Vi faccio sapere

Leandra-Medine-Style-Challenge-

Leandra-Medine-Style-Challenge-3062 (1)

Ditemi immediatamente che composizione hanno e di che marca sono i vostri pantaloni preferiti (per favore)!

31/01/2017

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33 pensieri su “Io e la mia ossessione: i cinquetasche neri perfetti

  1. Ciao Giulia! Credo sia tremenda la ricerca del jeans perfetto, niente come i jeans devono essere la scelta sicura che salva in ogni occasione! Per questo condivido la mia fortuna di aver trovato da tempo una sola, granitica sicurezza: Cycle. Composizione 98%cotone, 2%elastan. Ne ho un sacco di modelli, alcuni risalenti a dieci anni fa almeno, tengono bene i lavaggi e ora stanno iniziando a proporre nuove composizioni con lyocell, più estive, con vestibilita pazzesca!
    A onor del vero, ho anche dei dei Diesel che mi durano da ancor prima, ma niente, come vestono i Cycle, nessuno!

  2. Grazie mille per la guida utilissima.

    Io sono fedelissima ai Jamie di Topshop – 91% Cotton, 6% Polyester, 3% Elastane. Li ho in 4 lavaggi e tutti tengono benissimo la forma. Il prezzo e’ relativamente low cost, ma non del tipo “li uso una stagione e poi finiscono nella spazzatura”. La qualita’ del tessuto e’ davvero buona e il colore tiene, io ho i miei da almeno 3/4 anni.

    Whilstles e’ un altro marchio che fa dei jeans carini e di buona qualita’, la sola pecca e’ che produce intorno ai 5 modelli per stagione e sono sempre un po’ cropped per le ragazze alte (1,77 in su)

  3. Articolo super, ho imparato un sacco di cose!! Ero già entrata nel tunnel con quello al jeans perfetto, con questo faccio bingo, credo che me lo stamperò per averlo sempre a portata!;)
    Seguendo i tuoi consigli anche passati, ora controllo la composizione di qualsiasi cosa xD Purtroppo di pantaloni neri al momento ho degli Stradivarius (shame on me, I know) che però devi ammettere si stanno sbiadendo molto lentamente rispetto ad altri pantaloni neri che ho avuto, che davvero dopo pochissimi lavaggi diventavano già grigi quasi!
    Prossimamente mi metterò alla ricerca dei cinquetasche neri perfetti sperando di concretizzare un acquisto!
    Grazie Giulia!:)

  4. Dopo anni e anni di jeans sbagliati, un mese fa circa ho preso i 721 e li ho decretati i jeans della vita. Almeno finora!

  5. Grazie Giulia per questo post, sei una fonte inesauribile di informazioni utili!

    I miei jeans preferiti non sono neri ma condivido ugualmente. Sono di Roy Roger’s, modello FLO, vita alta, gamba regolare, fasciano il giusto e fanno un bel culo. Presi due anni fa ad una cifra esorbitante per i miei standard ma mi stanno perfetti, non hanno ceduto di un millimetro e spero non mi abbandonino mai. La composizione è 84% cotone, 14% elastomultiestere, 2% elastan.

  6. Il migliore jeans nero mai avuto è della 7 for allmankind. 74% cotone, 24% polyamide e 2% elastane. Skinny, 5tasche, elasticizzato. Ce l’ho da due anni ed è come nuovo.
    Altra marca consigliata per i pantaloni 5tasche: Henry’s Cotton.

  7. Complimenti per il post, ti dico solo che, leggendolo, ero tentata di segnarmi su un post-it le composizioni per averle sempre a portata di mano 🙂

    I miei jeans preferiti in generale sono tutti Diesel e infatti la composizione di quelli che indosso combacia perfettamente con le indicazioni di Arianna: 92% Cotone, 6% Elastomultiestere, 2% Elastan! Tra l’altro spesso li trovo proprio su Yoox super scontati (a Natale ne ho presi 2 paia per circa 100 euro!)

  8. Grazie per l’articolo: decisamente illuminante. Ho controllato la composizione dei miei jeans preferiti, un paio di Levi’s di qualche anno fa, e tutto torna: 74% cotone, 15% poliestere, 10% elastomultiester e 1% elastane.
    Confrontati con un altro paio, stesso modello ma diversa composizione, più cotone e senza elastomulticoso, hanno in effetti una mano più rigida, che gli fa assomigliare a jeans 100% cotone ma sono più comodi e non smollano mai.
    Quello che ancora non mi è chiaro è invece il discorso dell’ordito/trama. Mi era parso di capire che certi jeans low cost facciano quelle orribile pieghe in orizzontale sulle cosce, che ci fanno sembrare delle salsicce, proprio perché la parte elastica sia solo in un verso.
    Tenderei invece ad evitare il tinto in capo: di norma rivetti e zip ne risentono.

  9. Rimangono per me imbattibili un paio di cinque tasche H&M (si chiamano Super Skinny Super Low Waist MA non sono ne l’una ne l’altra cosa.. la vita non è bassissima e non sono così fascianti sui polpacci), 98% cotone e 2% elastane. Li cambio ogni 2-3 anni perché uso quasi solo quelli come jeans e alla fine si disintegrano ma tengono botta bene, mi fanno un bel culo e non sbiadiscono. Ho anche un jeans di Subdued da 3 anni e anche quello buona resa.

  10. Prima di tutto grazie per tutte queste info utilissime..mi sono segnata tutto e almeno la prossima volta che cercherò dei jeans non navigherò nel buio pregando qualsiasi divinità affinché non si lascino andare dopo un mese. In effetti ho pochissimi pantaloni aderenti, sia perché comprarli è sempre un dramma/salto nel buio, sia perché ho la fissa che facciano danni alla circolazione (terrore della cellulite), ma è innegabile che siano praticamente essenziali nel guardaroba di tutte. Ho appena controllato tutti i miei jeans (skinny e non) e in effetti mi sono accorta che le cose tornano abbastanza..il mio paio preferito a livello di vestibilità sono un vecchio paio Zara (trf addirittura!!) 80% cotone, 18% poliestere, 2% elastane. Tengono la forma più dei miei levi’s (98 cotone, 2 elastane) e sono comodissimi.

  11. Mamma mia, che super mega post! Complementi Giulia e complimenti Arianna (che tra l’altro conosco perché abbiamo collaborato ad un evento che promuove i giovani designer: lei è super preparata e professionale) .
    Credo che i miei jeans preferiti di sempre, quanto a composizione e vestibilita’, siano i Levis, anche se nel tempo confesso di averli traditi per altre marche più modaiole…. A casa ho nell’armadio anche un paio J Brand che avranno ormai 8-9 anni e tengono botta benissimo, se non fosse per la limitazione della vita piuttosto bassina li porterei più spesso, anche perché la gamba è perfetta, stretta ma non skinny e di un perfetto blu scuro che non scolorisce con i lavaggi.
    Comunque ora sono contagiata pure io con sta fissa del jeans giusto e credo che passerò in rassegna yoox alla ricerca del modello perfetto!

  12. idola assoluta. composizione = new mantra. Incredibile ma vero, i miei pantaloni del cuore per una culona come me sono stati dei pantaloni a zampa, fantasia floreale di zara la scorsa estate (li ho visti anche sulla zitella acida). Primo unico e per ora ultimo pantalone di zara che mi stia bene. Effetto miracolo garantito, ogni volta che li usavo . La composizione bene ma non benissimo, a settembre erano già molli e ora confido in una replica nuova per quest’estate!

  13. Elemento fondamentale in un jeans per me sono le tasche posteriori, non tanto la loro dimensione che mi sembra quasi sempre quella, quanto il loro posizionamento, a seconda che si trovino più in alto o più in basso che siano più distanziate o più vicine l’aspetto del sedere cambia completamente. Neanche a dirlo la maggior parte non sono posizionate come vorrei.

    Comunque post utilissimo, da ora in avanti presterò più attenzione alla composizione.

  14. Ciao Giulia, più che un semplice post questo è un saggio accademico! 😀
    Ad ogni modo lo aspettavo, proprio in questo periodo sono alla ricerca del jeans nero perfetto e ciò che avevi da dire a riguardo mi incuriosiva!
    Ho usato per anni un jeans -che era- nero di Pull and bear (I know, fast fashion!), stretto ma non asfissiante, vita media, tendente alla vita alta, leggermente corto alla caviglia (in questo caso dipende soprattutto dall’altezza), tessuto leggero ma non freddo. Negli anni mi ci sono trovata benissimo, ora purtroppo è liso!

  15. Ho due paia di pantaloni del cuore:
    -pantaloni pence (non so se sia giusto questo termine, comunque ha le tasche laterali e dietro sono cucite) di zara 98%cotone 2%elastane classicissimo bly navy che vorrei tanto ritingere perchè ormai consumatissimo)

    -jeans levis modello wedgie fit 99% cotone 1% elastane, a vita alta, affusolati sulla coscia ma non troppo (ODIO l’effetto insaccato) e stretti ma non troppo sulla gamba (ODIO i jeans skinny che danno l’effetto gambe a carota) con taglio a vivo: il primo paio di jeans che non ho dovuto accorciare (sono perfetti per le ragazze alte max 1 e 65). Sono così belli che ne vorrei comprare un paio più chiaro. L’unico mio dubbio è: cosa penseremo tra qualche mese di tutti questi jeans sfrangiati? E poi non ho ancora capito se le tasche posteriori così grandi e decentrate sono un bene o un male

    1. ho presente i wedgie, li ho provati anche io ma mi stavano malissimo!
      le tasche dovrebbero essere proprio sul sedere o un po’ più in alto, per dare l’illusione ottica che stia, appunto, in alto
      Concordo sul fatto che potremmo stancarci degli orli sfrangiati

  16. Ciao Giulia!
    Se sei interessata la linea Made and Crafted si trova all’outlet di Serravalle, hanno un vasto assortimento nel negozio Levi’s.

    1. Anche in Annex la Rinascente ci sono! In effetti quella linea è spettacolare!!

      Giulia ancora complimenti, post SUPER e utilissimo!

      Io voto come jeans in assoluto del cuore i BDG modello Girlfriend di Urban Outfitters… e no, non perchè ci lavoro 🙂 ma perchè scoperti da poco più di un anno e non riesco a trovare alternativa comparabile (fino a pochi mesi fa lavoravo per Scotch&Soda e posso confermare una grande qualità anche del loro denim).
      Vita alta, 98,9% cotone e 1,1% elastan, lavaggio medio, tasche perfette, aderenti in coscia ma dritti in caviglia. Inoltre, propongono diverse lunghezze, io ad esempio non ho resistito a tagliarli a vivo, sempre nella speranza di non stancarmi… :/

      Il lavaggio è perfetto, ma sto pregando che in azienda ne ripropongano di ogni colore!

  17. I miei jeans neri preferiti sono dei Levi’s presi a New York nel lontano 2010.
    Vita media, 99% cotone, 1% elastan, modello slight curve, vita media.
    Mi stanno perfetti e spero non mi abbandonino mai!
    Il mio consiglio è un giro di Coloreria Italiana cotone nero una volta all’anno, li irrigidisce un attimo, ma rinnova in modo perfetto il colore.

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